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La Festa della Donna a Sarzana

Posted by on Mar 27, 2017 in Uncategorized |

Per la Festa della Donna 2017 Sarzana ha voluto strafare. All’universo femminile non è stato dedicato infatti un solo giorno, ma un intero week end, dal 3 al 5 di marzo, che è stato animato da tante iniziative tutte dedicate all’altra metà del cielo. Il fulcro dell’intero evento è stata la Fortezza Firmafede che ha ospitato gli appuntamenti più importanti di questa prima edizione della “Città della Donna” che ha avuto inizio il venerdì sera con gli interventi istituzionali e con le presentazioni di rito. Città della Donna è un’idea della Società Cooperativa Earth che ha avuto il patrocinio del comune e ha messo in rete tante realtà “rosa” con lo scopo di presentare il mondo femminile, da ieri ad oggi, in ogni sua sfaccettatura. Città della Donna ha avuto un importante compito, quello di aprire la stagione primaverile delle manifestazioni sarzanesi, e lo ha fatto con un notevole dispiego di forze e di energie. Nelle giornate di sabato e domenica, dalla mattina fino a sera inoltrata, è stato infatti possibile partecipare a tante iniziative diverse, a partire dai convegni tematici che sono stati tenuti da esperti o operatori accreditati e che si sono orientati su alcuni degli aspetti di maggiore attualità. Si è parlato infatti della violenza contro le donne, che al giorno d’oggi spesso si lega anche all’uso errato che viene fatto dei social network e della mancanza di tutela della privacy (purtroppo ci sono numerosi tragici episodi di cronaca nera che lo testimoniano) e della disuguaglianza tra i generi, che si fa fatica a superare. Città della Donna ha puntato molto non solo sulle parole, ma anche sulle immagini, organizzando mostre di varia natura. Ad esempio, c’è stata la mostra allestita dal Circolo Fotografico Sarzanese, in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Carrara che ha mostrato le donne di oggi impegnate nei vari ambiti della vita; c’è poi stata l’esposizione di Giuliana Traverso, fotografa che ha tracciato un ritratto della donna italiana dagli anni del dopoguerra fino ad oggi, per mostrare l’evoluzione che essa ha avuto. Si è così potuto constatare che la bellezza femminile non è rimasta sempre uguale a se stessa, perché con il passare del tempo cambiano i canoni correnti. I corridoi della Fortezza sono stati popolati da stand e banchetti allestiti dalle associazioni del territorio che combattono la violenza contro le donne, che hanno dato vita anche a svariati momenti dimostrativi, ad esempio sulle tecniche di difesa personale. Alla manifestazione ha partecipato anche la Rete dei Librai Sarzanesi, che ha organizzato alcuni incontri in cui si è discusso di grandi romanzi del passato e del presente le cui protagoniste sono grandi figure femminili. Chi ha voluto ha avuto anche l’opportunità di partecipare alle visite guidate alla Fortezza e ai sotterranei. Città della Donna è stata un grande successo e ha trovato il suo momento clou nell’incoronazione della “Donna Città di Sarzana”, riconoscimento che il Comune ha voluto conferire ad una donna che si è distinta in modo particolare nel corso dell’anno passato all’interno del tessuto cittadino. La vincitrice è stata Melissa Forti, che gestisce il locale “Melissa Tea Room & Cakes” riuscendo sempre a stupire la sua clientela con nuove bontà e dolcezze. La tre giorni di Città della Donna è stato un bell’esperimento per Sarzana, poiché è stato un evento che è riuscito a coniugare impegno sociale con divertimento e intrattenimento.

Il Talent Garden di Sarzana compie un anno

Posted by on Mar 10, 2017 in Uncategorized |

Un anno fa a Sarzana è stato inaugurato un nuovo spazio che rappresenta una novità davvero encomiabile per una cittadina tutto sommato di dimensioni ridotte, ma che decisamente ambisce di mettersi alla paria con altre realtà ben più grandi e strutturate. Si tratta del “Talent Garden”, un luogo che si può definire davvero al passo con i tempi nel tentativo di strutturare una nuova idea di lavoro. In Italia purtroppo il mondo del lavoro è decisamente stagnante: svanito ormai il miraggio del posto fisso un numero sempre maggiore di persone decide di dedicarsi ad attività freelance, nel tentativo di mettere a frutto le proprie capacità ed anche di esplorare nuovi settori produttivi, laddove quelli del passato hanno ormai dimostrato di non poter più funzionare. Un creativo che lavori in autonomia non ha però che due scelte: chiudersi in casa, dove si possono avere sempre tante distrazioni e dove inevitabilmente si finisce per isolarsi rispetto al resto del consesso umano; oppure affittare un ufficio, il che spesso è molto costoso e non è quindi sostenibile per chi ha un’attività da avviare,o comunque non riesce a maturare che scarsi guadagni. Allora a Sarzana si è pensato di dare vita ad un luogo dove potesse realizzarsi una forma di coworking. Questo termine è sempre più diffuso in Italia anche se poco praticato: il coworking è sostanzialmente la possibilità di far lavorare insieme, in uno stesso ambiente, anche professionalità diverse. Senza interferire l’un con l’altro, ma anzi dando vita ad un positivo e vitale circolo di idee, il coworking stimola la creatività, diminuisce i costi, offre un nuovo spazio tutto da inventare. Il “Talent Garden” è esattamente questo: si tratta di uno spazio condiviso, con tante postazioni computer e angoli dedicati ai bambini e ai momenti di svago, dove chi vuole può affittare un suo spazio a costi ridotti. Il tutto è stato realizzato con materiali sostenibili ed eco compatibili, ed è stato inaugurato il 24 febbraio del 2016. Il 24 febbraio del 2017 si è voluto quindi festeggiare il primo compleanno del Talent Garden, aprendone le porte alla cittadinanza di Sarzana affinchè questa positiva realtà potesse essere apprezzata e conosciuta da tutti. A festeggiare il Talent Garden sono intervenute quattro persone, ognuna delle quali ha tenuto un piccolo intervento per spiegare scopi e finalità del progetto di coworking che il comune di Sarzana ha voluto inaugurare, soprattutto illustrandone l’importanza per il futuro dei giovani creativi. Dopo i discorsi introduttivi del sindaco di Sarzana Alessio Cavarra e dell’Assessore alle politiche del lavoro Beatrice Casini, è stata quindi la volta del fotografo Daniele Barraco. Barraco è noto soprattutto per aver immortalati molti personaggi famosi del mondo dello spettacolo e ha tenuto l’intervento “L’Idea al servizio della creatività”. Dopo di lui ha portato la sue esperienza Matteo Arfanotti, artista eclettico che spazia dalla pittura all’architettura al design e che è stato campione Italiano di Bodypainting 2012; lui ha tenuto l’intervento “L’Idea al servizio dell’arte”. Di “L’Idea al servizio del #lavorobenfatto” ha parlato Vincenzo Moretti, sociologo e autore del blog #lavorobenfatto che viene pubblicato sul portale internet Nòva del Sole 24 Ore. In conclusione Demetrio Chiappa, Presidente della cooperativa Doc Servizi – l’arte si fa lavoro, con il discorso “L’Idea al servizio dell’Impresa” racconterà ciò che la sua cooperativa è riuscita a realizzare al Talent garden di Sarzana. L’evento si è infine concluso in musica con il Djset di Glauco Nuti.

Chiusura dell’Anno Fiasellesco a Sarzana

Posted by on Feb 28, 2017 in Uncategorized |

Quando si dice che l’Italia è un Paese in cui i tesori artistici si celano davvero in ogni luogo non è soltanto per via di un luogo comune, in quanto si scopre facilmente come questo assunto corrisponda a verità assoluta. Difatti praticamente in ogni città, grande o piccola; in ogni borgo e in ogni comune, si possono trovare opere d’arte di inestimabile valore sotto molti punti di vista. Ad esempio, per Sarzana è un tesoro inestimabile e irrinunciabile un quadro che è custodito nella chiesa di San Lazzaro e che si lega in modo imprescindibile alla storia della città. Il dipinto si intitola “San Lazzaro implora la Vergine per la città di Sarzana” e fu commissionato all’artista Domenico Fiasella il 4 marzo del 1616, in base a quel che risultata dai registri dell’Archivio Comunale di Sarzana. L’anno scorso quindi, in occasione del centenario di questa data, fu dato l’avvio all’Anno Fiasellesco, che giunge ora, nel 2017, alla sua conclusione. Ma cos’ha di tanto speciale questo quadro, al di là del suo pregio pittorico? Domenico Fiasella nacque a Sarzana, ma viaggiò molto e a lungo oltre i confini della sua città: andò da Genova a Roma per apprendere nuovi stili, e passò dall’iniziale manierismo all’approccio con le prime avanguardie del barocco. Rimase però sempre legato alla sua terra di origine, tanto che il pittore è noto anche, semplicemente, come “il Sarzana”. Oltre alla levatura artistica del suo esecutore, il quadro che raffigura San Lazzaro ai piedi della Vergine ha un altro innegabile pregio agli occhi della cittadinanza sarzanese. Infatti in esso è anche riprodotta la città stessa così come appariva nel XVII secolo, ovvero ben diversa da come è oggi. Nel quadro si può ancora ammirare la porta a mare, che non c’è più. Si vede lo stemma di Genova che sormontava tale porta, ingresso a Sarzana per chi percorreva la via Romea; si notano le torri campanarie della chiesa di Sant’Andrea e di quella di Santa Maria Assunta, e la mole della fortezza di Sarzanello. L’assessore per la Cultura Sara Accorsi ha ricordato come l’amministrazione comunale abbia voluto indire l’Anno Fiasellesco per ricordare le radici profonde della città, ribadendo un legame culturale che si esplica soprattutto con la frazione di San Lazzaro e poi con Sarzana tutta. Tra le altre cose, in occasione di questo evento lungo 365 giorni è stato anche pubblicato in una nuova edizione il libro scritto nel 1876 da Achille Neri, studioso che raccontava l’origine e la crescita della città di Sarzana. Nei pochi giorni che ormai separano l’evento dalla sua conclusione sono ancora previsti molti importanti incontri. Dal 25 febbraio fino al 5 marzo si potrà visitare la mostra “Domenico Fiasella Rivisitato”, che espone le rielaborazioni operate dagli studenti del liceo artistico Cardarelli de La Spezia. Domenica 26 febbraio e domenica 5 marzo 2017 si svolgeranno le visite guidate “Alla scoperta di Domenico Fiasella”, che ne ripercorreranno i luoghi rappresentativi. Sabato 4 marzo si terrà la conferenza “Gli esordi di Domenico Fiasella”, in occasione della quale ci sarà anche la presentazione del libro di Neri. Infine, sempre sabato 4 marzo, si terrà il concerto “Dal Barocco al Romanticismo”. Il costo previsto per il libretto di Neri, pubblicato congiuntamente agli Atti dell’Anno Fiasellesco, è di 10 euro che serviranno a finanziare altre iniziative del circolo “Don Vincenzo Musso” della Parrocchia di San Lazzaro di Sarzana, fautore di questa iniziativa.

Stagione di musica per Sarzana

Posted by on Feb 22, 2017 in Uncategorized |

Da gennaio a maggio torna a Sarzana una manifestazione che in pochissimo tempo è diventata un appuntamento immancabile e di altissima qualità. Si tratta di “Le domeniche in musica”, una serie di incontri musicali che sono aperti liberamente al pubblico e si svolgono a partire dalle ore 18:00 nella Sala Consiliare del Comune di Sarzana. Tutto l’evento è curato dall’associazione “Amici della Musica”, con il supporto dell’assessorato al Turismo e alla Cultura che ha ribadito i suoi più sinceri complimenti per una manifestazione, così ha detto l’assessore Sara Accorsi, che fa onore alla città in quanto ne innalza il livello culturale. E in effetti “Le domeniche in musica” di Sarzana nell’edizione 2017 presenta davvero alcuni incontri di grande interesse, sicuramente curiosi, di certo emozionanti. Tutta la rassegna è stata dedicata allo strumento musicale per eccellenza, quello di cui la natura stessa ci ha forniti, vale a dire la voce umana. In una sorta di viaggio nel tempo, di domenica in domenica si ripercorrono i vari generi musicali che hanno fatto della voce la loro espressione massima, fino ad arrivare ai giorni nostri. Il primo appuntamento si è svolto il 22 gennaio ed aveva il titolo “Le donne… all’Opera e… all’Opera con le donne; intrighi, seduzioni e tradimenti”; ne sono stati protagonisti Maria Simona Cianchi e Claudia Muntean, entrambe soprano, ed il pianista Giuseppe Santucci. Come si può facilmente intuire, in questo appuntamento si sono ripercorse tutte le arie più celebri della lirica, soprattutto le voci femminili, quelle che esprimono grandi sentimenti, spesso esagerati, emozioni fortissime che vengono raccontate attraverso note e musica. A seguire ci saranno altri incontri non meno interessanti. Il 19 febbraio si tratterà il genere dei lied, termine che indica in modo generico le canzoni ma che individua un tipo di canto che si faceva in ambienti chiusi e ristretti. Uno dei maggiori compositori di lied fu Fraz Schubert, e non a caso il concerto si intitola “Der Wanderer – Il Viandante”, perché questa era una delle tematiche più ricorrenti nei suoi lied. Schubert era ossessionato dall’idea del viaggio, inteso come peregrinare dell’uomo nella sua vita senza poter mai davvero possedere nulla. Il lied, a differenza dell’opera lirica, era un genere più intimo, meno urlato e più sussurrato, di grande fascino anche per i contemporanei. Il 19 marzo, con “Prima Danza Liberamente Jazz”, sarà la volta del genere musicale del jazz, un genere sofferto, la cui voce roca e appassionata ha ispirato moltissimi musicisti nel corso del tempo. La cantante Cristina Alioto, accompagnata al sassofono da Mauro Avanzini e al piano da Eugenio Corsaro, intonerà alcuni brani, più o meno celebri, che esprimono attraverso l’intensità della musica le molte contraddittorie emozioni che da sempre si agitano all’interno del cuore umano. Il 23 aprile si tratterà del genere del madrigale e di uno dei suoi maggiori compositori, Claudio Monteverdi, nell’incontro “Zefiro torna”. L’ottetto Vocale Lunaensemble intonerà alcuni dei madrigali composti da Monteverdi, componimenti a tema pastorale e rustico che vengono considerati in qualche modo la fine della musica antica e l’esordio della musica moderna e contemporanea. E sarà infine la musica contemporanea la protagonista dell’ultimo appuntamento de “Le domeniche in musica” di Sarzana. Il 21 maggio il Laboratorio di Musica Contemporanea (LabMusCont) del Conservatorio “G. Puccini” de La Spezia, sotto la direzione del maestro Andrea Nicoli, si esibirà in “Voce e oltre la Voce”, un concerto in cui si ripercorreranno tutte le sonorità più attuali, spesso disturbanti per l’ascoltatore in quanto caotiche e irrisolte proprio come è la nostra vita contemporanea.

L’Emporio della Solidarietà di Sarzana

Posted by on Gen 19, 2017 in Uncategorized |

In Italia i dati statistici dimostrano come, purtroppo, siano sempre più numerose che le famiglie che si trovano in difficoltà economica, al punto da non avere nemmeno la possibilità di mettere del cibo in tavola. I motivi per cui questo accade sono molteplici, ma in primis la povertà crescente è da imputarsi dalla mancanza di lavoro. Spesso padri di famiglia vengono licenziati da un impiego fino a quel momento considerato sicuro, e ricominciare non è mai facile. Come fare fronte dunque ad un periodo di difficoltà? Oltre alle misure che vengono prese a livello nazionale, ce ne sono altre che invece vengono adottate a livello locale: ogni comune si attiva, anche grazie agli enti di assistenza privati, al fine di sopperire alle necessità dei suoi abitanti. A Sarzana nel 2013 si è aperto un punto vendita chiamato “Emporio della Solidarietà”: qui le persone bisognose, munite di un’apposita card rilasciata dal comune, possono fare la spesa senza pagare, approvvigionandosi di tutto quanto è loro necessario. Visto il buon successo dell’iniziativa, e grazie alla generosità della Fondazione Carispezia, nello scorso mese di dicembre è stato possibile inaugurare un secondo emporio. Mentre il primo, più piccolo, si trova in via Gramsci, il nuovo punto vendita occupa gli spazi del Seminario Vescovile di via Castruccio Castracani. All’inaugurazione, che si è svolta il 22 dicembre, erano presenti tutti i rappresentati delle varie realtà che hanno contribuito alla realizzazione di questa seconda apertura: il vescovo e don Luca, che è il direttore della Caritas Diocesana locale; Matteo Melley, presidente della Fondazione Carispezia; Daniele Castagna, assessore al Welfare e Politiche Sociali del Comune di Sarzana; Matteo Bernardini, responsabile dell’Emporio della Solidarietà per incarico della Caritas. All’apertura del secondo Emporio infatti hanno dato il loro apporto, oltre alla Fondazione, anche la Caritas, il Distretto sociosanitario n°19 Val di Magra e il Comune di Sarzana. I locali sono stati messi a disposizione della Diocesi, mentre la gestione effettiva dell’Emporio verrà svolta dalla cooperativa La Piccola Matita. Il personale che gestirà il punto vendita sarà formato non solo dai volontari della cooperativa, ma anche dei borsisti del comune e alcuni migranti che fanno parte del progetto “Emergenza sbarchi”. Questi ultimi sono già stati coinvolti anche nell’allestimento dei locali. Ma come funziona, con maggiore esattezza, l’Emporio della Solidarietà? L’idea è nata, come si diceva, per far fronte alle accresciute esigenze delle famiglie di Sarzana e del suo territorio; l’intento però non è di cronicizzare un disagio, ma solo di aiutare a superare una fase difficile. Infatti il comune eroga delle card in base al reddito a coloro i quali dimostrano di non avere risorse economiche sufficienti a mantenere uno stile di vita dignitoso. La card non ha mai una durata superiore ai 12 mesi, e viene caricata con importi variabili in base alla composizione del nucleo familiare. Presso l’Emporio, esibendo la card, i titolari possono essere riforniti di beni di prima necessità, come pane e latte, alimenti per bambini piccoli, pasta, olio, pomodori pelati e biscotti. Questa iniziativa ha dimostrato di essere molto efficace nel garantire un sostentamento dignitoso a chi non ha la possibilità di fare la spesa ed ha bisogno di aiuto. Il secondo Emporio sarà di grande efficacia affinché si possa aumentare il numero di card erogate e quindi si possa dare una mano concreta ad un numero maggiore di famiglie che vivono nella provincia.

Sarzana e De Andrè

Posted by on Dic 12, 2016 in Uncategorized |

Fabrizio De Andrè (1940-1999) è uno dei più noti cantautori italiani, ed ha legato a doppio filo la sua carriera con la sua origine ligure. Infatti De Andrè nacque a Genova e rimase sempre molto legato alla sua regione di appartenenza, che celebrò anche in uno dei suoi dischi più amati, “Creuza de mä” (1984) le cui canzoni furono tutte incise usando la lingua genovese. Più poeta che cantante, nei suoi brani De Andrè ha scandagliato l’animo umano in ogni suo aspetto, lasciando un retaggio prezioso a tutti coloro che lo hanno seguito. Oggi la città di Sarzana ha deciso di omaggiare la sua memoria facendolo nel modo migliore, vista la sua personalità eclettica. Per Fabrizio De Andrè a Sarzana non ci sarà un monumento commemorativo, una fredda lapide o una statua priva di vita, ma verrà costruito un palcoscenico su cui i nuovi talenti cantautoriali italiani possano trovare uno spazio su cui esibirsi. L’ambizioso progetto è stato presentato con malcelato orgoglio dall’amministrazione comunale della città il 26 novembre 2016 durante una conferenza stampa in cui sono stati illustrati nel dettagli gli interventi che verranno effettuati nei prossimi mesi. L’idea di costruire un palco stabile dedicato a De Andrè è venuta in seguito ai lavori che si sono resi necessari in piazza De Andrè, adiacente alla centrale via Landinelli. Durante la pavimentazione di via Landinelli sono state rinvenute tracce dell’antica cinta muraria. Previ accordi con il Ministero dei Beni Culturali, lo scavo è stato richiuso, lasciando un percorso superficiale che testimonia il luogo in cui un tempo correvano le mura di cinta di Sarzana. Per riqualificare l’intera piazza e conferirle un nuovo volto artistico-culturale si è deciso quindi di affidare allo Studio Associato D.N.A degli architetti Federica Cozzani e William Brutti, in con i quali hanno collaborato anche gli architetti Mattia Ferracciolo e Cristina Damerini e l’ingegner Patrizio Bellucci, la progettazione di una struttura che potesse ottemperare ad un duplice scopo. Da una parte si desiderava qualcosa che ricordasse la figura di Fabrizio De Andrè ma, come si diceva, non in modo tradizionale. Dall’altra parte l’amministrazione comunale aveva desiderio di costruire qualcosa che facesse diventare la piazza un punto di ritrovo, un luogo ideale in cui organizzare eventi che animassero e riqualificassero anche l’adiacente via Landinelli. Il progetto che è stato presentato dagli architetti è molto semplice ma unisce in modo egregio estetica e funzionalità. Si tratta di un palcoscenico, una struttura che però non sarà rimovibile ma fissa. Il palco infatti verrà realizzato in Corten, un materiale innovativo di natura metallica molto resistente agli agenti atmosferici.

Le dimensioni del palco saranno di sei metri per quattro, e sarà corredato da due cortine laterali sulle quali verranno incisi il volto di Fabrizio De Andrè e alcuni versi delle sue canzoni. Le incisioni verranno retroilluminate, creando un effetto molto suggestivo. Al palco si accederà tramite delle scale, anch’esse illuminate a led. L’illuminazione del palco-monumento sarà sincronizzata con quella stradale, ma potrà essere anche attivata autonomamente. C’è l’intenzione di usare il palcoscenico per realizzare spettacoli, eventi culturali e concerti, tanto che sono stati predisposti gli attacchi per le luci e i riflettori e le canalizzazioni necessarie nel momento in cui bisognerà montare un impianto acustico. D’altro canto la piazza ha una perfetta diffusione del suono, e già si prevede che qui verranno ospitati otto appuntamenti dell’Acoustic Guitar Village, insieme ad altri eventi organizzati dal Laboratorio De André, dall’Armadillo Club. La gestione del palco verrà portata avanti da Arci Val di Magra e Uisp La Spezia-Val di Magra. Il sindaco Alessio Cavarra si è detto molto soddisfatto del progetto.