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Sarzana in aiuto dei più poveri

Posted by on Lug 15, 2016 in Uncategorized |

Lo spreco alimentare è una delle più grosse contraddizioni della società contemporanea. Se da un lato infatti aumentano giorno dopo giorno i poveri, che spesso nelle città non riescono letteralmente nemmeno a trovare di che mangiare, dall’altro ci sono famiglie che gettano il cibo in avanzo, o centri commerciali che buttano via le merci non più vendibili ma ancora commestibili. Da anni si va ripetendo come tutto questo sia assurdo, e come sarebbe possibile creare invece una rete di contati tale da fare sì che il troppo degli uni vada a sopperire al niente degli altri. Infine, a Sarzana quello che per molto tempo è stato solo un progetto è diventato realtà, con una collaborazione che è stata stipulata tra il mercato ortofrutticolo di Pallodola e la Parrocchia di San Francesco. A partire dal 6 luglio, ogni settimana tutti i prodotti in eccesso del mercato verranno consegnati alla suddetta parrocchia, che si farà carico poi di ridistribuirli tra le persone più bisognose della città. Daniele Castagna, assessore al Welfare e alle Politiche Sociali del Comune, si è impegnato in prima persona affinché questo diventasse possibile, ed è stato tra i primi a presentarsi per firmare il protocollo d’intesa che è stato sottoscritto da varie parti sociali e finalizzato alla lotta allo spreco. Gli enti coinvolti sono l’associazione Buon Mercato, il Rotary Club Sarzana Lerici, i gruppi di Volontariato Vincenziano, la Pubblica Assistenza Misericordia & Olmo e il Centro Agroalimentare Levante Ligure e Lunigiana. Castagna ha ricordato come da tempo il comune di Sarzana si stia impegnando per risolvere diverse problematiche relative alle difficoltà sociali: in primis si è dedicato all’emergenza abitativa, e in seguito ha pensato che combattere lo spreco alimentare dovesse essere una priorità. L’aspetto più interessante dell’iniziativa sta nel fatto che essa non si realizzerà una tantum, ma diventerà una pratica costante che si spera diventi un esempio da seguire da parte di altre realtà territoriali. L’obiettivo finale è non tanto e non solo quello di fornire aiuto alle famiglie povere, ma soprattutto di creare una nuova consapevolezza tra tutti i cittadini di Sarzana, in modo tale che la condivisione dei beni possa diventare un vero e proprio stile di vita. Da parte di tutti gli enti coinvolti e sottoscrittori del protocollo d’intesa è emersa in modo molto chiaro l’esigenza di cambiare la società per poter riuscire a fare fronte ai radicali cambiamenti che sono in atto e che sono ormai sotto gli occhi di tutti. A Sarzana la mensa dei poveri è stata istituita nel 1996, perché i poveri ci sono oggi come ci sono sempre stati: ma il progressivo impoverimento della popolazione italiana sta creando un’emergenza che una sola parrocchia, o un solo ente di volontariato, non è in alcun modo in grado di fronteggiare. Per questo è necessaria una sinergia tra diverse realtà che possano cooperare tra di loro: Giovanni Destri, che solo di recente è stato messo a capo del centro agroalimentare che è l’organismo senza il quale questo progetto non si sarebbe mai potuto concretizzare, si è detto molto lieto di poter essere stato proprio lui a dare il via ad un’azione che era da tempo nell’aria ma non aveva mai trovato reale attuazione. In pratica, a partire dal 6 luglio ogni mercoledì mattina la Pubblica Assistenza si farà carico della raccolta dei prodotti; a partire dalle 10.30 sarà invece cura della Parrocchia distribuirli a chi ne farà richiesta. Una soluzione tanto semplice quanto necessaria, che dovrebbe essere adottata da tutti i comuni d’Italia.

La “Notte Verde” di Sarzana

Posted by on Giu 23, 2016 in Uncategorized |

Da qualche anno a questa parte hanno preso sempre più piede nelle città europee le cosiddette “Notti Bianche”, appuntamenti che coinvolgono in genere il centro cittadino con eventi, manifestazioni e concerti che iniziano al calar del giorno e vanno avanti fino all’alba del giorno successivo. Da qualche anno invece la città di Sarzana promuove un’iniziativa che dal nome sembrerebbe simile, ma il cui carattere è molto diverso. Si tratta della “Notte verde”, un’occasione per ribadire le tematiche ambientali, soprattutto relative alla buona pratica del riciclo, che vede coinvolta tutta la cittadinanza, dai più giovani ai più anziani. Quest’anno la Notte Verde di Sarzana si è svolta sabato 11 giugno ed è ruotata intorno a piazza Luni, dove l’evento ha preso il via alle ore 17:30 per poi andare avanti fino a mezzanotte inoltrata. Ad aprire la kermesse è stata “La casa in piazza”, organizzata da Confartigianato, una vetrina nella quale sono state esposte e presentate tutte le realtà che ruotano attorno al mondo dell’abitare. “La casa in piazza” ha avuto un grande successo e si è protratta anche nella giornata successiva di domenica, a dimostrazione che per gli italiani l’abitazione principale resta un bene primario da tutelare e curare. A seguire ci sono stati diversi momenti musicali e di intrattenimento: in piazza De André si è esibita la Black Sheep Band, in piazza Matteotti si sono potuti ascoltare i cori musicali di “Sarzana Concentus” e in piazza Garibaldi hanno animato la serata dj Axel insieme al bodypainter Maurizio Fruzzetti e Daniela. A partire dalle ore 19.00 ha preso il via l’Happy Hour Green con l’esibizione della band dei Batebalengo. Uno dei momenti più attesi della Notte verde di Sarzana è stata però l’assegnazione del premio Social green, una curiosa iniziativa che però si è dimostrata vincente e che è stata promossa dall’amministrazione comunale. Su Facebook è stata creata una pagina ad hoc che si chiama “Sarzana porta a porta” che usa come motto distintivo una frase di Sergio Bambarén: “Ogni individuo ha il potere di fare del mondo un posto migliore”. Su questa pagina si cerca di stimolare il confronto tra i cittadini in una sorta di gara a chi riesce a “fare meglio” in tema di ambiente e raccolta differenziata. L’idea di fondo è che, prima di aspettare che siano gli altri a fare qualcosa, possiamo sempre cominciare noi a fare qualcosa di buono per il mondo che ci circonda, a partire dalla città in cui viviamo. La partecipazione alla pagina Facebook è stata altissima, e il premio è stato destinato a chi ha preso parte alla discussione in merito alla raccolta della spazzatura porta a porta che ha messo in essere il comune. Contestualmente al premio Social Green è stato assegnato anche il premio NewsGREEN, destinato a valorizzare una buona notizia che riguarda l’ambiente. L’intenzione del comune è di ampliare in futuro la partecipazione anche ai non residenti a Sarzana. Nel corso della Notte verde ci sono state anche altre iniziative, ad esempio i laboratori che hanno coinvolto i bambini, l’esposizione di auto, moto e bici elettriche, e ovviamente non potevano mancare degli stand enogastronomici dove potersi rifocillare con le specialità locali. La Notte verde di Sarzana è stata promossa dall’assessorato all’ambiente e dalla Consulta con la collaborazione di Confartigianato. Sono intervenuti il sindaco Cavarra, l’assessore Baudone, il presidente dell’associazione Paolo Figoli e Vito Cani di Archigreen.

I vini naturali di Stefano Legnani

Posted by on Giu 10, 2016 in Uncategorized |

La valorizzazione di un territorio può passare attraverso molte strade diverse, ma più di ogni altra cosa sono necessari la passione e l’impegno di chi quel territorio lo ama e lo vive. Questo assunto potrebbe riassumere la storia di Stefano Legnani che, da solo e con pochi mezzi, è riuscito a fare per il comune di Sarzana più di quanto non abbiano mai atto associazioni o enti turistici con ben altre possibilità. Stefano Legnani è originario del bolognese e per anni ha lavorato nel vicentino come agente assicurativo. Un bel giorno poi ha deciso di rivolgersi al mondo dell’agricoltura, e più precisamente a quello dell’enologia. Ha rilevato un vecchio podere che si trova in località Badia e insieme a sua moglie si è dedicato ai vigneti che si trovavano qui, cercando di riportarli alla produttività impiegando solo ed esclusivamente metodi naturali. L’avventura di Stefano e di sua moglie Monica Faridone è iniziata nel 2008; inizialmente l’intento non era di produrre etichette di vino indipendente, ma solo di fornire l’uva ad un produttore locale. Poi però i due hanno scoperto una vera e propria passione per le vigne, che avevano coltivato e ripulito con tanta cura, tanto da voler fare il salto di qualità cimentandosi con la realizzazione di alcune bottiglie di vino. Le prime furono imbottigliate nel 2009 e furono destinate ad un uso esclusivamente privato, per degustazioni e assaggi con amici e parenti che però non mancarono di dare il loro riscontro positivo. Nel 2011, dopo un’annata nera poiché assolutamente improduttiva, per Stefano è arrivata la svolta grazie all’ingresso nell’associazione VinNatur e l’amicizia con lo chef pluristellato Mauro Ricciardi. VinNatur raccoglie circa 140 produttori di vino naturale: entrandone a far parte Stefano è potuto entrare in contatto con molte persone nuove e soprattutto conoscere altre modalità per rendere le sue uve e i suoi vini sempre migliori. Lo chef Ricciardi, dopo un assaggio casuale, ha deciso di adottare i vini naturali della Badia nei suoi ristoranti, conferendo loro dunque grande visibilità e nuova dignità. Ma, a dirla tutta, Legnani è riuscito ad esportare il territorio di Sarzana ben oltre i confini regionali. Le prime etichette da lui prodotte sono state “Ponte di Toi” e “Lupo Garou”, due varietà di Vermentino, e sono state esportate quasi completamente in Giappone, dove c’è un grande interesse per il vino prodotto e imbottigliato alla maniera propugnata da Legnani. Quest’anno poi è stata prodotta una nuova etichetta che ha preso il nome di “Bamboo Road”. Stefano e sua moglie stavolta si sono innamorati di un ettaro di vigneti che si trova sempre nel loro quartiere, Badia, che era abbandonato da tempo. In passato un grande proprietario terriero possedeva questi appezzamenti e li concedeva gratuitamente ai suoi mezzadri affinchè potessero produrre vino per se stessi e per le proprie famiglie. Oggi i vigneti sono caduti in disuso, ma Stefano li ha riportati alla vita. Si tratta di filari di Vermentino, Albarola, Malvasia, Trebbiano, uve che sono state coltivate ancora una volta senza l’uso di alcun prodotto chimico e che sono state usate per produrre il “Bamboo Road”. Questo curioso nome viene dal fatto che i vigneti ancora oggi sono costeggiati da recinzioni fatte con il bambù. Per pubblicizzare la nuova etichetta Stefano e la moglie hanno invitato nella loro azienda tanti amici provenienti da ogni parte di Europa e del mondo, creando così un vero circuito turistico che ha coinvolto anche altri agriturismi e numerosi Bed&Breakfast. L’auspicio di Legnani è che anche altri produttori locali facciano lo stesso, in modo tale che Sarzana, grazie alle piccole produzioni locali, possa assurgere a fasti internazionali.

Concorso di pittura in estemporanea, di ceramica e di terracotta

Posted by on Giu 2, 2016 in Concorso, News, Sarzana |

Concorso

Casinò di Montecarlo – Pittura di Daniel Barrè – Immagine cortesia di casinoinrete.com

Si è concluso il secondo concorso di pittura e di ceramica dedicato al Festival Napoleonico organizzato dal Consorzio Sviluppo Sistema Sarzana patrocinato dal Comune di Sarzana.

{2235F2F1-C64C-4A59-89F2-CE0B8A3D72B4}_concorso_bigNella cornice del Teatro Impavidi la giuria presieduta dal Professore Ambrogetti ha decretato il primo premio per la Pittura a Sergio Scantamburlo Per le spiccanti qualità pittoriche espresse con linguaggio penetrante e fortemente espressivo” per la ceramica a Elena Chiappini “per la ricchezza del linguaggio plastico e la varietà delle tecniche”.
Si sono qualificati secondi per la pittura: Marchi Ombretta
per la ceramica: Grazia Abbate
terzi per la pittura: Elena Moreno
per la ceramica: Silvana Chiaudani.
Sono stati segnalati in oltre Nicla Fiasella, Rosella Bolognini, Geoges Battisti.

Hanno partecipato:

Giobatta Framarin, Anita Tonarelli, Elena Moreno, Sergio Scantamburlo, Sonia Menghi, Valeria Abate, Ombretta Marchi, Neddi Gianrossi, George Battisti per la pittura.

Festival-gifts-cartoon-3D-animals-shape-Hand-painted-Giraffe-font-b-Cow-b-font-Dog-CatRosella Bolognini, Sonia Menghi, Carlo Governato, Donatella Bellesia, Ombretta Marchi, Clara Fornasari, Lia Battaglia, Maria Gasparotti, Elena Chiappini, Alessia Prosperi, Paola Ghironi, Nicla Fiasella, Silvana Chiudani, Carla Colvara, Grazia Abbate per la ceramica.

 

 

Raduno nazionale delle Scuole di Circo a Sarzana

Posted by on Mag 16, 2016 in Uncategorized |

Il Circo è uno degli spettacoli più antichi e più amati di ogni tempo: il rutilante mondo dei giocolieri, degli acrobati e dei trapezisti non manca di affascinare, oggi come un tempo, grandi e piccini. A guardare le mirabolanti imprese degli artisti circensi si ha spesso l’impressione che siano angeli o demoni, che le loro virtù siano frutto di grazia innata. In realtà dietro al lavoro di ogni artista del circo ci sono ore e ore di allenamento, una vita di sacrifici e di studio, un’intensa passione e una dedizione ancora maggiore. Questo è il motivo per cui un numero sempre molto elevato di persone viene richiamato in piazza e per le strade di Sarzana ogni volta che si ripete l’appuntamento con il “Raduno nazionale delle Scuole di Circo”, che per il 2016 è giunto alla sua 11esima edizione. Quest’anno si è tenuto tra le giornate del 22 e del 25 aprile e ci sono stati moltissimi appuntamenti in programma. La manifestazione si svolge sempre a diversi livelli. Da una parte c’è il tentativo di rendere l’arte circense più immediatamente fruibile a tutti, per far comprendere come chiunque nutra una vera passione vi si possa cimentare. Dall’altra parte ci sono gli artisti professionisti, quelli che si sono formati nelle migliori scuole e che sono in grado di mostrare virtuosismi difficilmente replicabili dai comuni mortali. A Sarzana il luogo deputato per l’evento è da sempre la Fortezza Firmafede, ma anche le vie del centro vengono animate dagli artisti chiassosi e colorati che portano la vita del circo in mezzo alla città. Il raduno è costituito, come di consueto, da un insieme di workshop, esibizioni, laboratori il cui scopo è principalmente quello di far comprendere a chi solitamente assiste agli spettacoli da spettatore cosa c’è dietro l’apparenza rutilante dei numeri da circo. All’evento hanno preso parte sia compagnie di tipo amatoriale, che hanno cercato di coinvolgere i bambini e i più piccoli, ma anche associazioni professionali. Nell’edizione 11esima non sono mancate poi le novità rispetto al passato. Ad esempio, in piazza Luni è stato allestito “Liglù”, una curiosa navicella spaziale “pilotata” dal clown Juri (al secolo Giorgio Bertolotti). Gli spettatori, previa prenotazione, potevano salire su questa fantastica astronave per fare un indimenticabile viaggio poetico e ricco di immaginazione. Nei pomeriggi di sabato e domenica l’animazione è stata curata dagli allievi delle scuole di circo e soprattutto dagli artisti disabili di CircUsAbility-TeatrAzione, una scuola che mira a dimostrare come anche chi è “diversamente abile” possa cimentarsi con successo con le arti circensi. Ogni sera c’è stato uno spettacolo diverso, animato da diversi gruppi di artisti: NaniRossi & Mc Fois, il Circo Puntino, La Sbrindola. Ovviamente sono stati coinvolti tutti i bambini delle scuole di Sarzana, quest’anno chiamati a comporre delle filastrocche sul circo e sui tanti personaggi che lo animano. Presso il Ristorante I Fondachi, infine, è stata allestita una mostra nell’ambito della sezione “Il circo nell’arte”. Sono state esposte le opere di Enrica Pizzicori e Francesca Uccello, ovvero illustrazioni, dipinti e sculture volte ad illustrare con altre modalità espressive il mondo circense e le sue molteplici sfaccettature. Il Raduno nazionale delle Scuole di Circo è una manifestazione nata da un’idea di Alina Lombardo e realizzata grazie al contributo dell’associazione facciamo CIRCO; l’evento gode del patrocinio della Regione Liguria e dell’assessorato per la Cultura del Comune di Sarzana, di cui ha anche il sostegno economico, insieme a quello fornito da Ipercoop.

Salotto Sarzana 2016

Posted by on Mag 2, 2016 in Uncategorized |

Tra l’8 e il 10 di aprile 2016 si è svolta una nuova edizione di “Salotto Sarzana” nell’omonima città ligure, evento che è stato ideato la prima volta dal giornalista Andrea Camaiora, viene patrocinato dalla Società degli Autori ed Editori (Siae) ed è promosso dal Comune di Sarzana. L’organizzazione è a cura di Spin, team di comunicazione strategica. “Salotto Sarzana è un insieme di iniziative culturali che coinvolge in particolar modo scrittori, giornalisti della televisione e della carta stampata, ma anche musicisti; quest’anno ad esempio ad animare i vari appuntamenti in programma è stata l’Accademia Musicale Andrea Bianchi. Tutta l’edizione 2016 è stata dedicata al giallo come genere letterario, ma anche televisivo e cinematografico. La kermesse si è aperta nella giornata di venerdì 8 aprile con il Laboratorio Fiction, incentrato sulle produzioni destinate al piccolo schermo, e a seguire è stato presentato il libro “Come nasce un libro giallo”, di Alessandro Zannoni ed Enrico Pandiani. Nel tardo pomeriggio si è continuato ad approfondire il rapporto tra genere giallo e televisione con il convegno “La piovra, Romanzo Criminale, Gomorra. Quando la fiction si tinge di rosso” tenuto da Luigi Ricci, esperto di comunicazione televisiva. A concludere la prima giornata si è invece parlato di un altro argomento, ovvero del giornalismo sportivo e delle sue mutazioni televisive nell’epoca della pay tv. Sabato 9 aprile l’evento di punta è stata la presentazione del libro “L’incantesimo delle civette”, un romanzo ambientato nel 1967 e che racconta delle riprese svolte per il film “Il giorno della civetta”. L’arrivo degli attori protagonisti, Claudia Cardinale e Franco Nero, sconvolge completamente la vita del piccolo paesino siciliano che venne usato come location. Nel pomeriggio con l’incontro “Consigli per trovare o perdere un posto di lavoro” si è invece toccato un argomento molto scottante per l’attuale situazione italiana, ovvero l’elevato livello di disoccupazione giovanile. Molto interessante anche l’appuntamento previsto per la serata, dal titolo “Cambia la casta del giornalismo in Italia?”, in cui molti esponenti della carta stampata dell’attuale panorama nazionale si sono confrontati sui profondi cambiamenti che sono in atto nel mondo dell’informazione. Tra i partecipanti, Tommaso Labate del Corriere della Sera), David Parenzo de La7), Fabrizio d’Esposito de Il Fatto Quotidiano) e Francesco Specchia di Libero. L’ultima giornata di “Salotto Sarzana”, domenica 10 aprile, si è aperta con “Punta alla…luna!” incontro durante il quale si è parlato dell’inquinamento, che ormai non riguarda più solo il pianeta terra ma anche lo spazio. “Dopo il canone in bolletta, la Rai sarà mai come la BBC?” è stato l’incontro successivo, molto partecipato visto che ha toccato un argomento che sta molto a cuore agli italiani quale è il canone Rai. Nel pomeriggio è stato presentato il libro “Sull’altipiano dell’Io Sottile”di Eugenio Ghersiin cui si racconta la spedizione italiana nel Tibet occidentale del 1933. A chiudere l’intera manifestazione è stata invece la presentazione di un altro singolare volume, “Guida per curiosi e ficcanaso al Cimitero Monumentale di Milano”, di Carla De Bernardi. Con “Salotto Sarzana” la città si è riconfermata un importante polo di incontro culturale, di scambi e di approfondimenti, in attesa del rinnovato appuntamento per il prossimo anno. I numerosi personaggi del mondo della carta stampata e della televisione che si sono avvicendati nei vari appuntamenti in programma hanno dimostrato come “Salotto Sarzana” sia diventato un evento assolutamente imperdibile.