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Celebrazioni Niccoline 2017 a Sarzana

Posted by on Nov 13, 2017 in Uncategorized |

Quest’anno Sarzana, tra i mesi di ottobre e novembre, celebra un importante anniversario che ricorda uno dei suoi più illustri cittadini, che oggi viene ricordato non solo dai sarzanesi ma da tutti gli italiani e anche da tutto il mondo cattolico. Si tratta di colui che salì al soglio pontificio con il nome di Niccolò V, che fu papa tra il 1447 e il 1455, quindi solo per otto anni, lasciando però un’impronta indelebile dietro di se. Il suo vero nome era Tommaso Parentucelli, e vide i suoi natali proprio a Sarzana,città che oggi lo ricorda non per la prima volta. Il comune infatti, seguendo la volontà espressa dal sindaco Alessio Cavarra che ha tra i suoi obiettivi principali quello di riportare alla luce la grande storia della città, e il ruolo importante che nel passato ha sempre rivestito nell’economia italiana, ha già svolto delle celebrazioni per i 550 anni dalla nascita del Parentucelli. Oggi, con il titolo complessivo di “Celebrazioni niccoline 2017”, vuole tornare ad esaltare la figura di un papa che viene ricordato soprattutto per il gesto più importante che ha compiuto, le cui conseguenze possiamo godere ancora oggi: fu papa Niccolò V a volere e fondare la Biblioteca Vaticana, vero scrigno di saperi e tesori. Grandissima è stata dunque l’emozione del sindaco Cavarra quando gli è stata recapitata presso la sede comunale una missiva proveniente dal Vaticano, scritta e firmata dall’attuale pontefice, papa Francesco. Papa Francesco si congratula con l’amministrazione comunale e con la città di Sarzana per aver pensato di dare vita ad un’iniziativa che ricorda un grande personaggio, un benemerito non solo nell’ambito della storia della Chiesa ma dell’Umanità in generale. E in effetti il programma dei “festeggiamenti” è davvero molto nutrito ed interessante, e mira a far luce a diversi aspetti della storia pontificale di Niccolò V. Gli eventi hanno preso il via a partire da venerdì 20 ottobre 2017 quando è stata inaugurata la mostra fotografica “Patria Nostra Lunensis”. Nel percorso espositivo si possono ammirare manoscritti e testimonianze visive che ricordano il pontificato del Parentucelli e le sue opere più insigni. La mostra è stata allestita in sala consiliare ed è rimasta visitabile lungo tutto il week-end, fino a domenica 22 ottobre. Nella giornata di sabato 21, inoltre, tutti gli appassionati filatelici hanno ricevuto un gradito regalo. Infatti Poste Italiane ha emesso uno speciale Annullo Filatelico pensato per le Celebrazioni Niccoline e che è stato distribuito presso l’atrio del comune di Sarzana. La giornata di domenica 22 ottobre ha rappresentato il culmine di questa tre giorni con un’iniziativa molto curiosa che ha riscosso un discreto successo. Presso il Circolo Culturale “Niccolò V” si è svolta una “intervista impossibile” con Egidio Banti e un attore che ha vestito i panni di Tommaso Parentucelli. Con il mese di ottobre, però, non si sono chiuse le manifestazioni delle “Celebrazioni niccoline 2017”. Sono previsti anche altri appuntamenti nel mese di novembre, tra cui un ciclo di conferenze dal titolo “Niccolò V e i libri greci” a cui presenzia anche il professor Antonio Manfredi, il quale è archivista presso la Biblioteca Vaticana, oltre che suo vicedirettore. Grandissima la soddisfazione dell’amministrazione comunale, la quale ha voluto ricordare un grande uomo di questa terra e al tempo stesso ha voluto offrire alla cittadinanza uno spaccato del suo passato, a dimostrazione di come Sarzana possa ancora oggi vantare un illustre retaggio capace di illuminare il presente ed anche il futuro.

Festival della Mente 2017: bilancio finale

Posted by on Nov 13, 2017 in Uncategorized |

Seppure tra molte polemiche e pareri discordanti, anche per il 2017 il Festival della Mente si è riconfermato uno degli eventi di punta del cartellone delle iniziative del comune di Sarzana. Quest’anno, giunto ormai alla sua 14esima edizione, il Festival della Mente si è svolto nelle giornate dell’1, 2 e 3 settembre, quando piazza Matteotti, da sempre centro nevralgico dell’evento, ha cominciato ad accogliere i convegni, gli incontri, gli spettacoli e le manifestazionl che anche quest’anno hanno animato le tre giornate di festival. Il Festival della Mente nasce da un’iniziativa concepita in seno alla Comunità Europea, è dedicato alla creatività, all’innovazione, ma soprattutto alla valorizzazione di tutto ciò che la mente umana è in grado di fare e concepire. Quest’anno il tema prescelto è stato particolarmente ambizioso ma ha dimostrato di saper interessare e appassionare il vasto uditorio che è intervenuto alla kermesse: la rete. Già nella conferenza inaugurale, a cui ha presenziato il sindaco Alessio Cavarra insieme ad altri rappresentanti della sua giunta comunale, ha sottolineato come la “rete”, in questo specifico frangente, sia stata intesa non solo, e non tanto, come rete internet, quindi rete informatica, ma soprattutto come rete di persone e di collaborazione. Solo attraverso l’impegno di tutti, a partire dalle istituzioni fino ai cittadini comuni, è possibile portare in vita iniziative di grande respiro: e il Festival della Mente funziona, e ha sempre funzionato, soprattutto perché vengono coinvolte tante realtà diverse, ognuna delle quali apporta il suo contributo senza secondi fini o retropensieri di sorta. Il bilancio finale dell’edizione 2017 è stato molto positivo, forse al di là delle aspettative viste le premesse non tropo rosee a causa di qualche polemica di troppo. Alla buona riuscita dell’evento hanno concorso sia il Comune di Sarzana che la Fondazione Carispezia, i due enti che hanno maggiormente investito in termini economici, ma poi la macchina organizzativa è stata garantita anche dai tantissimi volontari, oltre 6 mila, di cui moltissimi erano giovani. Il segreto del meccanismo su cui funziona il Festival della Mente è quindi la sinergia tra diverse competenze e diversi attori: sotto la direzione di Benedetta Marietti, e con la consulenza scientifica di Gustavo Pietropolli Charmet, è stato possibile anche in questa 14esima edizione coordinare i vari eventi in modo impeccabile, tanto da permettere a tutti di poter presenziare agli appuntamenti considerati più interessanti. Bisogna infatti premettere che coordinare in modo efficace un’organizzazione così complessa quale è il Festival della Mente non è un’impresa da poco: in tutto il programma ha contato ben 63 eventi ai quali hanno partecipato 96 relatori. Le location nelle quali si sono svolti i vari eventi sono state ben 13, e c’è stata anche una sezione appositamente pensata per i più piccoli. Tanto sforzo per far funzionare comunque il tutto con la precisione di un orologio svizzero è stato comunque premiato dalle presenze. Ben 45 mila persone quest’anno hanno partecipato al Festival della Mente. La manifestazione ha anche fatto emergere un altro aspetto che ormai la contraddistingue in modo indelebile, ed è il legame con il territorio. Festival della Mente vuol dire Sarzana, ed è per questo che Matteo Melley, presidente della Fondazione Carispezia, ha avuto un’idea che potrebbe concretizzarsi nei prossimi mesi. Ha infatti avanzato la proposta di creare un’associazione, che ha suggerito di chiamare “Amici del Festival della Mente”, che già dal prossimo anno potrebbe occuparsi in esclusiva dell’organizzazione e della gestione dell’evento.

Torna la seconda edizione di “Sarzana dantesca”

Posted by on Nov 12, 2017 in Uncategorized |

Quando si pensa al Sommo Poeta Dante Alighieri, e alla sua opera massima, la “Divina Commedia”, la location tipica a cui si pensa è ovviamente la città di Firenze, quella che allo scrittore diede i natali e da cui però egli fu esiliato, costretto a vagabondare per la maggior parte della sua vita e infine a morire in terra straniera, lontano dalla Toscana. Sono tanti i luoghi che Dante ha attraversato, e di alcuni di essi ha lasciato traccia nel suo scritto: questo, ad esempio, è accaduto a Sarzana e alla regione della Lunigiana, dove Dante venne come delegato di Franceschino Malaspina. Dante fece da paciere tra questi e il Vescovo di Luni, e di certo il territorio deve essergli rimasto impresso, tanto che ne parla nel Canto VIII del Purgatorio. Questo è il motivo per cui l’amministrazione comunale condotta dal sindaco Alessio Cavarra, grazie all’input dato da Carlo Raggi, presidente dell’associazione culturale “I Giardini di Ilio”, ha voluto promuovere una manifestazione che ricorda il legame che l’Alighieri aveva con la lunigiana e che si chiama “Sarzana dantesca”. Nel 2017 la manifestazione è giunta alla sua seconda edizione e si è svolta in tre giornate, il 6, 7 e 8 di ottobre, con un ricco programma di eventi di ogni genere e qualche “gustosa” sorpresa. Il sindaco Cavarra ha ricordato come sia proprio la peculiarità del territorio sarzanese ad aver fatto in modo che non solo Dante, ma anche altri illustri personaggi della letteratura italiana, come ad esempio Guido Cavalcanti, decidessero di venire qui anziché nei più prestigiosi centri di Roma e Firenze. Sarzana è infatti sempre stata una sorta di “città di confine”, libera e indipendente, e accogliente nei confronti di chiunque. “Sarzana dantesca” si è aperta venerdì 6 ottobre con una mostra allestita nella Sala Consiliare del Comune. Sono stati esposti molti reperti di grande interesse, a partire dalle pergamene originali di una delle primissime edizioni della “Commedia”, risalenti alla prima metà del Trecento. Inoltre è stato esposto anche il documento che prova la presenza di Giosuè Carducci a Sarzana, allo scopo proprio di esaminare tali pergamene. Si sono poi susseguiti incontri e conferenze: “Orma di Dante non si cancella” ha approfondito il rapporto tra Dante Alighieri e il territorio, mentre il ciclo “Riscoprire Dante – luoghi, tradizioni, analisi, letture” è stato pensato per i docenti in un ciclo di aggiornamento per i dipendenti del MIUR. A latere degli eventi più specificatamente culturali, che si sono svolti in alcune delle location più suggestive di Sarzana, ci sono stati anche appuntamenti maggiormente legati all’enogastronomia, che da sempre nel nostro Paese va di pari passo con la cultura “alta”. I ristoranti del posto hanno pensato dei menu a tema con piatti e ricette risalenti ad epoca medievale, e la Pasticceria Sbarbato ha ideato un dolce che è stato battezzato per l’occasione il “Pane di Dante”. Si tratta a tutti gli effetti di una pagnotta dolce e speziata, contenente uvetta e frutta secca, ispirata anche in questo caso alle ricette tipiche medievali di cui ci è giunta testimonianza. Ad accompagnare l’assaggio del pane di Dante si sono poi svolte degustazioni del Chianti DOCG “Ormanni”, che si lega al Sommo Poeta poiché la famiglia degli Ormanni viene citata nel Paradiso. Sull’etichetta della bottiglia sono infatti riportati i versi che riguardano la famiglia, oltre che l’inconfondibile profilo aquilino di Dante. “Sarzana dantesca” si è dunque riconfermata come una kermesse non solo per addetti ai lavori, ma capace di intrattenere e deliziare anche il grande pubblico.

Quarta edizione di “La terra e le sue donne”

Posted by on Nov 12, 2017 in Uncategorized |

Al giorno d’oggi si parla sempre più spesso di “ritorno alla terra”. Nei decenni passati le campagne si sono spopolate un po’ ovunque in Italia, perché i giovani abbandonavano il duro lavoro dei campi per andare a cercare fortuna in città. Attualmente invece, complice la crisi economica e la disoccupazione alle stelle, oltre che il sovraffollamento delle città, si assiste invece ad un processo inverso. Sempre più giovani decidono di tornare a dedicarsi all’agricoltura, facendolo però ovviamente con la nuova consapevolezza che possiedono e con l’ausilio delle attrezzature tecnologiche. Se questo fenomeno è ormai conclamato, c’è però un aspetto che non viene considerato, e riguarda l’altra metà del cielo, le donne. Non sono infatti solo gli uomini a tornare a dedicarsi all’agricoltura, ma sono anche e soprattutto le donne, le quali con la terra hanno un vincolo speciale e profondo. Alle donne imprenditrici della terra è stata dedicata anche quest’anno, a Sarzana, la manifestazione “La terra e le sue donne”, giunta alla sua quarta edizione senza aver perduto nemmeno un po’ del suo smalto. “La terra e le sue donne” è da sempre organizzato da “Donne in campo” di Cia (Confederazione italiana agricoltori) Liguria ed è una via di mezzo tra una sagra, una festa e una mostra mercato dei prodotti che le donne della campagna riescono ogni anno a produrre e commercializzare. Quest’anno erano presenti ben 40 soggetti tra aziende agricole, hobbiste e tante addette ai laboratori che hanno animato le due giornate di festa, che si è svolta tra 30 settembre e il 1 ottobre. Tutto ciò che è stato esposto sui banchi del coloratissimo mercato che ha popolato la Fortezza Firmafede, scelta come splendida location dell’evento, è rigorosamente frutto del lavoro delle donne della terra. C’erano quindi tanti prodotti enogastronomici, dal miele all’olio, dai frutti alle verdure, fino a i saponi e agli articoli di artigianato come, ad esempio, i lavori all’uncinetto. Ma il programma della manifestazione ha voluto davvero pensare a tutti. Ad esempio, c’è stato uno spazio completamente dedicato ai bambini e animato dall’Associazione “Raglio Forte” di Fosdinovo. L’associazione ha messo a disposizione un asinello che i più piccoli hanno potuto cavalcare, affrontando anche un percorso ad ostacoli creato ad hoc che si poteva superare solo usando tanta, tanta pazienza con il placido animale. Alla fine ogni bimbo ha ricevuto la sua patente di cavaliere di asino! Si sono poi svolti numerosi laboratori, tutti a sfondo agricolo, come “Zucca in fiore” o “Gioco a fare l’orto”. Per i più grandi nella giornata di sabato è stato pensato un convegno tenuto da Lia Galli, che si avvale del titolo di “agrichef”. In “L’Arte del fare: coltura, cultura e culinaria” la Galli ha presentato il suo ultimo libro e ha tenuto uno showcooking con annessa degustazione. Il pomeriggio di domenica invece si è parlato di un’antica tecnica con Francesca Boreanaz, proprietaria dell’Agriturismo “Il filo di Paglia”, la quale ha tenuto l’interessante convegno “Fermentati thailandesi , autoproduzione e usi per una vita più ecologica”. Non sono mancati anche piccoli angoli artistici, con una mostra di fotografie che hanno ritratto le donne sul loro “luogo di lavoro”, la terra, e una mostra di ricami. Si è pensato anche ad allestire un angolo food dove, ovviamente, sono stati usati solo e rigorosamente i prodotti della aziende locali. Anche quest’anno Sarzana ha fatto onore a questa parte buona, pulita e produttiva della sua popolazione: quella che coltiva la terra e lo fa con amore.

Concorso di pittura in estemporanea, di ceramica e di terracotta

Posted by on Ott 19, 2017 in Concorso, News, Sarzana |

Concorso

Casinò di Montecarlo – Pittura di Daniel Barrè – Immagine cortesia di casinoinrete.com

Si è concluso il secondo concorso di pittura e di ceramica dedicato al Festival Napoleonico organizzato dal Consorzio Sviluppo Sistema Sarzana patrocinato dal Comune di Sarzana.

{2235F2F1-C64C-4A59-89F2-CE0B8A3D72B4}_concorso_bigNella cornice del Teatro Impavidi la giuria presieduta dal Professore Ambrogetti ha decretato il primo premio per la Pittura a Sergio Scantamburlo Per le spiccanti qualità pittoriche espresse con linguaggio penetrante e fortemente espressivo” per la ceramica a Elena Chiappini “per la ricchezza del linguaggio plastico e la varietà delle tecniche”.
Si sono qualificati secondi per la pittura: Marchi Ombretta
per la ceramica: Grazia Abbate
terzi per la pittura: Elena Moreno
per la ceramica: Silvana Chiaudani.
Sono stati segnalati in oltre Nicla Fiasella, Rosella Bolognini, Geoges Battisti.

Hanno partecipato:

Giobatta Framarin, Anita Tonarelli, Elena Moreno, Sergio Scantamburlo, Sonia Menghi, Valeria Abate, Ombretta Marchi, Neddi Gianrossi, George Battisti per la pittura.

Festival-gifts-cartoon-3D-animals-shape-Hand-painted-Giraffe-font-b-Cow-b-font-Dog-CatRosella Bolognini, Sonia Menghi, Carlo Governato, Donatella Bellesia, Ombretta Marchi, Clara Fornasari, Lia Battaglia, Maria Gasparotti, Elena Chiappini, Alessia Prosperi, Paola Ghironi, Nicla Fiasella, Silvana Chiudani, Carla Colvara, Grazia Abbate per la ceramica.

 

 

Sarzana d’estate: non solo eventi ufficiali

Posted by on Ott 18, 2017 in Uncategorized |

Cos’è che distingue l’offerta turistica di una città da quella collettiva? Non sono solo gli eventi organizzati dall’amministrazione comunale a poter fare colore; non possono essere soltanto le manifestazioni in cartellone a dare la giusta atmosfera che spinge i visitatori ad addentrarsi tra le vie e le viuzze di una cittadina, ad andarsene portandola nel cuore come un ricordo speciale e a far nascere l’irresistibile desiderio di tornare al più presto. La città di Sarzana è ben consapevole di tutto questo, perché la stagione estiva che si sta per concludere, per quanto gli appuntamenti che devono ancora venire sono numerosi e di alta qualità, non è stata impreziosita soltanto dagli appuntamenti organizzati all’amministrazione comunale e diventati ormai una piacevole routine. C’è stata “Sarzana in soffitta”, il mercatino dell’antiquariato che ormai attira tantissimi appassionati e semplici curiosi da ogni dove; quasi ogni sera piazzetta De Andrè è stata animata da artisti e musicisti che si sono avvicendati sul palco-monumento dedicato al grande e indimenticato cantautore genovese. Durante “Sarzana a tavola” si è strizzato un occhi a tutti gli amanti ella buona cucina, con un’offerta enogastronomica capace di soddisfare ogni palato; e anche tutti gli appassionati di arte e cultura hanno trovato pane per il loro denti con le tante manifestazioni della Calandriniana e con “Zura Zura”. Ma, come dicevamo, non sono solo gli eventi che creano l’atmosfera: sono soprattutto le botteghe del posto, che aprendo le loro vetrine e inventando qualcosa di nuovo e straordinario colorano di inusuale anche i gesti più quotidiani e danno un calore nuovo a tutte le strade. Ad esempio, c’è da segnalare la singolare iniziativa presa da due botteghe di barbiere del centro di Sarzana, che hanno deciso di spalancare le loro porte fino a ora tarda offrendo un ambiente raffinato ed elegante e persino un intrattenimento musicale. Da una parte il “Kult Parrucchieri & Barber Shop” di via Bertoloni hanno dato ospitalità a quanti sentivano la necessità di effettuare un ritocchino a barba e capelli sulle note blues di “Gas & Harpo”, che davanti al locale strimpellavano le loro note in una inusitata fusione di parrucchieria e arte musicale. Dall’altra, in via Castruccio l’Antica Barberia di Giorgio e Gianni ha optato per il jazz e per il suono sofisticato del violino, che ha intrattenuto gli ospiti venuti a farsi servire fino alla mezzanotte. Sembra che queste due iniziative prese dagli imprenditori locali siano state estremamente apprezzate, tanto che sono nate leggende metropolitane persino di persone completamente calve che, pur di poter usufruire di un servizio così speciale, sono entrate in barberia per farsi dare una lucidata alla pelata! Ma le iniziative prese dai commercianti al fine di animare anche le vie più periferiche, quelle che normalmente restano fuori dai circuiti dei grandi eventi che attirano gente, sono state anche molte altre. Ad esempio, via Bertoloni è stata addobbata a festa con lanterne e luci, e sono stati organizzati diversi angoli di intrattenimento con presentazioni di libri, distribuzione di sangria e l’immancabile musica diffusa un po’ ovunque. Anche il ristorante “Il Cantinone” ha sposato l’usuale servizio ai tavoli con un concerto dal vivo del “Duo blues”; e ancora tanti erano gli artisti di strada che animavano le vie. E, come dicevamo, la stagione sarzanese è ben lungi dall’essersi conclusa: nelle prossime settimane prenderanno il via il Festival della Mente e quello più goliardico della Mentina, e c’è grande attesa per la mostra di Hélène de Beauvoir. Ci sono insomma ancora tante occasioni per gustare Sarzana e la sua accoglienza davvero unica.