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Stagione di musica per Sarzana

Posted by on Feb 22, 2017 in Uncategorized |

Da gennaio a maggio torna a Sarzana una manifestazione che in pochissimo tempo è diventata un appuntamento immancabile e di altissima qualità. Si tratta di “Le domeniche in musica”, una serie di incontri musicali che sono aperti liberamente al pubblico e si svolgono a partire dalle ore 18:00 nella Sala Consiliare del Comune di Sarzana. Tutto l’evento è curato dall’associazione “Amici della Musica”, con il supporto dell’assessorato al Turismo e alla Cultura che ha ribadito i suoi più sinceri complimenti per una manifestazione, così ha detto l’assessore Sara Accorsi, che fa onore alla città in quanto ne innalza il livello culturale. E in effetti “Le domeniche in musica” di Sarzana nell’edizione 2017 presenta davvero alcuni incontri di grande interesse, sicuramente curiosi, di certo emozionanti. Tutta la rassegna è stata dedicata allo strumento musicale per eccellenza, quello di cui la natura stessa ci ha forniti, vale a dire la voce umana. In una sorta di viaggio nel tempo, di domenica in domenica si ripercorrono i vari generi musicali che hanno fatto della voce la loro espressione massima, fino ad arrivare ai giorni nostri. Il primo appuntamento si è svolto il 22 gennaio ed aveva il titolo “Le donne… all’Opera e… all’Opera con le donne; intrighi, seduzioni e tradimenti”; ne sono stati protagonisti Maria Simona Cianchi e Claudia Muntean, entrambe soprano, ed il pianista Giuseppe Santucci. Come si può facilmente intuire, in questo appuntamento si sono ripercorse tutte le arie più celebri della lirica, soprattutto le voci femminili, quelle che esprimono grandi sentimenti, spesso esagerati, emozioni fortissime che vengono raccontate attraverso note e musica. A seguire ci saranno altri incontri non meno interessanti. Il 19 febbraio si tratterà il genere dei lied, termine che indica in modo generico le canzoni ma che individua un tipo di canto che si faceva in ambienti chiusi e ristretti. Uno dei maggiori compositori di lied fu Fraz Schubert, e non a caso il concerto si intitola “Der Wanderer – Il Viandante”, perché questa era una delle tematiche più ricorrenti nei suoi lied. Schubert era ossessionato dall’idea del viaggio, inteso come peregrinare dell’uomo nella sua vita senza poter mai davvero possedere nulla. Il lied, a differenza dell’opera lirica, era un genere più intimo, meno urlato e più sussurrato, di grande fascino anche per i contemporanei. Il 19 marzo, con “Prima Danza Liberamente Jazz”, sarà la volta del genere musicale del jazz, un genere sofferto, la cui voce roca e appassionata ha ispirato moltissimi musicisti nel corso del tempo. La cantante Cristina Alioto, accompagnata al sassofono da Mauro Avanzini e al piano da Eugenio Corsaro, intonerà alcuni brani, più o meno celebri, che esprimono attraverso l’intensità della musica le molte contraddittorie emozioni che da sempre si agitano all’interno del cuore umano. Il 23 aprile si tratterà del genere del madrigale e di uno dei suoi maggiori compositori, Claudio Monteverdi, nell’incontro “Zefiro torna”. L’ottetto Vocale Lunaensemble intonerà alcuni dei madrigali composti da Monteverdi, componimenti a tema pastorale e rustico che vengono considerati in qualche modo la fine della musica antica e l’esordio della musica moderna e contemporanea. E sarà infine la musica contemporanea la protagonista dell’ultimo appuntamento de “Le domeniche in musica” di Sarzana. Il 21 maggio il Laboratorio di Musica Contemporanea (LabMusCont) del Conservatorio “G. Puccini” de La Spezia, sotto la direzione del maestro Andrea Nicoli, si esibirà in “Voce e oltre la Voce”, un concerto in cui si ripercorreranno tutte le sonorità più attuali, spesso disturbanti per l’ascoltatore in quanto caotiche e irrisolte proprio come è la nostra vita contemporanea.

L’Emporio della Solidarietà di Sarzana

Posted by on Gen 19, 2017 in Uncategorized |

In Italia i dati statistici dimostrano come, purtroppo, siano sempre più numerose che le famiglie che si trovano in difficoltà economica, al punto da non avere nemmeno la possibilità di mettere del cibo in tavola. I motivi per cui questo accade sono molteplici, ma in primis la povertà crescente è da imputarsi dalla mancanza di lavoro. Spesso padri di famiglia vengono licenziati da un impiego fino a quel momento considerato sicuro, e ricominciare non è mai facile. Come fare fronte dunque ad un periodo di difficoltà? Oltre alle misure che vengono prese a livello nazionale, ce ne sono altre che invece vengono adottate a livello locale: ogni comune si attiva, anche grazie agli enti di assistenza privati, al fine di sopperire alle necessità dei suoi abitanti. A Sarzana nel 2013 si è aperto un punto vendita chiamato “Emporio della Solidarietà”: qui le persone bisognose, munite di un’apposita card rilasciata dal comune, possono fare la spesa senza pagare, approvvigionandosi di tutto quanto è loro necessario. Visto il buon successo dell’iniziativa, e grazie alla generosità della Fondazione Carispezia, nello scorso mese di dicembre è stato possibile inaugurare un secondo emporio. Mentre il primo, più piccolo, si trova in via Gramsci, il nuovo punto vendita occupa gli spazi del Seminario Vescovile di via Castruccio Castracani. All’inaugurazione, che si è svolta il 22 dicembre, erano presenti tutti i rappresentati delle varie realtà che hanno contribuito alla realizzazione di questa seconda apertura: il vescovo e don Luca, che è il direttore della Caritas Diocesana locale; Matteo Melley, presidente della Fondazione Carispezia; Daniele Castagna, assessore al Welfare e Politiche Sociali del Comune di Sarzana; Matteo Bernardini, responsabile dell’Emporio della Solidarietà per incarico della Caritas. All’apertura del secondo Emporio infatti hanno dato il loro apporto, oltre alla Fondazione, anche la Caritas, il Distretto sociosanitario n°19 Val di Magra e il Comune di Sarzana. I locali sono stati messi a disposizione della Diocesi, mentre la gestione effettiva dell’Emporio verrà svolta dalla cooperativa La Piccola Matita. Il personale che gestirà il punto vendita sarà formato non solo dai volontari della cooperativa, ma anche dei borsisti del comune e alcuni migranti che fanno parte del progetto “Emergenza sbarchi”. Questi ultimi sono già stati coinvolti anche nell’allestimento dei locali. Ma come funziona, con maggiore esattezza, l’Emporio della Solidarietà? L’idea è nata, come si diceva, per far fronte alle accresciute esigenze delle famiglie di Sarzana e del suo territorio; l’intento però non è di cronicizzare un disagio, ma solo di aiutare a superare una fase difficile. Infatti il comune eroga delle card in base al reddito a coloro i quali dimostrano di non avere risorse economiche sufficienti a mantenere uno stile di vita dignitoso. La card non ha mai una durata superiore ai 12 mesi, e viene caricata con importi variabili in base alla composizione del nucleo familiare. Presso l’Emporio, esibendo la card, i titolari possono essere riforniti di beni di prima necessità, come pane e latte, alimenti per bambini piccoli, pasta, olio, pomodori pelati e biscotti. Questa iniziativa ha dimostrato di essere molto efficace nel garantire un sostentamento dignitoso a chi non ha la possibilità di fare la spesa ed ha bisogno di aiuto. Il secondo Emporio sarà di grande efficacia affinché si possa aumentare il numero di card erogate e quindi si possa dare una mano concreta ad un numero maggiore di famiglie che vivono nella provincia.

Concorso di pittura in estemporanea, di ceramica e di terracotta

Posted by on Dic 30, 2016 in Concorso, News, Sarzana |

Concorso

Casinò di Montecarlo – Pittura di Daniel Barrè – Immagine cortesia di casinoinrete.com

Si è concluso il secondo concorso di pittura e di ceramica dedicato al Festival Napoleonico organizzato dal Consorzio Sviluppo Sistema Sarzana patrocinato dal Comune di Sarzana.

{2235F2F1-C64C-4A59-89F2-CE0B8A3D72B4}_concorso_bigNella cornice del Teatro Impavidi la giuria presieduta dal Professore Ambrogetti ha decretato il primo premio per la Pittura a Sergio Scantamburlo Per le spiccanti qualità pittoriche espresse con linguaggio penetrante e fortemente espressivo” per la ceramica a Elena Chiappini “per la ricchezza del linguaggio plastico e la varietà delle tecniche”.
Si sono qualificati secondi per la pittura: Marchi Ombretta
per la ceramica: Grazia Abbate
terzi per la pittura: Elena Moreno
per la ceramica: Silvana Chiaudani.
Sono stati segnalati in oltre Nicla Fiasella, Rosella Bolognini, Geoges Battisti.

Hanno partecipato:

Giobatta Framarin, Anita Tonarelli, Elena Moreno, Sergio Scantamburlo, Sonia Menghi, Valeria Abate, Ombretta Marchi, Neddi Gianrossi, George Battisti per la pittura.

Festival-gifts-cartoon-3D-animals-shape-Hand-painted-Giraffe-font-b-Cow-b-font-Dog-CatRosella Bolognini, Sonia Menghi, Carlo Governato, Donatella Bellesia, Ombretta Marchi, Clara Fornasari, Lia Battaglia, Maria Gasparotti, Elena Chiappini, Alessia Prosperi, Paola Ghironi, Nicla Fiasella, Silvana Chiudani, Carla Colvara, Grazia Abbate per la ceramica.

 

 

Sarzana e De Andrè

Posted by on Dic 12, 2016 in Uncategorized |

Fabrizio De Andrè (1940-1999) è uno dei più noti cantautori italiani, ed ha legato a doppio filo la sua carriera con la sua origine ligure. Infatti De Andrè nacque a Genova e rimase sempre molto legato alla sua regione di appartenenza, che celebrò anche in uno dei suoi dischi più amati, “Creuza de mä” (1984) le cui canzoni furono tutte incise usando la lingua genovese. Più poeta che cantante, nei suoi brani De Andrè ha scandagliato l’animo umano in ogni suo aspetto, lasciando un retaggio prezioso a tutti coloro che lo hanno seguito. Oggi la città di Sarzana ha deciso di omaggiare la sua memoria facendolo nel modo migliore, vista la sua personalità eclettica. Per Fabrizio De Andrè a Sarzana non ci sarà un monumento commemorativo, una fredda lapide o una statua priva di vita, ma verrà costruito un palcoscenico su cui i nuovi talenti cantautoriali italiani possano trovare uno spazio su cui esibirsi. L’ambizioso progetto è stato presentato con malcelato orgoglio dall’amministrazione comunale della città il 26 novembre 2016 durante una conferenza stampa in cui sono stati illustrati nel dettagli gli interventi che verranno effettuati nei prossimi mesi. L’idea di costruire un palco stabile dedicato a De Andrè è venuta in seguito ai lavori che si sono resi necessari in piazza De Andrè, adiacente alla centrale via Landinelli. Durante la pavimentazione di via Landinelli sono state rinvenute tracce dell’antica cinta muraria. Previ accordi con il Ministero dei Beni Culturali, lo scavo è stato richiuso, lasciando un percorso superficiale che testimonia il luogo in cui un tempo correvano le mura di cinta di Sarzana. Per riqualificare l’intera piazza e conferirle un nuovo volto artistico-culturale si è deciso quindi di affidare allo Studio Associato D.N.A degli architetti Federica Cozzani e William Brutti, in con i quali hanno collaborato anche gli architetti Mattia Ferracciolo e Cristina Damerini e l’ingegner Patrizio Bellucci, la progettazione di una struttura che potesse ottemperare ad un duplice scopo. Da una parte si desiderava qualcosa che ricordasse la figura di Fabrizio De Andrè ma, come si diceva, non in modo tradizionale. Dall’altra parte l’amministrazione comunale aveva desiderio di costruire qualcosa che facesse diventare la piazza un punto di ritrovo, un luogo ideale in cui organizzare eventi che animassero e riqualificassero anche l’adiacente via Landinelli. Il progetto che è stato presentato dagli architetti è molto semplice ma unisce in modo egregio estetica e funzionalità. Si tratta di un palcoscenico, una struttura che però non sarà rimovibile ma fissa. Il palco infatti verrà realizzato in Corten, un materiale innovativo di natura metallica molto resistente agli agenti atmosferici.

Le dimensioni del palco saranno di sei metri per quattro, e sarà corredato da due cortine laterali sulle quali verranno incisi il volto di Fabrizio De Andrè e alcuni versi delle sue canzoni. Le incisioni verranno retroilluminate, creando un effetto molto suggestivo. Al palco si accederà tramite delle scale, anch’esse illuminate a led. L’illuminazione del palco-monumento sarà sincronizzata con quella stradale, ma potrà essere anche attivata autonomamente. C’è l’intenzione di usare il palcoscenico per realizzare spettacoli, eventi culturali e concerti, tanto che sono stati predisposti gli attacchi per le luci e i riflettori e le canalizzazioni necessarie nel momento in cui bisognerà montare un impianto acustico. D’altro canto la piazza ha una perfetta diffusione del suono, e già si prevede che qui verranno ospitati otto appuntamenti dell’Acoustic Guitar Village, insieme ad altri eventi organizzati dal Laboratorio De André, dall’Armadillo Club. La gestione del palco verrà portata avanti da Arci Val di Magra e Uisp La Spezia-Val di Magra. Il sindaco Alessio Cavarra si è detto molto soddisfatto del progetto.

Attivati a Sarzana tre laboratori per i più giovani

Posted by on Nov 25, 2016 in Uncategorized |

Una delle piaghe più preoccupanti delle città contemporanee è l’isolamento in cui spesso sprofondano i ragazzi. Un tempo le città erano più vivibili: ci si incontrava in strada, si giocava insieme nei vicoli. Oggi invece le cose sono molto cambiate: i ragazzi passano le loro giornate chiusi in casa, non hanno più spazi di aggregazione in cui potersi ritrovare e socializzare. Molto spesso diventano vittime dei dispositivi multimediali che sono nati per migliorare la vita di chi li utilizza, smartphone e tablet, ma sovente conducono all’estraniazione dalla realtà e alla sostituzione di rapporti virtuali a quelli reali. Per combattere questo preoccupante andamento c’è bisogno di politiche accorte e indirizzate verso una maggiore inclusione nel tessuto sociale anche dei più giovani. Per questo motivo l’amministrazione comunale di Sarzana, grazie alla collaborazione di alcune associazioni di volontariato e all’impegno di Daniele Castagna, assessore ai servizi sociali, ha deciso di attivare dei laboratori che servano ad aggregare la gioventù, dando inoltre degli spunti per attività creative e formative. In realtà questa esperienza non è una completa novità: si tratta piuttosto della naturale prosecuzione di un progetto che ha preso il via la primavera scorsa ed è proseguito anche durante l’estate. Il suo titolo è “Sarzana: una città tutta per noi!” ed è stato promosso e portato avanti dalle cooperative Lindbergh ed Elleuno, ovviamente con l’appoggio dell’amministrazione comunale. I nuovi laboratori che si è deciso di attivare anche in autunno si rivolgono ad un target di ragazzi di età compresa tra i 12 e i 15 anni e hanno avuto inizio nel mese di ottobre. Si svolgeranno nel corso di tutto l’inverno, con la cadenza settimanale, presso il Centro Giovani di Sarzana. L’unico costo da sostenere sono 15 euro per l’iscrizione iniziale; per il resto poi la frequenza dei corsi è completamente gratuita. E le “materie” che sono state scelte, ci si può giurare, riusciranno a catalizzare l’attenzione dei ragazzi, visto che riguardano alcune attività tradizionalmente da loro molto amate. Si tratta infatti di laboratori di musica, canto e street art. Il primo laboratorio a partire, il 24 ottobre, è stato quello musicale. “Facciamo musica insieme: formiamo una band” è curato da Damiano Tacchini e si rivolge a tutti quei giovani che già hanno dimestichezza con uno strumento musicale e soprattutto hanno voglia di mettersi in gioco, formando un gruppo con altre persone della loro età. La musica ha un forte potere aggregante, e dover collaborare per suonare insieme canzoni e melodie è un ottimo modo per spingere i ragazzi alla socializzazione. Il secondo laboratorio è partito il 26 ottobre, è diretto da Marzia Morelli e si intitola “Vivacizziamo la città con i foto-graffiti”. In questo caso quindi si parla di street art, con lo scopo di fornire ai ragazzi un’educazione civica che li porti a rispettare al massimo la città in cui vivono, Sarzana, e allo stesso tempo a trovare luoghi idonei in cui dare sfogo alla loro creatività e al loro estro artistico. Infine, l’ultimo laboratorio ha preso il via il 28 ottobre. Si intitola “Sarzana, una città per cantare”, è curato da Tania Leonardi ed ha lo scopo di impartire ai ragazzi che lo frequentano i rudimenti per imparare a cantare da solisti o in coro. L’assessore Castagna ha espresso la sua soddisfazione per questi nuovi progetti che sono partiti, e ha ribadito l’importanza di dare ai ragazzi, cittadini del futuro, dei luoghi di incontro per imparare anche ad apprezzare maggiormente la città in cui vivono.

Sarzana in Cina

Posted by on Nov 10, 2016 in Uncategorized |

Una città che voglia proporsi come meta turistica e che ambisca ad allacciare rapporti commerciali con altri paesi deve essere aperta ad ogni esperienza, e deve sapersi confrontare anche con realtà molto distanti. Sarzana ha deciso di esportare le sue ricchezze, di rivolgersi ben oltre i confini nazionali per creare un nuovo circuito turistico ma anche una collaborazione economica che possa portare la città, e con essa tutta la regione, ad una crescita a livello internazionale. E davvero l’amministrazione comunale di Sarzana ha guardato lontano: fino all’estremo oriente, alla Cina, dove una delegazione cittadina è volata negli ultimi giorni di ottobre 2016 per consolidare una nuova amicizie che affonda le sue radici qualche anno indietro. Già nel 2013, infatti, era stato stretto un patto di reciproca collaborazione tra Sarzana e Wenshang. Wenshang è una cittadina che si trova 400 chilometri a sud di Pechino e conta la bellezza di 800 mila abitanti. Il suo tessuto urbano appare come fortemente rappresentativo dell’intera Cina: è infatti fortemente in bilico tra antico e moderno, tra il desiderio di tenere in vita le tradizioni ma allo stesso tempo di tuffarsi nel futuro. Questo si traduce nella convivenza di villaggi tradizionali con alti grattacieli ed edifici ultramoderni; di mercati pittoreschi in cui vengono venduti i prodotti locali della terra e di centri commerciali più all’avanguardia. Il sindaco di Sarzana, Alessio Cavarra, e l’assessore all’integrazione, Beatrice Casini, sono stati ospiti a Wenshang per firmare una carta che sigla il rapporto di reciproca collaborazione tre le due città, così lontane non solo nello spazio, ma anche nelle loro identità, ma che intendono trarre reciproco vantaggio dagli scambi commerciali. Questo incontro è stato reso possibile grazie alla Camera di Commercio cinese e a Zhaoxia Chen, un ristoratore le cui origine sono in parte cinesi e in parte italiane (per non dire sarzanesi). Alla firma del patto tra Sarzana e Wenshang erano presenti anche Hongwei Wang, sindaco di Wenshang, e Zhihong Li, segretaria del comitato del partito comunista della contea. L’accordo siglato riguarda soprattutto l’economia, ma non solo. Al suo interno infatti si parla anche di scambi culturali e quindi di un rapporto che porterà frutti molto diversi e variegati. In seguito, la delegazione sarzanese ha potuto conoscere personalmente alcuni degli aspetti più interessanti della vita di Wenshang. Infatti è stata organizzata una visita ad alcune delle realtà commerciali e produttive più importanti, in particolar modo al distretto dedicato ad aziende note a livello internazionale tra cui il colosso dell’e-commerce Alibaba, e marchi di abbigliamento che vengono venduti in tutto il mondo, come H&M. Ma, come si diceva, questa cittadina cinese ha stupito per la sua capacità di mostrare due volti diversi, ma complementari. Non solo quello più giovane e performante, legato alla produzione industriale, ma anche quello legato alla storia e alla cultura. In città sono presenti molti siti di interesse culturale, anche se sono per lo più stati ricostruiti in tempi recenti. C’è ad esempio il tempio di Baoxiang, uno dei luoghi più importanti per il buddismo poiché al suo interno è conservata una reliquia molto venerata, un dente del Buddha Sakyanuni. A Wenshang si trova anche il tempio di Guanyu che è dedicato al Dio dei Guerrieri. Infine in città vi è una particolare venerazione per Confucio, come nel resto della Cina, ma con un’attenzione in più poiché Confucio fu uno dei primi “sindaci” della città. Dopo la splendida accoglienza ricevuta, ora Sarzana deve ricambiarla al più presto, mostrando le sue ricchezze che di certo non sfigureranno agli occhi degli amici cinesi.