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Posted by on Apr 23, 2018 in Uncategorized |

L’olio di Sarzana a Sol&Agrifood di Slow Food

Negli ultimi anni l’attenzione verso quello che si mette in tavola è cresciuta esponenzialmente man mano che si è capito come salute e cibo vadano di pari passo. Ormai è palese che la maggior parte delle patologie più diffuse nella società occidentale si lega ad un’alimentazione sbagliata, carente, troppo ricca di grassi e priva invece di altri nutrienti di cui il corpo umano ha bisogno. I cibi che vengono prodotti dalla grande industria, purtroppo, rispondono a logiche che spesso hanno poco o nulla a che fare con il benessere del consumatore. Al primo posto ci sono sempre interessi di tipo economico, poi vengono le normative che spesso sono a scapito della qualità, pur dicendo di tutelarla. Il commercio di massa dei generi alimentari ha portato piano piano a scomparire le tante piccole realtà locali che, specie in Italia, hanno sempre garantito la conservazione della biodiversità e la creazione di un’offerta differenziata, capace di andare incontro alle esigenze della clientela. Come dicevamo, però, negli ultimi anni si è andati via via riscoprendo l’importanza di recuperare alcuni valori, nel settore alimentare, che sono andati perduti. Questo perché non tutti i produttori si sono arresi alla logica dei grandi mercati ma hanno continuato, con coraggio e innumerevoli difficoltà, a portare avanti un discorso che si basa sulla qualità delle materie prime, su una produzione di nicchia ma di altissimo valore nutrizionale e anche, diciamolo, di gusto. È in questo ambito che nasce lo Slow Food, un’associazione che si è posta a tutela di tutti questi piccoli produttori al fine di valorizzarne le produzioni “di nicchia” creando una grande bacino di utenza di quei consumatori che sono attenti alla salute e al benessere, che non si lasciano incantare dalle sirene del marketing rutilante della grande distribuzione ma preferiscono aiutare e stimolare i produttori locali. Nel mese di aprile 2018, nell’ambito della grande fiera del Vinitaly che ogni anno a Verona attira centinaia di migliaia di visitatori da tutto il mondo, martedì 17 si è svolto anche un altro evento promosso dallo Slow Food, più defilato ma non meno importante. Il protagonista di Sol&Agrifood, questo il nome della manifestazione, è stato infatti quest’anno l’olio extravergine di oliva. L’olio di oliva italiano sta vivendo una profonda crisi non perché la qualità del prodotto sia diminuita, ma perché è diventato paradossalmente più conveniente importare prodotti dall’estero che però hanno caratteristiche decisamente inferiori a quelli nostrani. Nell’ambito di Sol&Agrifood è stato presentato il progetto di Slow Food di creare un presidio per l’olio extra vergine di oliva. Nel corso degli ultimi anni si è girata l’Italia al fine di selezionare le aziende agricole più rispettose della filiera tradizionale, quelle che cercano di preservare e tutelare cultivar antiche che rischiano di scomparire. Lo scopo del presidio è anche quello di affinare il palato del consumatore, di insegnargli a riconoscere un prodotto di vera qualità per non correre il rischio di rimanere vittima di sofisticazioni alimentari. In tutta la penisola Slow Food ha selezionato circa 600 aziende che possono definirsi davvero “virtuose” nella produzione dell’olio. Tra queste ce ne sono 19 della regione Liguria e una di Sarzana, ovvero “Il Monticello” dei fratelli Neri. Questa è l’unica etichetta della provincia de La Spezia presente fra i 19 extravergini liguri che sono stati selezionati dalla Chiocciola di Slow Food e che ora fa parte della guida on line che si può trovare sul sito dell’associazione. Il desiderio è che venga creato un evento aperto a tutti, simile al Vinitaly, che però abbia come protagonista l’olio extravergine di oliva.