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Monumenti

Fortezza di Sarzanello

{A8B9D450-56BC-4645-A893-3F2750A7245D}_fortezza_sarzanelloGià nel diploma di Ottone I (del 963) si ha notizia dell’esistenza del forte di Sarzanello.
La struttura, così come è possibile ammirarla oggi, venne realizzata a partire dal 1493 quando i fiorentini presero possesso di Sarzana.
I Medici diedero incarico al Francione (Francesco di Giovanni) di riorganizzare il forte che nei secoli precedenti era stato prima il castrum del vescovo di Luni e succesivamente preda del capitano di ventura Castruccio Castracani.
Il forte venne definitivamente completato dal Banco di San Giorgio, sotto la direzione di Pietro Biancardo. I genovesi seguirono passi passo il progetto dei fiorentini e realizzarono un complesso fortificato già all’epoca all’avanguardia che ben contrastavano l’utilizzo delle armi da fuoco.

Il corpo principale, che racchiude la torre del capitano, si caratterizza dalla presenza di tre torrioni circolari Della “Campana”, di “San Giorgio” e di “San Rocco”. Un ponte collega questa parte del forte con il baluardo a forma triangolare detto “Rivellino”.

Visite alla Fortezza:
Orario d’apertura invernale
Sabato e festivi dalle 14,00 alle 17:30
Orario inizio visita guidata ore 14:30 e ore 16:00
Orario d’apertura estivo
Dal martedì al venerdì dalle 15,30 alle 18,00
Sabato e festivi dalle 15,30 alle 19,00.
Orario inizio visita guidata ore 16:00 e ore 17:30

Prezzi di ingresso:
Intero con guida € 3,50
Ridotto con guida € 3,00
Intero € 2,50
Ridotto € 2,00
Riduzioni
Gruppi (oltre le 20 persone), dai 6 ai 14 anni e sopra i 60 anni.
Gratuità
Sotti i 6 anni, guide turistiche e accompagnatori in servizio.

Fortezza Firmafede o “Cittadella”

{A2E05041-7AF9-4479-97AB-35FD18CD2B09}_firmafedeQuando i fiorentini entraro in possesso della città al termine della cosiddetta “Guerra di Sarzana” misero mano alla riorganizzazione difensiva della città.
Uno dei primi interventi fu la ristrutturazione della fortezza pisana eretta alla base della collinetta su sui si staglia il forte ddi Sarzanello.
Nel 1488 i lavori, anche in questo caso, vennero affidati al Francione. In soli quattro anni di lavori il forte venne completamente ristrutturato e nel 1492 venne consegnato alla signoria.

La Cittadella è caratterizzata da un ampio fossato che circonda interamente le mura. Si basa su una struttura rettangolare centrale, che contiene il maschio, e con una serie di sette torrioni circolari.
All’interno un grande cortile centrale sul quale si affacciano gli alloggiamenti della guarnigione e le stalle.
Durante il 1800 subì alcuni rifacimenti. Il forte venne utilizzato per oltre cinquant’anni come carcere. Il suo restauro, ad opera della Soprindenza di beni storici della Liguria, ha favorito il sorgere di numerose attività culturali. La Cittadella ospita ogni anno la Mostra Nazionale dell’Antiquariato.

I Torrioni

33Nell’antica conformazione muraria la città di Sarzana era difesa da una serie di torrioni che costituivano l’accesso al borgo. Di questi, ai giorni nostri, sono arrivati il Torrione Testaforte, ilTorrione Genovese ed ilTorrione San Francesco. Attraversati i giardini di piazza Cesare Battisti ci troviamo di fronte il Torrione Testaforte, costruito nel 1513 dal podestà sarzanese Luchino Stella. Sul torrione la famiglia Carpena ha costruito la propria residenza. Proseguendo lungo le mura giungiamo alla Porta Nuova o di San Bartolomeo, meglio conosciuta come Porta Romana. Nel 1783 Pietro De Franchi, con un importante intervento di ristrutturazione, ha permesso il suo completo riutilizzo.

Transitando lungo via Torrione San Francesco arriviamo all’omonimo torrione realizzato anch’esso nel 1513. Fiancheggiando il fossato giungiamo al Torrione Genovese e al Torrione Stella.

Sul bastione del primo è ancora visibile San Giorgio che uccide il drago, simbolo dell’omonimo Banco genovese. Attraverso le mura (tra i due torrioni) è stata ricavata quella che oggi viene denominata Porta Parma. A pochi metri dalla porta parte una bellissima stradina, via Torrione Genovese, in ciottolato che ripercorre le antiche mura fino a raggiungere piazza San Giorgio, sede della Dogana.

Monumento ai caduti

44Il monumento ai caduti della Prima Guerra Mondiale venne inaugurato nel 1934 ed occupa la parte centrale di piazza Matteotti.

L’opera, realizzata dalla scultoreCarlo Fontana, è interamente in marmo di Carrara.

Il monumento simboleggia lo sforzo compiuto dall’Italia per arrivare alla vittoria nella Grande Guerra.

Su un lato i soldati trasportano a braccia un cannone lungo un sentiero di montagna.

Sul frontale del monumento spicca la vittoria alata (detta Procellaria) anch’essa opera del Fontana che, secondo gli esperti, è da considerare la parte più ammirevole del monumento.

Museo Diocesano

55Da alcuni anni l’ex Oratorio della Misericordia, dopo essere stato sottoposto ad un energico e complesso intervento di restauro, ospita nelle nuove sale una delle sezioni del Museo Diocesano Lunense. La struttura è sorta nel XVI secolo come sede della Confraternita dei Neri dopodichè ha subito ampie modifiche fra il XVII e l’inizio del XVIII secolo.

Il Museo chiude la bella piazzetta Firmafede che, attraverso la scalinata sulla destra, apre l’accesso all’omonima Fortezza Firmafede. Secondo il nuovo progetto che l’Amministrazione comunale sta curando, il Museo Diocesano dovrebbe entrare in un percorso museale che comprenderà l’antica fortezza ed il Seminario Vescovile situato in via Mascardi.

Oratorio della Trinità

66Ben al di fuori dell’antica cinta muraria, in quella che oggi è definita via Pecorina troviamo l’Oratorio della Trinità, che ha dato nome al quartiere sviluppatosi in quella zona.

L’oratorio è stato eretto alla fine del XVII secolo per interessamento di un esponente dell’antica casata sarzanese dei Casoni (lo stemma nobiliare è raffigurato diverse volte all’interno). La chiesetta era meta di una solenne processione dedicata appunto alla Santissima Trinità che il Senato genovese approvò nel 1686.

L’oratorio, che per l’incuria era caduto in forte degrado, è stato completamente restaurato dall’Amministrazione comunale ed oggi ospita manifestazioni multimediali organizzate prevalentemente dall’Ente Parco Montemarcello Magra.

Palazzo Comunale

77I fiorentini diedero incarico di costruire quello che oggi è il Palazzo Comunale ad uno dei più celebri architetti, Giuliano da Maiano. Era l’anno 1473.
Le varie controversie politiche e militari tra fiorentini e genovesi ritardò di molti decenni la realizzazione dell’opera. Si dovrà arrivare al 1547, quando ormai Sarzana era passata stabilmente sotto il dominio di Genova (più esattamente del Banco di San Giorgio), che la realizzazione dell’opera ebbe nuovo impulso con l’interessamento di Antonio Roderio.
Nel 1554 termino la costruzione (come ricorda la stritta posta sull’erchitrave della porta che da ingresso alla sala del Consiglio Comunale).
E, non a caso, proprio sul frontale della scalinata venne posto l’immagine marmorea di San Giorgio che sconfigge il drago. L’opera, originariamente, era posta nell’antica loggia della Dogana dove, del 1400, si trovava l’unica porta della cinta muraria.

Piazza Garibaldi

88Nell’omonima piazza, proprio davanti al Teatro degli Impavidi, lo scultore Carlo Fontana realizzò l’imponente statua a Giuseppe Garibaldi.
Il monolite in marmo di Carrara si staglia su un piedistallo su cui poggia la figura dell’eroe dei due mondi, il cui volto è ritratto lateralmente su uno scudo.
Secondo i cirtici dell’arte non è certo la miglior opera dell’artista sarzanese in quanto la sua mole è ritenuta sproporzionata rispetto all’equilibrio regolare della piazza.

Santa Croce

99A pochi passi da piazza Calandrini c’è via Rossi dove si trova uno degli oratori più belli di Sarzana. Si tratta dell’Oratorio di Santa Croce. L’Oratorio è legato alla devozione verso il “Volto Santo” che venne scolpito da Nicodemo e sarebbe giunto a Luni nell’anno Santo del 782. In seguito venne trasferito nel Duomo di Lucca. Nella volta del vano absidale troviamo un affresco che raffigura la gloria dello Spirito Santo ed è conservato un crocifisso che riprende la tipologia del Volto Santo. Una croce processionale lignea del XVII secolo è conservata sull’altare di sinistra. Nei primi anni del ‘700 nell’Oratorio venne istituita la società della Beata Vergine dei sette dolori, alla quale si ricollega l’Addolorata che veniva portata in processione durante la settimana Santa.

Seminario vescovile

101A poche decine di metri da piazza della Cittadella, dove si trovano le mura possenti della Fortezza Firmafede, ci incamminiamo verso via Mascardi dove, al numero civico 93, ha sede il Seminario Vescovile. La struttura, realizzata nel 1605, è giunta come la vediamo oggi dopo numerose ristrutturazioni e ampliamenti.
All’interno è conservata la biblioteca “Niccolò V”, ricca di oltre 100.000 volumi. Nel Seminario trovano posto gli archivi della Curia Vescovile e del Capitolo Lunense. Il documento più prezioso conservato è sicuramente il Codice Pelavicino, redatto dal vicario imperiale Oberto Pelavicino, indispensabile per lo studio del territorio nell’età feudale. La raccolta di codici fu voluta dal vescovo Enrico da Fucecchio. Si tratta dei documenti più importanti relativi al comitato episcopale.