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Il Natale di Sarzana

Posted by on Nov 23, 2018 in Uncategorized |

Le amministrazioni comunali, si sa, devono pensare al Natale con grande anticipo, e ancora di più se si amministra una città che ha una forte vocazione turistica come Sarzana. A Sarzana è già stato presentato in conferenza stampa un programma di massima di quanto è previsto per le prossime festività natalizie, stagione che si aprirà ufficialmente il 30 Novembre e si protrarrà fino all’epifania, il 6 gennaio, la festività che tradizionalmente “tutte le feste si porta via”. L’attuale amministrazione comunale ha fatto del suo meglio per sopperire alle carenze nel bilancio con entusiasmo e collaborazione da parte dei commercianti e degli sponsor, per animare il centro cittadino e dare alla città un volto veramente natalizio. L’atmosfera è infatti fondamentale per trasformare Sarzana in una vera e propria “città del Natale”, cosa che sembra essere la ferma intenzione degli organizzatori. A partire dal fatto che in centro ci saranno non uno, ma ben cinque alberi di Natale che verranno piazzati in alcuni punti strategici: pizza Matteotti, piazza Calandrini, piazza San Giorgio, piazza Garibaldi e piazza Largo Pertini. Piazza Matteotti, che è il vero cuore del centro cittadino, ospiterà anche la pista per il pattinaggio sul ghiaccio e il mercatino natalizio, con l’allestimento di apposite casette. Se l’albero addobbato è uno dei principali simboli del Natale, in Italia altrettanto sentita è la tradizione di fare il presepe, ovvero il diorama della natività di Gesù Cristo che è l’evento che si celebra a Natale. Quest’anno a Sarzana sarà bandito un vero e proprio concorso per decidere il presepe più bello tra quelli che verranno esposti nelle vetrine degli esercizi commerciali che hanno voluto aderire all’iniziativa e nell’atrio del Comune, dove verranno sposti i diorami di dimensioni maggiori. Assolutamente fuori concorso sarà il presepe artistico che sarà visibile nell’oratorio di Santa Croce. Si tratta di uno dei presepi di San Gregorio Armeno, celebre mercatino di Napoli, realizzato dai fratelli Capuano. Ovviamente, per completare l’atmosfera natalizia, non potranno mancare a Sarzana luci e colori. Oltre alle luminarie cittadine, che quest’anno non verranno solo noleggiate ma acquistate, in modo tale che sia possibile riutilizzarle anche nei prossimi anni con un notevole risparmio alla lunga distanza, verranno installati due “video gobbos”. Si tratta di speciali proiettori che renderanno sempre diverse le facciate del Laurina e del Teatro Impavidi. Il cartellone natalizio poi prevede due concerti che si svolgeranno presso il Teatro Comunale, ma anche tante piccole manifestazioni che si svolgeranno in strada per animare ogni vicolo della città. L’amministrazione ha previsto il servizio di un trenino che consentirà a turisti e residenti di fare il giro del centro partendo e tornando da un ampio parcheggio gratuitoposto vicino allo Stadio. Per Capodanno sarà Radio Bruno, importante emittente radiofonica nazionale, ad animare le attività in piazza Garibaldi e in piazza Matteotti. Queste sono le indicazioni principali date dagli amministratori comunali e dal sindaco in occasione della conferenza stampa: restano però ancora tante cose da definire, come ad esempio il ruolo che avrà la Fortezza Firmafede che certamente non potrà essere solo una spettatrice in tanto fermento natalizio. A fare da sfondo a tutte le iniziative ci sarà un servizio di sicurezza organizzato fin nei minimi dettagli, in armonia con le normative nazionali vigenti. Come ha sottolineato il sindaco Cristina Ponzanelli, le celebrazioni per il Natale sarzanese saranno uno sforzo congiunto, per ribadire il senso di unione della comunità che è poi il vero spirito del Natale.

A Sarzana rivivono i canti gregoriani

Posted by on Nov 23, 2018 in Uncategorized |

Una delle più antiche e affascinanti tradizionali musicali legate alla ritualità della Chiesa Cattolica è il cosiddetto “canto gregoriano”. Il canto gregoriano nasce nell’VIII secolo e ancora oggi è riconosciuto parte integrante della liturgia cristiana. Il suo nome deriva da quello di Gregorio I Magno, il quale fu pontefice tra il 590 e il 604. Secondo la tradizione, infatti, fu questo papa a raccogliere in un unico volume una serie di canti devozionali, pare dettatigli da una colomba bianca, ovvero dallo Spirito Santo. Al di là delle agiografie e delle tradizioni, il canto gregoriano con il tempo è diventato una delle più importanti forme di musica sacra. Dopo i secoli bui del medioevo questo tipo di canto conobbe una vera e propria rinascita in epoca moderna e più precisamente nell’Ottocento, sotto la spinta del Romanticismo. Il Concilio Vaticano Secondo, nel 1963, ne sancì infine l’importanza all’interno della liturgia cattolica dicendo che “la Chiesa riconosce il canto gregoriano come canto proprio della liturgia romana: perciò nelle azioni liturgiche, a parità di condizioni, gli si riservi il posto principale”. In realtà però al giorno d’oggi questo tipo di musica è assai poco usato. Anche durante le funzioni più solenni si preferiscono canti “moderni” di vaga ispirazione pop. Il fascino del canto gregoriano è forse per questo rimasto immutato, ed evoca un tempo eroico della Chiesa. Questo tipo di musica si avvale solo della voce umana come strumento, in quanto viene eseguito a cappella. Di solito è cantato solo da uomini; in passato erano ammessi cori di voci bianche. Se si può pensare che il canto gregoriano sia dunque una tradizione desueta, circoscritta a poche occasioni ufficiali, potrebbe stupire sapere che invece a Sarzana questa antichissima forma musicale è tornata alla vita. Il 2018 è ormai il secondo anno consecutivo in cui si svolge in questa cittadina ligure, presso il Seminario vescovile, un corso di introduzione al canto gregoriano. Ufficialmente il corso è specificatamente pensato per i seminaristi, per le persone consacrate e per i cantori, ma in realtà è aperto a tutti coloro che vogliano fare questa esperienza mistica e unica nel suo genere. A portare avanti il corso, che si svolge con cadenza bisettimanale e si concluderà nell’aprile del 2019, è il rettore del seminario, don Franco Pagano, che è anche diplomato al Conservatorio. Ad affiancarlo in questa delicata opera c’è il maestro Claudio Accorsi. Questo non si può definire un corso semplicemente amatoriale, in quanto ha il patrocinio della sezione italiana dell’Associazione internazionale studi canto gregoriano. Si svolge dunque sotto un’egida di ufficialità, e al suo termine i corsisti dimostreranno quanto appreso cantando durante la Missa in Albis deponendis, che è la funziona sacra che si tiene all’ottavo giorno dopo la Pasqua. Non si deve pensare che il corso, inoltre, sia un semplice corso di “canto”. Il gregoriano è una forma musicale che va capita, prima ancora che appresa nella sua mera esecuzione. Ecco perché agli studenti verranno impartiti anche rudimenti di paleografia e semiologia, di liturgia e di salmodia, oltre che di modalità, ritmo e analisi del repertorio. Per i corsisti quindi sarà possibile fare una vera e propria full immersion in un mondo antico ma dal fascino immutato attraverso i secoli, sotto la guida accorta ed esperta di don Pagano, che è diplomato al conservatorio in violoncello, e di Claudio Accorsi, che è parte del gruppo svizzero “More antiquo”.

Concorso di pittura in estemporanea, di ceramica e di terracotta

Posted by on Ott 27, 2018 in Concorso, News, Sarzana |

Concorso

Casinò di Montecarlo – Pittura di Daniel Barrè – Immagine cortesia di casinoinrete.com

Si è concluso il secondo concorso di pittura e di ceramica dedicato al Festival Napoleonico organizzato dal Consorzio Sviluppo Sistema Sarzana patrocinato dal Comune di Sarzana.

{2235F2F1-C64C-4A59-89F2-CE0B8A3D72B4}_concorso_bigNella cornice del Teatro Impavidi la giuria presieduta dal Professore Ambrogetti ha decretato il primo premio per la Pittura a Sergio Scantamburlo Per le spiccanti qualità pittoriche espresse con linguaggio penetrante e fortemente espressivo” per la ceramica a Elena Chiappini “per la ricchezza del linguaggio plastico e la varietà delle tecniche”.
Si sono qualificati secondi per la pittura: Marchi Ombretta
per la ceramica: Grazia Abbate
terzi per la pittura: Elena Moreno
per la ceramica: Silvana Chiaudani.
Sono stati segnalati in oltre Nicla Fiasella, Rosella Bolognini, Geoges Battisti.

Hanno partecipato:

Giobatta Framarin, Anita Tonarelli, Elena Moreno, Sergio Scantamburlo, Sonia Menghi, Valeria Abate, Ombretta Marchi, Neddi Gianrossi, George Battisti per la pittura.

Festival-gifts-cartoon-3D-animals-shape-Hand-painted-Giraffe-font-b-Cow-b-font-Dog-CatRosella Bolognini, Sonia Menghi, Carlo Governato, Donatella Bellesia, Ombretta Marchi, Clara Fornasari, Lia Battaglia, Maria Gasparotti, Elena Chiappini, Alessia Prosperi, Paola Ghironi, Nicla Fiasella, Silvana Chiudani, Carla Colvara, Grazia Abbate per la ceramica.

 

 

La spungata alla Fiera del tartufo bianco di Alba

Posted by on Ott 23, 2018 in Uncategorized |

Si sa che l’Italia è un Paese conosciuto in tutto il mondo per molte delle sue caratteristiche. L’Italia è nota per il patrimonio artistico – culturale, per le bellezze paesaggistiche, ma anche per le eccellenze enogastronomiche. Forse non esiste un’altra nazione che possa presentare una tale varietà di prodotti e piatti tipici. Per questo su e giù per la penisola si svolgono periodicamente importanti fiere enogastronomiche volte a far conoscere a tutto il mondo le tipicità regionali. Una delle fiere più importanti, che celebra un frutto della terra prelibato e pregiato, è la Fiera internazionale del tartufo bianco di Alba, che si svolge annualmente in Piemonte e che quest’anno ha avuto luogo domenica 14 Ottobre. A questa fiera intervengono davvero visitatori da ogni parte del globo, in quanto il tartufo bianco è una specialità per intenditori rara e difficile da trovare. Si tratta dunque di una vetrina molto importante a cui, per questa edizione 2018, ha potuto partecipare anche la città di Sarzana con uno dei suoi dolci più tipici e tradizionali. Il gemellaggio Piemonte-Liguria si è svolto all’insegna del gusto, ma anche della solidarietà. Sono infatti state varate delle iniziative volte a risarcire e aiutare le famiglie di chi è stato coinvolto nella tragedia del Ponte Morandi, ancora molto viva nei ricordi di tutti i liguri e anche di tutti gli italiani. Il sindaco di Sarzana, Cristina Ponzanelli, si è fatta vessillifera di questa iniziativa, ricordando quanto Sarzana sia una città che si è sempre mostrata generosa, e che in questo momento più che mai vuole essere vicina alla città di Genova. Il vero cuore della partecipazione di Sarzana alla Fiera di Alba, però, è stato rappresentato da un dolce tipico di questa località che in pochi conoscono, ma che rappresenta una vera ricercatezza per gli intenditori. Si tratta della “spungata”, una torta ripiena la cui esatta ricetta è appannaggio solo dei pasticceri più bravi. Da anni i cuochi sarzanesi si allenano a riprodurre questo dolce inventandolo a proprio modo ma senza mai tradirne lo spirito originale. Pare che le origini della ricetta, infatti, affondino molto indietro nel tempo, già all’epoca degli Antichi Romani. Probabilmente questi la importarono dal Medio Oriente e più tardi, durante il Medioevo, era uno dei principali cibi usati da chi percorreva la Via Francigena durante i suoi pellegrinaggi. La spungata è fatta da un involucro di pasta che ha un aspetto spugnoso, pur essendo croccante. Da qui il suo nome. Il ripieno è fatto con mele, frutta secca, canditi e uvetta, marmellata, e molti antri ingredienti rigorosamente segreti. La spungata è stata la protagonista dello stand ligure alla Fiera di Alba, cosa che ha riempito di orgoglio i cittadini sarzanesi che hanno potuto così far conoscere a tutti numerosi visitatori che intervengono a questa prestigiosa manifestazione un dolce così particolare, poco noto ma degno di maggior fama. Altra nota di merito è il fatto che sia stata la Regione Liguria a scegliere questo dolce, tra le tante tipicità che avrebbe potuto portare in fiera, per rappresentare tutto il territorio ligure. La spungata, oltre ad essere un dolce buono da gustare a fine pasto o a colazione, è anche un’espressione tipica dell’anima sarzanese ed è per questo che ha potuto ben rappresentare la città ad Alba. Alcune pasticcerie cittadine hanno donato la propria “versione” di spungata, così che in fiera ne è stata ben rappresentata anche la sua varietà di interpretazione.

Grande successo per la terza edizione di “Sarzana dantesca”

Posted by on Ott 23, 2018 in Uncategorized |

Dante Alighieri è stato uno dei poeti più importanti nella storia della letteratura italiana. Da molti viene considerato il “padre” della nostra lingua, che lui contribuì a raffinare con la sua opera più importante, la “Divina Commedia”. Dante era fiorentino ma andò a lungo girovagando per la penisola, soggiornando in molti centri che oggi amano ricordarne il passaggio. Anche Sarzana ricevette una visita da parte del Sommo Poeta. Era il 6 Ottobre del 1306 quando Dante venne inviato a Sarzana a stipulare la pace tra i Malaspina e il Vescovo Conte di Luni. Dante sedette davanti al notaio in qualità di delegato dei Malaspina a chiudere un contenzioso che durava ormai da anni. La sua presenza a Sarzana è quindi certificata da un atto notarile, e non stupisce che la città voglia celebrare questa ricorrenza con una manifestazione che ha soprattutto lo scopo di far riscoprire la storia e la cultura del nostro Paese e della regione Liguria. Anche quest’anno 2018 si è svolta dunque “Sarzana dantesca”, una tre giorni di incontri e convegni ma anche degustazioni ed enogastronomia. L’evento si è aperto il 5 Ottobre con i saluti istituzionali e con un momento didattico. Si è svolta infatti la conferenza tenuta dalla storica Eliana Vecchi, che ha scritto un libro sull’episodio sopra ricordato, e Franco Bonatti, a sua volta autore di uno scritto sul Vescovo di Luni e i suoi rapporti con Dante. A seguire, una piccola curiosità: Massimo Pesucci ha letto la poesia “Amor, da che convien pur ch’io mi doglia” reinterpretandola nel dialetto locale. Nel pomeriggio di venerdì si è invece tenuto un momento più “leggero”, con la presentazione di un idromele speciale che è stato creato appositamente per la ricorrenza dantesca. Si tratta dell’Ydromellum di Dante, realizzato dall’Azienda Campo Giardino di Pavia. Il Sommo Poeta pare amasse moltissimo questa bevanda che si ricava dalle mele, e che definì “dolcissima”. Ai presenti è stato fatto degustare non solo il liquore, ma anche il Pan di Dante, che era stato realizzato l’anno passato sempre in occasione della “Sarzana dantesca”. Alla degustazione è seguita la proiezione del film “Vita di Dante”, girato nel 1965. Dante era interpretato da Giorgio Albertazzi, e la sceneggiatura dava particolare spazio all’attività letteraria del poeta. Il giorno seguente, sabato 6 Ottobre, si è svolta la conferenza dei professori Roberto Ghelfi ed Egidio Banti che hanno parlato di tessuto urbanistico e problematiche sociali. Ad accompagnare i relatori si è svolta una lettura tratta da “Le città invisibili” di Italo Calvino. Nel pomeriggio di sabato c’è stato l’intervento del professor Alessandro Cossu, docente di Storia Medievale dell’università di Sassari. L’evento si è concluso la domenica mattina, 7 Ottobre, con il professor Mirko Tavoni, docente di Filologia dantesca presso l’Università di Pisa e accademico della Crusca, e con la lettura del testo originale della canzone “Amor, da che convien pur ch’io mi doglia”. Per tutti e tre i giorni della manifestazione presso la Sala Consiliare è rimasta esposta l’opera realizzata in occasione del VII centenario del passaggio di Dante a Sarzana realizzata dall’artista Piero Colombani e intitolata “Sarzana, Dante, la Pace”. A completare il programma c’è stata la mostra fotografica di Lorenzo Pecunia e si sono svolte due visite guidate al Monastero del Corvo di Bocca di Magra e al Castello di Madrignano. Le visite si sono tenute la domenica pomeriggio, a concludere una bella manifestazione che ancora una volta ha reso omaggio al Sommo Poeta Dante Alighieri e alla città di Sarzana.

Sarzana torna indietro nel tempo: “La Guerra di Serrezana”

Posted by on Set 28, 2018 in Uncategorized |

Ogni borgo italiano può vantare una rievocazione storica, perché di storia ne è passata tanta nel nostro territorio. Non è da meno la città di Sarzana, che in passato era nota come la Firenze della Lunigiana. Per questo da qualche anno a questa parte la Fortezza Firmafede è diventata il palcoscenico di una rievocazione molto animata, che per l’edizione di quest’anno si è anche ampliata arrivando a colonizzare tutte le vie della città. Si tratta di “La Guerra di Serrezana”, giunta per il 2018 alla sua nona edizione, un evento che non manca di richiamare molti visitatori curiosi di vedere questo affascinante borgo ligure ripiombare indietro nel tempo, in pieno Rinascimento. L’evento che viene rievocato è una sanguinosa battaglia che fu combattuta tra Genova e Firenze, che a quei tempi era sotto il dominio dei Medici. Lorenzo il Magnifico in persona si mise alla testa delle sue armate per conquistare la splendida Sarzana, e quell’episodio è diventato mitico grazie al fatto che è stato immortalato in diversi componimenti poetici. Ne raccontò il compositore olandese Isaac Heinrich, che realizzò un’opera musicale, e uno dei cavalieri del Magnifico la celebrò in una poesia. “La Guerra di Serrezana” attinge a queste fonti, e ad altre fonti storiche, per ricostruire un evento che oggi è la scusa per animare il centro cittadino e attirare tanti turisti ansiosi di vedere la città rivivere ai tempi gloriosi del Rinascimento. Quest’anno la rievocazione si è svolta tra il 15 e il 16 del mese di settembre; il clou è stato l’assalto alla fortezza, che si è tenuto nella serata conclusiva. Prima, però, sono stati numerosi i momenti di intrattenimento che hanno animato la due giorni rinascimentale. La novità maggiore dell’edizione 2018, che è stata organizzata in cooperazione dall’associazione “Sarzana senza tempo” e da “MITRA srl” che si è unita quest’anno, è che tutti i negozi e le botteghe del centro storico della città sono stati chiamati in causa per contribuire a creare l’atmosfera evocativa in cui Sarzana si è immersa. Inoltre per le strade si sono svolti tanti spettacoli, soprattutto quello degli sbandieratori che sono partiti dalla tre porte antiche della città, ovvero Porta Romana, Porta Parma e Porta San Francesco, per arrivare fino in piazza San Giorgio. Qui si è svolta un’animata disfida delle bandiere. I figuranti hanno poi proseguito fino alla Fortezza Firmafede, che è rimasta comunque il cuore pulsante dell’evento, e sede dello spettacolo conclusivo. Inoltre all’interno delle segrete è stata allestita una stanza delle torture: un gioco interattivo in cui i visitatori potevano immergersi nelle cupe atmosfere del dungeon sotterraneo e superare una serie di sfide per poterne uscire vittoriosi. Intorno alla Fortezza c’erano invece gli stand per le degustazioni di vino, che è stato un altro protagonista delle rievocazione. Quest’anno infatti si è svolta la prima edizione del “Cavalier DiVino”; e il gruppo musicale che si è esibito in musiche d’epoca si chiamava “In vino veritas”. Oltre a questo si sono tenuti molti spettacoli di strada, banchetti e danze, tutti volti a ricreare un’atmosfera che servisse a ricordare la grandezza di un tempo di Sarzana. Nelle intenzioni di Luca Pastina, socio di MITRA srl, “La Guerra di Serrezana” è un evento destinato a crescere, facendo crescere allo stesso tempo le attrattive della città. Sono inoltre in cantiere anche altri eventi simili, non solo legati a rievocazioni storiche. Per il momento, “La Guerra di Serrezana” è stato un indubbio successo di pubblico.