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Posted by on Dic 18, 2017 in Uncategorized |

La lotta di Sarzana contro antenne e ripetitori

Purtroppo ormai non potremmo più farne a meno: i telefoni cellulari e in particolar modo gli smartphone, così come la possibilità di connettersi ad internet, sono diventati parte integrante della nostra esistenza e quindi il pensiero di eliminarli delle nostre vite è pressoché inconcepibile. Questo però non vuol dire che non bisogni fare attenzione a quelli che potrebbero essere gli effetti collaterali di un uso massiccio dei dispositivi tecnologici, che vanno usati con parsimonia. Anche se gli effetti delle onde elettromagnetiche emesse dai telefonini non sono ancora state studiate fino in fondo, e anche se non esistono dati certi e inequivocabili, ormai da parecchio tempo si va ripetendo che potrebbero avere degli effetti nocivi sulla salute umana. Questo è l’argomento di cui si è discusso in modo approfondito a Sarzana il 19 novembre, in un incontro promosso dal comitato “Sarzana che botta!” in riferimento al “Piano Antenne Sarzanese”, un progetto che in comune è stato da poco approvato e che dunque dovrebbe andare avanti. Contro questo piano però si sono scagliati molti cittadini, in quanto prevede un potenziamento del circuito di antenne nel circondario cittadino senza che però sia stata fatta una adeguata VAS (Valutazione Ambientale Strategica). In una parola, le antenne verranno posizionate ma non si sa quali effetti questo potrebbe avere sulla salute dei cittadini. Tanto più che è dal 2014 che non vengono raccolti dati circa gli effetti di quelle già presenti a Sarzana. Dopo questa data, però, sono già stati potenziati alcuni degli impianti che si trovano in città, e anche questo desta seria preoccupazione, oltre all’intenzione di far passare anche in Consiglio il Piano Antenne, senza VAS. Per spiegare bene quali potrebbero essere le problematiche relative all’installazione di nuove antenne, o al potenziamento di quelle già esistenti, è stata chiamata un’esperta della materia, ovvero la dottoressa Fiorella Belpoggi. La Belpoggi dirige il Centro di ricerca sul cancro dell’Istituto Ramazzini di Bologna e collabora con il National Institute of Environmental Healt Sciences (NIEHS) in America. I due enti, insieme, stanno portando avanti delle sperimentazioni su cavie di laboratorio, nello specifico sui ratti che sono gli animali che presentano risposte biologiche più simili a quelle dell’organismo umano. Si è potuto constatare, al termine di una serie di prove, che la vicinanza a ripetitori o telefoni cellulari causa una maggiore incidenza di patologie tumorali al cervello e al cuore, senza contare che sembrano anche causare l’infertilità. La Belpoggi ha poi parlato di altri rischi connessi ad un uso massiccio dei dispositivi elettromagnetici, come quello dell’effetto “microonde”. Infatti gli impulsi elettromagnetici causano un surriscaldamento dei tessuti, particolarmente nocivo per i bambini. Quindi la dottoressa ha detto e ripetuto che le antenne dovrebbero essere tenute lontane soprattutto da scuole, stadi, e altri luoghi di aggregazione collettiva. Ma non solo, ha anche suggerito qualche buona pratica che ognuno di noi dovrebbe osservare. Ad esempio, utilizzare le cuffie e non tenere il cellulare vicino all’orecchio, o non tenere il wi-fi acceso in casa, e tenere assolutamente i dispositivi elettromagnetici lontani dalla camera da letto. Ha detto di trovare deprecabile l’uso dei genitori di dare lo smartphone ai propri figli quando sono in giro per farli stare buoni, perché sono proprio i più giovani quelli maggiormente esposti a rischi. La partecipazione della cittadinanza all’incontro è stata molto attenta e vivace, purtroppo meno quella della rappresentanza politica.