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Posted by on Nov 23, 2018 in Uncategorized |

A Sarzana rivivono i canti gregoriani

Una delle più antiche e affascinanti tradizionali musicali legate alla ritualità della Chiesa Cattolica è il cosiddetto “canto gregoriano”. Il canto gregoriano nasce nell’VIII secolo e ancora oggi è riconosciuto parte integrante della liturgia cristiana. Il suo nome deriva da quello di Gregorio I Magno, il quale fu pontefice tra il 590 e il 604. Secondo la tradizione, infatti, fu questo papa a raccogliere in un unico volume una serie di canti devozionali, pare dettatigli da una colomba bianca, ovvero dallo Spirito Santo. Al di là delle agiografie e delle tradizioni, il canto gregoriano con il tempo è diventato una delle più importanti forme di musica sacra. Dopo i secoli bui del medioevo questo tipo di canto conobbe una vera e propria rinascita in epoca moderna e più precisamente nell’Ottocento, sotto la spinta del Romanticismo. Il Concilio Vaticano Secondo, nel 1963, ne sancì infine l’importanza all’interno della liturgia cattolica dicendo che “la Chiesa riconosce il canto gregoriano come canto proprio della liturgia romana: perciò nelle azioni liturgiche, a parità di condizioni, gli si riservi il posto principale”. In realtà però al giorno d’oggi questo tipo di musica è assai poco usato. Anche durante le funzioni più solenni si preferiscono canti “moderni” di vaga ispirazione pop. Il fascino del canto gregoriano è forse per questo rimasto immutato, ed evoca un tempo eroico della Chiesa. Questo tipo di musica si avvale solo della voce umana come strumento, in quanto viene eseguito a cappella. Di solito è cantato solo da uomini; in passato erano ammessi cori di voci bianche. Se si può pensare che il canto gregoriano sia dunque una tradizione desueta, circoscritta a poche occasioni ufficiali, potrebbe stupire sapere che invece a Sarzana questa antichissima forma musicale è tornata alla vita. Il 2018 è ormai il secondo anno consecutivo in cui si svolge in questa cittadina ligure, presso il Seminario vescovile, un corso di introduzione al canto gregoriano. Ufficialmente il corso è specificatamente pensato per i seminaristi, per le persone consacrate e per i cantori, ma in realtà è aperto a tutti coloro che vogliano fare questa esperienza mistica e unica nel suo genere. A portare avanti il corso, che si svolge con cadenza bisettimanale e si concluderà nell’aprile del 2019, è il rettore del seminario, don Franco Pagano, che è anche diplomato al Conservatorio. Ad affiancarlo in questa delicata opera c’è il maestro Claudio Accorsi. Questo non si può definire un corso semplicemente amatoriale, in quanto ha il patrocinio della sezione italiana dell’Associazione internazionale studi canto gregoriano. Si svolge dunque sotto un’egida di ufficialità, e al suo termine i corsisti dimostreranno quanto appreso cantando durante la Missa in Albis deponendis, che è la funziona sacra che si tiene all’ottavo giorno dopo la Pasqua. Non si deve pensare che il corso, inoltre, sia un semplice corso di “canto”. Il gregoriano è una forma musicale che va capita, prima ancora che appresa nella sua mera esecuzione. Ecco perché agli studenti verranno impartiti anche rudimenti di paleografia e semiologia, di liturgia e di salmodia, oltre che di modalità, ritmo e analisi del repertorio. Per i corsisti quindi sarà possibile fare una vera e propria full immersion in un mondo antico ma dal fascino immutato attraverso i secoli, sotto la guida accorta ed esperta di don Pagano, che è diplomato al conservatorio in violoncello, e di Claudio Accorsi, che è parte del gruppo svizzero “More antiquo”.