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Posted by on Feb 11, 2019 in Uncategorized |

L’omaggio di Sarzana a Fabrizio De Andrè

Lo scorso 11 gennaio si sono susseguite tante iniziative in tutta Italia per ricordare una data dolorosa per tutti gli amanti della buona musica. L’11 gennaio del 1999, quindi esattamente 20 anni fa, veniva a mancare uno dei cantautori più geniali e poetici del panorama musicale italiano, Fabrizio de André spesso noto con il nomignolo di “Faber”. Fabrizio De André è ricordato per la sua voce graffiante, inconfondibile, ma soprattutto per le parole indimenticabili delle sue canzoni che hanno accompagnato intere generazioni. La città di Sarzana ancora oggi non dimentica l’occasione in cui De André non solo venne in città, ma addirittura tenne un concerto che è rimasto negli annali per un curioso motivo. Venne infatti registrato, e ad oggi resta una delle pochissime registrazioni esistenti dei suoi concerti. Nel 2009 una piazza della città di Sarzana è stata dedicata a Faber; lo scorso 11 gennaio dunque era inevitabile che non si svolgesse una manifestazione per ricordare ancora una volta il debito di gratitudine che Sarzana ha nei confronti dell’amato cantautore. Presso la sala consiliare del Palazzo Civico si è così svolto un incontro, seguita da un concerto, intitolato semplicemente “Omaggio a De André”. Semplicemente, perché è così che lui avrebbe voluto essere ricordato, attraverso le parole di chi lo ha conosciuto davvero, con tutti i suoi pregi ed anche con i suoi difetti. Ospite di eccezione era Pier Michelatti, che per 18 anni ha fatto parte della band di De André suonando il basso. Anche lui era a Sarzana il 29 agosto del 1981, quando si svolse un concerto che era stato organizzato con pochissimo preavviso e pochissimo tempo, ma che rimase indelebilmente segnato nel cuore dai sarzanesi. Ancora oggi sono molti quelli che ricordano De Andrè osservare la Val di Magra dall’alloggio che aveva preso nel centro della città, e la sua affabilità con i ragazzi che assistevano da lontano, intimiditi, alle riprese, ma che lui invitava ad avvicinarsi per cantare e suonare insieme. Intervistato dal sindaco Cristina Ponzanelli in persona, Michelatti ha ricordato come a decidere di dare vita a quel concerto fosse stato Bibi Ballandi, che successivamente sarebbe diventato uno dei più importanti impresari musicali d’Italia. A quei tempi era tutto più facile, e ciò che veniva pensato poteva immediatamente diventare realtà. Così Sarzana divenne la location di eccezione di un evento che fu preparato con un lungo sound-check, che si svolse nel pomeriggio. La sera poi era splendida, ricorda ancora Michelatti, e il prato su cui si accomodarono gli ascoltatori sembrava il luogo ideale per le note di Faber. Lui, come al solito, era ubriaco, ma questo non gli impediva di essere del tutto lucido nelle sue esibizioni. Mai una nota o una parola fuori posto: e la magia era completa. Michelatti ha anche ricordato il carattere spigoloso di De André, che non concedeva mai un complimento. Nel caso in cui gliene sfuggisse uno, non dava alcuna soddisfazione perché era sottinteso che comunque sarebbe stato necessario dare il massimo anche la volta successiva. Dopo il ricordo del bassista si è svolto il concerto commemorativo. Il trio formato da Alberto “Napo” Napolitano, Andrea Vulpani e Federico Biagetti ha fatto risuonare ancora una volta “Bocca di Rosa”, “Il pescatore”, La guerra di Piero”. Michelatti ha detto che a volte teme che le nuove generazioni possano dimenticare queste canzoni e la traccia che ha lasciato De Andrè. Ma ogni volta che la sua musica suona, la sua poesia torna a parlare.

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Posted by on Feb 11, 2019 in Uncategorized |

Il bel Natale di Sarzana e i suoi presepi

L’Epifania, si sa, tutte le feste si porta via, e questo è accaduto anche a Sarzana, dove la città, dopo il 6 Gennaio 2019, si è dovuta spogliare delle sue vesti natalizie. Ciò non toglie però che l’amministrazione comunale abbia espresso tutta la sua soddisfazione per un periodo che ha fatto brillare la città di una luce nuova. Tante le iniziative che sono state messe in campo, tutte con un successo davvero inatteso. Nel giorno della Befana c’erano dei figuranti con i trampoli che, vestiti come la famosa vecchina, distribuivano sorrisi e dolciumi in giro per il centro storico. In Piazza Garibaldi domenica 6 Gennaio si è svolta la tradizionale fiera dell’antiquariato, mentre in Piazza Luni i Vigili del Fuoco, sempre disponibili nei confronti della popolazione, si sono dedicati ai più piccoli. Infatti molto bambini sono voluti accorrere per provare lo speciale percorso di “Pompieropoli”, una sorta di itinerario ludico in cui i bambini si sono potuti immedesimare nell’attività dei pompieri arrivando persino a spegnere un incendio. Ovviamente, il tutto sotto l’attenta supervisione dei Vigili del Fuoco e dei genitori. Per i più grandi, un momento molto intenso si è svolto invece nell’Oratorio di Santa Croce, dove si sono tenute le letture de “Le Poesie per l’Epifania” per celebrare una festività che in pochi Paesi al mondo è tanto sentita quanto in Italia. Il momento conclusivo della giornata, e anche dell’intero periodo natalizio che, nel complesso, essendo iniziato con il giorno dell’Immacolata (8 Dicembre 2018), si è protratto per circa 30 giorni, si è svolto alle ore 18:00. In Sala Consiliare si è svolta la premiazione del concorso dei presepi, che è forse stata la vera novità di questo Natale 2018 per Sarzana. Una novità che ha portato tanta partecipazione e tanti visitatori, ed è nata dall’idea semplice di un uomo e dalla sua passione. Massimo Pretolani ha raccontato di aver sempre amato fare il presepe: quando era piccolo lo realizzava con le scatole dei panettoni, usando altri materiali di riciclo per costruire i suoi diorami. Da grande questa passione non lo ha mai abbandonato, e per molti anni ha proposto al comune di realizzare una sorta di “via dei presepi”. Quest’anno, infine, la sua richiesta è stata accolta e fin dall’estate Pretolani ha cominciato a lavorare per coinvolgere altre persone nel suo progetto. Alla fine la via dei presepi si è concretizzata in un percorso, illustrato da una mappa, che si è dipanato all’interno di tutto il centro storico di Sarzana, a partire dall’atrio comunale per poi arrivare fin dentro i negozi cittadini. Infatti tutti hanno partecipato con entusiasmo, e Pretolani si è detto soddisfatto dei lavori di alta qualità che sono stati prodotti. Infatti in mostra c’erano presepi realizzati da veri artisti, come quelli dei fratelli Capuano (ma fuori concorso). E poi ce n’erano tanti fatti con i materiali più diversi, fino a quello, molto prezioso, realizzato su pietra dall’artista Renzo Ricciardi. La cittadinanza e i visitatori che sono accorsi a Sarzana, anche attirati da questa mostra, sono stati invitati a votare il presepe preferito attraverso delle schede distribuite nei negozi, oppure on line. Nel giorno dell’Epifania sono stati assegnati i tre premi, resi possibili dalla generosità degli sponsor: il Premio Giuria Popolare, che è andato proprio a Massimo Pretolani; il Premio della Critica e il Premio Web Spezia Tv che è stato attribuito alla foto più cliccata. Soddisfatti tutti, ma soprattutto il sindaco Cristina Ponzanelli che spera di replicare il successo ottenuto anche il prossimo Natale.

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Posted by on Nov 23, 2018 in Uncategorized |

Il Natale di Sarzana

Le amministrazioni comunali, si sa, devono pensare al Natale con grande anticipo, e ancora di più se si amministra una città che ha una forte vocazione turistica come Sarzana. A Sarzana è già stato presentato in conferenza stampa un programma di massima di quanto è previsto per le prossime festività natalizie, stagione che si aprirà ufficialmente il 30 Novembre e si protrarrà fino all’epifania, il 6 gennaio, la festività che tradizionalmente “tutte le feste si porta via”. L’attuale amministrazione comunale ha fatto del suo meglio per sopperire alle carenze nel bilancio con entusiasmo e collaborazione da parte dei commercianti e degli sponsor, per animare il centro cittadino e dare alla città un volto veramente natalizio. L’atmosfera è infatti fondamentale per trasformare Sarzana in una vera e propria “città del Natale”, cosa che sembra essere la ferma intenzione degli organizzatori. A partire dal fatto che in centro ci saranno non uno, ma ben cinque alberi di Natale che verranno piazzati in alcuni punti strategici: pizza Matteotti, piazza Calandrini, piazza San Giorgio, piazza Garibaldi e piazza Largo Pertini. Piazza Matteotti, che è il vero cuore del centro cittadino, ospiterà anche la pista per il pattinaggio sul ghiaccio e il mercatino natalizio, con l’allestimento di apposite casette. Se l’albero addobbato è uno dei principali simboli del Natale, in Italia altrettanto sentita è la tradizione di fare il presepe, ovvero il diorama della natività di Gesù Cristo che è l’evento che si celebra a Natale. Quest’anno a Sarzana sarà bandito un vero e proprio concorso per decidere il presepe più bello tra quelli che verranno esposti nelle vetrine degli esercizi commerciali che hanno voluto aderire all’iniziativa e nell’atrio del Comune, dove verranno sposti i diorami di dimensioni maggiori. Assolutamente fuori concorso sarà il presepe artistico che sarà visibile nell’oratorio di Santa Croce. Si tratta di uno dei presepi di San Gregorio Armeno, celebre mercatino di Napoli, realizzato dai fratelli Capuano. Ovviamente, per completare l’atmosfera natalizia, non potranno mancare a Sarzana luci e colori. Oltre alle luminarie cittadine, che quest’anno non verranno solo noleggiate ma acquistate, in modo tale che sia possibile riutilizzarle anche nei prossimi anni con un notevole risparmio alla lunga distanza, verranno installati due “video gobbos”. Si tratta di speciali proiettori che renderanno sempre diverse le facciate del Laurina e del Teatro Impavidi. Il cartellone natalizio poi prevede due concerti che si svolgeranno presso il Teatro Comunale, ma anche tante piccole manifestazioni che si svolgeranno in strada per animare ogni vicolo della città. L’amministrazione ha previsto il servizio di un trenino che consentirà a turisti e residenti di fare il giro del centro partendo e tornando da un ampio parcheggio gratuitoposto vicino allo Stadio. Per Capodanno sarà Radio Bruno, importante emittente radiofonica nazionale, ad animare le attività in piazza Garibaldi e in piazza Matteotti. Queste sono le indicazioni principali date dagli amministratori comunali e dal sindaco in occasione della conferenza stampa: restano però ancora tante cose da definire, come ad esempio il ruolo che avrà la Fortezza Firmafede che certamente non potrà essere solo una spettatrice in tanto fermento natalizio. A fare da sfondo a tutte le iniziative ci sarà un servizio di sicurezza organizzato fin nei minimi dettagli, in armonia con le normative nazionali vigenti. Come ha sottolineato il sindaco Cristina Ponzanelli, le celebrazioni per il Natale sarzanese saranno uno sforzo congiunto, per ribadire il senso di unione della comunità che è poi il vero spirito del Natale.

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Posted by on Nov 23, 2018 in Uncategorized |

A Sarzana rivivono i canti gregoriani

Una delle più antiche e affascinanti tradizionali musicali legate alla ritualità della Chiesa Cattolica è il cosiddetto “canto gregoriano”. Il canto gregoriano nasce nell’VIII secolo e ancora oggi è riconosciuto parte integrante della liturgia cristiana. Il suo nome deriva da quello di Gregorio I Magno, il quale fu pontefice tra il 590 e il 604. Secondo la tradizione, infatti, fu questo papa a raccogliere in un unico volume una serie di canti devozionali, pare dettatigli da una colomba bianca, ovvero dallo Spirito Santo. Al di là delle agiografie e delle tradizioni, il canto gregoriano con il tempo è diventato una delle più importanti forme di musica sacra. Dopo i secoli bui del medioevo questo tipo di canto conobbe una vera e propria rinascita in epoca moderna e più precisamente nell’Ottocento, sotto la spinta del Romanticismo. Il Concilio Vaticano Secondo, nel 1963, ne sancì infine l’importanza all’interno della liturgia cattolica dicendo che “la Chiesa riconosce il canto gregoriano come canto proprio della liturgia romana: perciò nelle azioni liturgiche, a parità di condizioni, gli si riservi il posto principale”. In realtà però al giorno d’oggi questo tipo di musica è assai poco usato. Anche durante le funzioni più solenni si preferiscono canti “moderni” di vaga ispirazione pop. Il fascino del canto gregoriano è forse per questo rimasto immutato, ed evoca un tempo eroico della Chiesa. Questo tipo di musica si avvale solo della voce umana come strumento, in quanto viene eseguito a cappella. Di solito è cantato solo da uomini; in passato erano ammessi cori di voci bianche. Se si può pensare che il canto gregoriano sia dunque una tradizione desueta, circoscritta a poche occasioni ufficiali, potrebbe stupire sapere che invece a Sarzana questa antichissima forma musicale è tornata alla vita. Il 2018 è ormai il secondo anno consecutivo in cui si svolge in questa cittadina ligure, presso il Seminario vescovile, un corso di introduzione al canto gregoriano. Ufficialmente il corso è specificatamente pensato per i seminaristi, per le persone consacrate e per i cantori, ma in realtà è aperto a tutti coloro che vogliano fare questa esperienza mistica e unica nel suo genere. A portare avanti il corso, che si svolge con cadenza bisettimanale e si concluderà nell’aprile del 2019, è il rettore del seminario, don Franco Pagano, che è anche diplomato al Conservatorio. Ad affiancarlo in questa delicata opera c’è il maestro Claudio Accorsi. Questo non si può definire un corso semplicemente amatoriale, in quanto ha il patrocinio della sezione italiana dell’Associazione internazionale studi canto gregoriano. Si svolge dunque sotto un’egida di ufficialità, e al suo termine i corsisti dimostreranno quanto appreso cantando durante la Missa in Albis deponendis, che è la funziona sacra che si tiene all’ottavo giorno dopo la Pasqua. Non si deve pensare che il corso, inoltre, sia un semplice corso di “canto”. Il gregoriano è una forma musicale che va capita, prima ancora che appresa nella sua mera esecuzione. Ecco perché agli studenti verranno impartiti anche rudimenti di paleografia e semiologia, di liturgia e di salmodia, oltre che di modalità, ritmo e analisi del repertorio. Per i corsisti quindi sarà possibile fare una vera e propria full immersion in un mondo antico ma dal fascino immutato attraverso i secoli, sotto la guida accorta ed esperta di don Pagano, che è diplomato al conservatorio in violoncello, e di Claudio Accorsi, che è parte del gruppo svizzero “More antiquo”.

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Posted by on Ott 23, 2018 in Uncategorized |

La spungata alla Fiera del tartufo bianco di Alba

Si sa che l’Italia è un Paese conosciuto in tutto il mondo per molte delle sue caratteristiche. L’Italia è nota per il patrimonio artistico – culturale, per le bellezze paesaggistiche, ma anche per le eccellenze enogastronomiche. Forse non esiste un’altra nazione che possa presentare una tale varietà di prodotti e piatti tipici. Per questo su e giù per la penisola si svolgono periodicamente importanti fiere enogastronomiche volte a far conoscere a tutto il mondo le tipicità regionali. Una delle fiere più importanti, che celebra un frutto della terra prelibato e pregiato, è la Fiera internazionale del tartufo bianco di Alba, che si svolge annualmente in Piemonte e che quest’anno ha avuto luogo domenica 14 Ottobre. A questa fiera intervengono davvero visitatori da ogni parte del globo, in quanto il tartufo bianco è una specialità per intenditori rara e difficile da trovare. Si tratta dunque di una vetrina molto importante a cui, per questa edizione 2018, ha potuto partecipare anche la città di Sarzana con uno dei suoi dolci più tipici e tradizionali. Il gemellaggio Piemonte-Liguria si è svolto all’insegna del gusto, ma anche della solidarietà. Sono infatti state varate delle iniziative volte a risarcire e aiutare le famiglie di chi è stato coinvolto nella tragedia del Ponte Morandi, ancora molto viva nei ricordi di tutti i liguri e anche di tutti gli italiani. Il sindaco di Sarzana, Cristina Ponzanelli, si è fatta vessillifera di questa iniziativa, ricordando quanto Sarzana sia una città che si è sempre mostrata generosa, e che in questo momento più che mai vuole essere vicina alla città di Genova. Il vero cuore della partecipazione di Sarzana alla Fiera di Alba, però, è stato rappresentato da un dolce tipico di questa località che in pochi conoscono, ma che rappresenta una vera ricercatezza per gli intenditori. Si tratta della “spungata”, una torta ripiena la cui esatta ricetta è appannaggio solo dei pasticceri più bravi. Da anni i cuochi sarzanesi si allenano a riprodurre questo dolce inventandolo a proprio modo ma senza mai tradirne lo spirito originale. Pare che le origini della ricetta, infatti, affondino molto indietro nel tempo, già all’epoca degli Antichi Romani. Probabilmente questi la importarono dal Medio Oriente e più tardi, durante il Medioevo, era uno dei principali cibi usati da chi percorreva la Via Francigena durante i suoi pellegrinaggi. La spungata è fatta da un involucro di pasta che ha un aspetto spugnoso, pur essendo croccante. Da qui il suo nome. Il ripieno è fatto con mele, frutta secca, canditi e uvetta, marmellata, e molti antri ingredienti rigorosamente segreti. La spungata è stata la protagonista dello stand ligure alla Fiera di Alba, cosa che ha riempito di orgoglio i cittadini sarzanesi che hanno potuto così far conoscere a tutti numerosi visitatori che intervengono a questa prestigiosa manifestazione un dolce così particolare, poco noto ma degno di maggior fama. Altra nota di merito è il fatto che sia stata la Regione Liguria a scegliere questo dolce, tra le tante tipicità che avrebbe potuto portare in fiera, per rappresentare tutto il territorio ligure. La spungata, oltre ad essere un dolce buono da gustare a fine pasto o a colazione, è anche un’espressione tipica dell’anima sarzanese ed è per questo che ha potuto ben rappresentare la città ad Alba. Alcune pasticcerie cittadine hanno donato la propria “versione” di spungata, così che in fiera ne è stata ben rappresentata anche la sua varietà di interpretazione.

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Posted by on Ott 23, 2018 in Uncategorized |

Grande successo per la terza edizione di “Sarzana dantesca”

Dante Alighieri è stato uno dei poeti più importanti nella storia della letteratura italiana. Da molti viene considerato il “padre” della nostra lingua, che lui contribuì a raffinare con la sua opera più importante, la “Divina Commedia”. Dante era fiorentino ma andò a lungo girovagando per la penisola, soggiornando in molti centri che oggi amano ricordarne il passaggio. Anche Sarzana ricevette una visita da parte del Sommo Poeta. Era il 6 Ottobre del 1306 quando Dante venne inviato a Sarzana a stipulare la pace tra i Malaspina e il Vescovo Conte di Luni. Dante sedette davanti al notaio in qualità di delegato dei Malaspina a chiudere un contenzioso che durava ormai da anni. La sua presenza a Sarzana è quindi certificata da un atto notarile, e non stupisce che la città voglia celebrare questa ricorrenza con una manifestazione che ha soprattutto lo scopo di far riscoprire la storia e la cultura del nostro Paese e della regione Liguria. Anche quest’anno 2018 si è svolta dunque “Sarzana dantesca”, una tre giorni di incontri e convegni ma anche degustazioni ed enogastronomia. L’evento si è aperto il 5 Ottobre con i saluti istituzionali e con un momento didattico. Si è svolta infatti la conferenza tenuta dalla storica Eliana Vecchi, che ha scritto un libro sull’episodio sopra ricordato, e Franco Bonatti, a sua volta autore di uno scritto sul Vescovo di Luni e i suoi rapporti con Dante. A seguire, una piccola curiosità: Massimo Pesucci ha letto la poesia “Amor, da che convien pur ch’io mi doglia” reinterpretandola nel dialetto locale. Nel pomeriggio di venerdì si è invece tenuto un momento più “leggero”, con la presentazione di un idromele speciale che è stato creato appositamente per la ricorrenza dantesca. Si tratta dell’Ydromellum di Dante, realizzato dall’Azienda Campo Giardino di Pavia. Il Sommo Poeta pare amasse moltissimo questa bevanda che si ricava dalle mele, e che definì “dolcissima”. Ai presenti è stato fatto degustare non solo il liquore, ma anche il Pan di Dante, che era stato realizzato l’anno passato sempre in occasione della “Sarzana dantesca”. Alla degustazione è seguita la proiezione del film “Vita di Dante”, girato nel 1965. Dante era interpretato da Giorgio Albertazzi, e la sceneggiatura dava particolare spazio all’attività letteraria del poeta. Il giorno seguente, sabato 6 Ottobre, si è svolta la conferenza dei professori Roberto Ghelfi ed Egidio Banti che hanno parlato di tessuto urbanistico e problematiche sociali. Ad accompagnare i relatori si è svolta una lettura tratta da “Le città invisibili” di Italo Calvino. Nel pomeriggio di sabato c’è stato l’intervento del professor Alessandro Cossu, docente di Storia Medievale dell’università di Sassari. L’evento si è concluso la domenica mattina, 7 Ottobre, con il professor Mirko Tavoni, docente di Filologia dantesca presso l’Università di Pisa e accademico della Crusca, e con la lettura del testo originale della canzone “Amor, da che convien pur ch’io mi doglia”. Per tutti e tre i giorni della manifestazione presso la Sala Consiliare è rimasta esposta l’opera realizzata in occasione del VII centenario del passaggio di Dante a Sarzana realizzata dall’artista Piero Colombani e intitolata “Sarzana, Dante, la Pace”. A completare il programma c’è stata la mostra fotografica di Lorenzo Pecunia e si sono svolte due visite guidate al Monastero del Corvo di Bocca di Magra e al Castello di Madrignano. Le visite si sono tenute la domenica pomeriggio, a concludere una bella manifestazione che ancora una volta ha reso omaggio al Sommo Poeta Dante Alighieri e alla città di Sarzana.

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