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Attivati a Sarzana tre laboratori per i più giovani

Posted by on Nov 25, 2016 in Uncategorized |

Una delle piaghe più preoccupanti delle città contemporanee è l’isolamento in cui spesso sprofondano i ragazzi. Un tempo le città erano più vivibili: ci si incontrava in strada, si giocava insieme nei vicoli. Oggi invece le cose sono molto cambiate: i ragazzi passano le loro giornate chiusi in casa, non hanno più spazi di aggregazione in cui potersi ritrovare e socializzare. Molto spesso diventano vittime dei dispositivi multimediali che sono nati per migliorare la vita di chi li utilizza, smartphone e tablet, ma sovente conducono all’estraniazione dalla realtà e alla sostituzione di rapporti virtuali a quelli reali. Per combattere questo preoccupante andamento c’è bisogno di politiche accorte e indirizzate verso una maggiore inclusione nel tessuto sociale anche dei più giovani. Per questo motivo l’amministrazione comunale di Sarzana, grazie alla collaborazione di alcune associazioni di volontariato e all’impegno di Daniele Castagna, assessore ai servizi sociali, ha deciso di attivare dei laboratori che servano ad aggregare la gioventù, dando inoltre degli spunti per attività creative e formative. In realtà questa esperienza non è una completa novità: si tratta piuttosto della naturale prosecuzione di un progetto che ha preso il via la primavera scorsa ed è proseguito anche durante l’estate. Il suo titolo è “Sarzana: una città tutta per noi!” ed è stato promosso e portato avanti dalle cooperative Lindbergh ed Elleuno, ovviamente con l’appoggio dell’amministrazione comunale. I nuovi laboratori che si è deciso di attivare anche in autunno si rivolgono ad un target di ragazzi di età compresa tra i 12 e i 15 anni e hanno avuto inizio nel mese di ottobre. Si svolgeranno nel corso di tutto l’inverno, con la cadenza settimanale, presso il Centro Giovani di Sarzana. L’unico costo da sostenere sono 15 euro per l’iscrizione iniziale; per il resto poi la frequenza dei corsi è completamente gratuita. E le “materie” che sono state scelte, ci si può giurare, riusciranno a catalizzare l’attenzione dei ragazzi, visto che riguardano alcune attività tradizionalmente da loro molto amate. Si tratta infatti di laboratori di musica, canto e street art. Il primo laboratorio a partire, il 24 ottobre, è stato quello musicale. “Facciamo musica insieme: formiamo una band” è curato da Damiano Tacchini e si rivolge a tutti quei giovani che già hanno dimestichezza con uno strumento musicale e soprattutto hanno voglia di mettersi in gioco, formando un gruppo con altre persone della loro età. La musica ha un forte potere aggregante, e dover collaborare per suonare insieme canzoni e melodie è un ottimo modo per spingere i ragazzi alla socializzazione. Il secondo laboratorio è partito il 26 ottobre, è diretto da Marzia Morelli e si intitola “Vivacizziamo la città con i foto-graffiti”. In questo caso quindi si parla di street art, con lo scopo di fornire ai ragazzi un’educazione civica che li porti a rispettare al massimo la città in cui vivono, Sarzana, e allo stesso tempo a trovare luoghi idonei in cui dare sfogo alla loro creatività e al loro estro artistico. Infine, l’ultimo laboratorio ha preso il via il 28 ottobre. Si intitola “Sarzana, una città per cantare”, è curato da Tania Leonardi ed ha lo scopo di impartire ai ragazzi che lo frequentano i rudimenti per imparare a cantare da solisti o in coro. L’assessore Castagna ha espresso la sua soddisfazione per questi nuovi progetti che sono partiti, e ha ribadito l’importanza di dare ai ragazzi, cittadini del futuro, dei luoghi di incontro per imparare anche ad apprezzare maggiormente la città in cui vivono.

Sarzana in Cina

Posted by on Nov 10, 2016 in Uncategorized |

Una città che voglia proporsi come meta turistica e che ambisca ad allacciare rapporti commerciali con altri paesi deve essere aperta ad ogni esperienza, e deve sapersi confrontare anche con realtà molto distanti. Sarzana ha deciso di esportare le sue ricchezze, di rivolgersi ben oltre i confini nazionali per creare un nuovo circuito turistico ma anche una collaborazione economica che possa portare la città, e con essa tutta la regione, ad una crescita a livello internazionale. E davvero l’amministrazione comunale di Sarzana ha guardato lontano: fino all’estremo oriente, alla Cina, dove una delegazione cittadina è volata negli ultimi giorni di ottobre 2016 per consolidare una nuova amicizie che affonda le sue radici qualche anno indietro. Già nel 2013, infatti, era stato stretto un patto di reciproca collaborazione tra Sarzana e Wenshang. Wenshang è una cittadina che si trova 400 chilometri a sud di Pechino e conta la bellezza di 800 mila abitanti. Il suo tessuto urbano appare come fortemente rappresentativo dell’intera Cina: è infatti fortemente in bilico tra antico e moderno, tra il desiderio di tenere in vita le tradizioni ma allo stesso tempo di tuffarsi nel futuro. Questo si traduce nella convivenza di villaggi tradizionali con alti grattacieli ed edifici ultramoderni; di mercati pittoreschi in cui vengono venduti i prodotti locali della terra e di centri commerciali più all’avanguardia. Il sindaco di Sarzana, Alessio Cavarra, e l’assessore all’integrazione, Beatrice Casini, sono stati ospiti a Wenshang per firmare una carta che sigla il rapporto di reciproca collaborazione tre le due città, così lontane non solo nello spazio, ma anche nelle loro identità, ma che intendono trarre reciproco vantaggio dagli scambi commerciali. Questo incontro è stato reso possibile grazie alla Camera di Commercio cinese e a Zhaoxia Chen, un ristoratore le cui origine sono in parte cinesi e in parte italiane (per non dire sarzanesi). Alla firma del patto tra Sarzana e Wenshang erano presenti anche Hongwei Wang, sindaco di Wenshang, e Zhihong Li, segretaria del comitato del partito comunista della contea. L’accordo siglato riguarda soprattutto l’economia, ma non solo. Al suo interno infatti si parla anche di scambi culturali e quindi di un rapporto che porterà frutti molto diversi e variegati. In seguito, la delegazione sarzanese ha potuto conoscere personalmente alcuni degli aspetti più interessanti della vita di Wenshang. Infatti è stata organizzata una visita ad alcune delle realtà commerciali e produttive più importanti, in particolar modo al distretto dedicato ad aziende note a livello internazionale tra cui il colosso dell’e-commerce Alibaba, e marchi di abbigliamento che vengono venduti in tutto il mondo, come H&M. Ma, come si diceva, questa cittadina cinese ha stupito per la sua capacità di mostrare due volti diversi, ma complementari. Non solo quello più giovane e performante, legato alla produzione industriale, ma anche quello legato alla storia e alla cultura. In città sono presenti molti siti di interesse culturale, anche se sono per lo più stati ricostruiti in tempi recenti. C’è ad esempio il tempio di Baoxiang, uno dei luoghi più importanti per il buddismo poiché al suo interno è conservata una reliquia molto venerata, un dente del Buddha Sakyanuni. A Wenshang si trova anche il tempio di Guanyu che è dedicato al Dio dei Guerrieri. Infine in città vi è una particolare venerazione per Confucio, come nel resto della Cina, ma con un’attenzione in più poiché Confucio fu uno dei primi “sindaci” della città. Dopo la splendida accoglienza ricevuta, ora Sarzana deve ricambiarla al più presto, mostrando le sue ricchezze che di certo non sfigureranno agli occhi degli amici cinesi.

Dante a Sarzana

Posted by on Ott 31, 2016 in Uncategorized |

Non è un caso se Dante Alighieri è noto ancora oggi come il “sommo poeta”. Più di ogni altro scrittore di lingua italiana egli infatti contribuì alla formazione definitiva della lingua stessa, lasciandoci opere di grande valore artistico, prima fra tutte la sua “Divina Commedia”. Come è noto, però, Dante non fu soltanto un letterato, come era uso ai suoi tempi. Fu anche un uomo profondamente impegnato sul versante della politica, tanto che entrò a contatto con gli uomini più potenti della sua epoca, sia scontrandosi con loro che invece ricevendone appoggio e patrocinio. Forse non tutti sanno che anche la città di Sarzana, in Liguria, e il lunigiano ospitarono il poeta negli anni dolorosi del suo esilio da Firenze. Anzi, questi territori sono tra i pochi, si potrebbe dire gli unici, che possono accertare con certezza documentaria la permanenza di Dante, oltre che il peso che tale presenza ebbe sulle vicissitudini storico-politiche del lunigiano. Il 6 ottobre del 1306 si concluse tra il vescovo di Luni e i Malaspina un accordo passato alla storia come la “Pax Dantis”, la “pace di Dante”, per via del ruolo predominante che la mediazione portata avanti dal poeta ebbe sul suo concludersi. Questo episodio è molto importante sia per la storia personale dell’Alighieri, che per quella della lunigiana, ma non è mai stato valutato con la dovuta attenzione. Quest’anno però la Regione Liguria, la Provincia de La Spezia, la Città di Ravenna, l’Università degli Studi di Pisa, la Società Dantesca Italiana, la Società Dante Alighieri, l’Università dell’Età Libera di Sarzana e l’Istituto Alberghiero “Casini” de La Spezia, enti diversi ma complementari, hanno deciso di cooperare per organizzare una manifestazione volta a ricordare la Pax Dantis e il legame che il poeta ebbe con Sarzana e la Liguria. Le celebrazioni si sono svolte tra il 14 e il 16 di ottobre e si sono composte di una variegata serie di iniziative. In primis è stata organizzata una mostra documentaria presso le sale del Comune di Sarzana, nell’ambito della quale sono stati esposti vari reperti storici volti a testimoniare la presenza di Dante in lunigiana, e ciò che lui fece durante la sua permanenza. Hanno contributo all’allestimento della mostra la biblioteca comunale di Sarzana, l’archivio di stato della Spezia, l’archivio notarile distrettuale della Spezia e l’accademia lunigianese “G. Cappellini” de La Spezia. Ad inaugurazione della mostra si è svolto il convegno “Orma di Dante non si cancella”, che si è tenuto sabato 15 ottobre presso la Cittadella, nella Sala delle Capriate, animato dall’associazione culturale “I Giardini d’Ilio”. Nell’ambito del convegno, a cui hanno partecipato il professor Paolo Pontari, docente di letteratura latina medievale e umanistica all’Università degli Studi di Pisa, e la professoressa Eliana M. Vecchi, presidente dell’Istituto internazionale di Studi Liguri, si è illustrato ai presenti il modo in cui Dante interagì con le autorità sarzanesi e della lunigiana fino ad approdare alla “Pax Dantis”. La manifestazione in onore di Dante ha previsto anche altri appuntamenti di carattere più “mondano”, come l’apertura e la visita guidata ad alcuni monumenti legati al sommo poeta, quali la Fortezza di Castruccio Castracani a Sarzanello, il Monastero di Santa Croce del Corvo e la Torre dei Vescovi a Castelnuovo Magra. Inoltre è stata organizzata una mostra fotografica, sempre relativa ai luoghi danteschi in lunigiana, e infine i ristoranti locali hanno proposto dei menu tematici a base di pietanze che erano in voga all’epoca in cui visse Dante Alighieri.

Concorso di pittura in estemporanea, di ceramica e di terracotta

Posted by on Ott 30, 2016 in Concorso, News, Sarzana |

Concorso

Casinò di Montecarlo – Pittura di Daniel Barrè – Immagine cortesia di casinoinrete.com

Si è concluso il secondo concorso di pittura e di ceramica dedicato al Festival Napoleonico organizzato dal Consorzio Sviluppo Sistema Sarzana patrocinato dal Comune di Sarzana.

{2235F2F1-C64C-4A59-89F2-CE0B8A3D72B4}_concorso_bigNella cornice del Teatro Impavidi la giuria presieduta dal Professore Ambrogetti ha decretato il primo premio per la Pittura a Sergio Scantamburlo Per le spiccanti qualità pittoriche espresse con linguaggio penetrante e fortemente espressivo” per la ceramica a Elena Chiappini “per la ricchezza del linguaggio plastico e la varietà delle tecniche”.
Si sono qualificati secondi per la pittura: Marchi Ombretta
per la ceramica: Grazia Abbate
terzi per la pittura: Elena Moreno
per la ceramica: Silvana Chiaudani.
Sono stati segnalati in oltre Nicla Fiasella, Rosella Bolognini, Geoges Battisti.

Hanno partecipato:

Giobatta Framarin, Anita Tonarelli, Elena Moreno, Sergio Scantamburlo, Sonia Menghi, Valeria Abate, Ombretta Marchi, Neddi Gianrossi, George Battisti per la pittura.

Festival-gifts-cartoon-3D-animals-shape-Hand-painted-Giraffe-font-b-Cow-b-font-Dog-CatRosella Bolognini, Sonia Menghi, Carlo Governato, Donatella Bellesia, Ombretta Marchi, Clara Fornasari, Lia Battaglia, Maria Gasparotti, Elena Chiappini, Alessia Prosperi, Paola Ghironi, Nicla Fiasella, Silvana Chiudani, Carla Colvara, Grazia Abbate per la ceramica.

 

 

Sarzana Street Food, Music & Beer

Posted by on Ott 20, 2016 in Uncategorized |

Tra il 23 e il 25 settembre Sarzana è diventata la capitale dello “steet food”. Quello che un tempo era relegato a cibo di “seconda scelta”, consumato in piedi e velocemente, quindi in qualche modo visto di cattivo occhio dagli amanti della buona tavola, oggi invece è diventata una moda capace di riempire le piazze e le vie di cittadine come Sarzana. Cominciamo chiarendo il concetto di ”street food”, termine anglosassone che viene usato ormai per indicare tutta una variegata categoria di specialità culinarie che vengono accomunate dal fatto di non aver la necessità, per essere consumate, di doversi sedere ad una tavolino con coperto e posate. Anche se la denominazione viene dall’America, e quindi evoca subito alla mente anche il “junk food”, il cibo spazzatura, saporito e goloso ma non sempre salutare, in Italia lo steet food ha fin da subito avuto un’altra declinazione. Basti pensare, tanto per fare un esempio, che il nostro steet food per eccellenza è la pizza: buona, ricca e completa, ma di certo non “spazzatura”. Per questo l’amministrazione comunale di Sarzana ha voluto ancora una volta, anche quest’anno, ospitare questo colorato e rumoroso festival tra le vie del centro storico, nonostante non tutti approvassero. Infatti tante sono state le denominazioni che il “Sarzana Street Food, Music & Beer” ha avuto, da quello di “rivincita delle apette” a “Festival dell’unto e bisunto”, ma sta di fatto che è stato un successone e ha portato moltissime persone in città, complice anche il clima mite e quasi estivo di questa fine di settembre. Fedele al suo nome, la kermesse si è caratterizzata per la presenza di numerosi stand gastronomici, per la precisione dei “truck food”, ovvero le postazioni mobili dove sono stati cucinati in gran quantità fritti, stuzzichini, e anche primi da consumare al volo. I truck erano 18, numerosi dei quali avevano finito le scorte alimentari ancora prima che la manifestazione avesse fine, vista l’inattesa quantità di consumatori. Nelle piazzette sono stati poi montanti dei palchi dove si sono esibiti i gruppi musicali, per allietare chi faceva onore ai suoi pasti da strada. E ovviamente non è mancato anche un buon boccale di birra per accompagnare il cibo, grazie alla presenza di numerosi birrifici artigianali che sono stati concentrati nell’area della fortezza Firmafede. Il Sarzana Street “Food, Music & Beer” quindi non è stato solo cibo, ma anche intrattenimento, perché tra le vie e viuzze sono stati allestiti diversi mercatini: sempre alla fortezza Firmafede, vicino ai furgoni della birra, c’erano bancarelle che esponevano merce vintage. Oltre alla Fortezza, le zone di Sarzana che sono state interessate dall’evento sono state piazza Matteotti, dove si è concentrato il cuore della kermesse, piazza Calandrini e piazza Garibaldi, dove sono stati organizzati dei mercatini di contorno con l’esposizione di prodotti tipici e artigianali locali. Ma si può dire che l’intero centro storico di Sarzana sia stato coinvolto nella pacifica e chiassosa invasione degli amanti dello steet food: anche i locali di ristorazione non si sono lamentati, visto che in molti, invece che mangiare in piedi, hanno preferito un tipo di servizio più classico, consumando il loro pasto comodamente seduti ad un tavolo e serviti di tutto punto. Non hanno avuto di che lamentarsi nemmeno i commercianti di via Landinelli, che in un primo momento avevano lamentato il fatto di essere stati relegati ad una posizione marginale. Non si sono registrati episodi di intemperanza né di ubriachezza molesta. “Sarzana Street Food Music & Beer” è stata una manifestazione pacifica, colorata, per tutta la famiglia.

Il Festival della fisarmonica a Sarzana

Posted by on Set 28, 2016 in Uncategorized |

L’arte musicale è di certo una delle più eccelse arti umane, quella che sa parlare in modo più diretto ed immediato al cuore delle persone. Anche in ambito musicale, però, ci sono strumenti considerati di serie A e di serie B.

Se, ad esempio, il pianoforte gode di un’indiscussa dignità, la fisarmonica viene da molti considerato uno strumento, per così dire, “popolare”, non adatto ad ambienti colti. A Sarzana invece questo settembre 2016 si vuole rendere omaggio a questo particolarissimi strumento, che invece gode di una lunga tradizione e che annovera tra i suoi più abili suonatori anche Umberto Allodi, alla cui memoria è stato dedicato un evento che si svolge nelle giornate del 16 e del 18 del mese di settembre 2016 proprio a Sarzana. Allodi è stato uno dei più celebri e stimati maestri fisarmonicisti d’Italia.

Nato in provincia di Parma nel 1922, Allodi iniziò a studiare la fisarmonica già in giovanissima età e subito dimostrò di essere un virtuoso nel suonare questo strumento. In pochissimo tempo la sua fama spaziò a livello internazionale, tanto che fu a lungo all’estero, esibendosi tra l’America e l’Europa. Nel 1955 si stabilì definitivamente in Italia, e più precisamente a La Spezia, dove fondò una scuola di fisarmonica. Ancora oggi viene considerato uno dei più grandi fisarmonicisti che il nostro Paese abbia mai avuto: non è quindi un caso che il festival di Sarzana, a lui dedicato, anche abbia visto la presenza della figlia di Allodi. Le due giornate del Festival sono state soprattutto un modo per riscoprire questo strumento molto spesso reietto, ma di grandissima bellezza estetica e musicale. Nella giornata di venerdì si sono esibiti Lorenzo Munari e Gisella Dapueto. Il secondo ha suonato la fisarmonica, accompagnato dal pianoforte della Dapueto, esibendosi in musiche variegate, che hanno spaziato da Puccini fino a Piazzolla. Molto apprezzata è stata anche la performance di un ragazzo molto giovane, di appena undici anni, che ha dimostrato la sua grande bravura nel suonare la fisarmonica.

La giornata di domenica è stata dedicata alla fisarmonica anche in quanto oggetto d’arte, con una mostra che è stata inaugurata nelle sale del Comune di Sarzana. Questa mostra è stata resa possibile dalla collaborazione di due delle ditte che ad oggi continuano a produrre questo strumento. Si tratta della Cooperfisa di Vercelli di Emiliana Roviaro e della Stocco di Paolo Corradino. L’esibizione è stata animata dalla presenza di esperti che hanno spiegato come nasce una fisarmonica, ne hanno illustrato le parti che la compongono, e hanno quindi permesso agli spettatori di capirne meglio in funzionamento. A concludere la giornata di domenica c’è stata la partecipazione eccezionale di Gianluca Campi, campione mondiale di fisarmonica, il quale ha suonato musiche di Strauss, Vivaldi, e anche lui di Astor Piazzolla.

Campi si è esibito da solo e poi accompagnato alla chitarra da Franco Casabianca. Nel complesso, il Festival della fisarmonica ha avuto un buon successo e soprattutto ha colto nel segno, ovvero è riuscito nell’intento che si era prefissato il suo direttore artistico, Carlo Casabianca. Secondo lui, infatti, il modo migliore per dare una seconda giovinezza alla fisarmonica consiste proprio nel far conoscere questo strumento ai ragazzi, nel reclutare cioè nuovi musicisti che siano in grado di suonarlo con maestria, proprio come un tempo ha fatto Umberto Allodi.