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Sarzana: artigianato artistico e bolidi rombanti

Posted by on Mag 22, 2018 in Uncategorized |

Sarzana è una città che sta lavorando molto per crearsi un volto amichevole, che possa attirare i turisti per 365 giorni l’anno e non soltanto nel periodo estivo. Questo è l’obiettivo che fin dal suo insediamento si è prefissata l’amministrazione del sindaco Alessio Cavarra, e che è stato portato avanti a suon di riqualificazioni urbane, eventi sparsi nel corso di tutto l’anno, e precise priorità comunali. Ad esempio, l’amministrazione ha di recente premiato le botteghe artigiane e i locali storici della città consegnando loro delle targhe da poter affiggere fuori dal proprio spazio commerciale. A Sarzana ci sono molte piccole attività presenti da oltre 50 anni che animano soprattutto il centro storico. La loro attività non deve essere data per scontata, ha ricordato il sindaco Cavarra alla cerimonia di premiazione. Ormai, purtroppo, queste piccole botteghe sono minacciate dai grandi centri commerciali, per non parlare degli shop on line. Questo tipo di concorrenza sembra impossibile da sbaragliare, ma è ferma convinzione invece dell’amministrazione comunale che la presenza di botteghe storiche e artistiche non possa che rappresentare una punto di forza per la città. Per questo a questi piccoli artigiani e imprenditori viene offerto il massimo supporto, affinché possano continuare a mantenere vita un centro urbano che è molto apprezzato dai turisti. Le eccellenze locali sono la lavorazione del ferro battuto e il restauro, ma molte altre sono le attività insignite dei due riconoscimenti erogati: “Bottega Storica” o “Eccellenza di Artigianato Artistico”. Sarzana vuole proporsi come centro virtuoso dove una delle caratteristiche più tipiche della popolazione italiana, ovvero l’abilità artigiana, torni ad essere valorizzata. D’altro canto, sembra che ai turisti piaccia molto scoprire le eccellenze di un territorio, a dispetto della grande distribuzione che di certo offre prezzi migliori, ma prodotti di scarsa qualità. Un grande successo l’amministrazione Cavarra lo ha riscosso inoltre nella giornata del 18 maggio 2018, quando la città è stata invasa da ben 10 mila visitatori, attirati questa volta non solo dalla bellezza urbanistica della cittadina o dalle botteghe artigiane, ma dai bolidi rombanti delle Mille Miglia. È stato un vanto per la città poter tornare ad essere una tappa di questa storica corsa di auto storiche dopo oltre 50 anni, e il successo è stato superiore alle aspettative. Massimiliano Giampedroni, presidente del “Comitato di accoglienza 1000 Miglia”, ha sottolineato come la troupe di cameraman che si muove al seguito della corsa abbia deciso di fare alcune riprese proprio a Sarzana, Queste immagini entreranno a far parte del filmato promozionale delle Mille Miglie, dando alla città una visibilità inattesa. Nell’intero circuito, infatti, solitamente vengono scelte solo tre località per le riprese, e Sarzana non doveva essere tra queste. Però, l’incredibile afflusso di pubblico e la bellezza delle location prescelte per le varie tappe della corsa giunta a Sarzana sono stati tali da spingere gli organizzatori a cambiare i propri piani. Complice una bellissima giornata di sole, il passaggio delle Mille Miglia è stato una festa aperta dal giro d’onore del sindaco su una Balilla, a cui sono seguite le altre 400 vetture d’epoca. A richiamare pubblico anche alcuni dei volti noti che erano alla guida di alcune di queste splendide vetture, come il cantante Piero Pelù e l’attore premi Oscar Adrien Brody. La festa si è poi protratta anche nelle due giornate successive, riconfermando Sarzana come capitale indiscussa delle Mille Miglia edizione 2018.

Parte la progettazione del PUC di Sarzana

Posted by on Mag 22, 2018 in Uncategorized |

Tutte le città italiane sentono il bisogno di essere “ripensate”, alla luce delle nuove esigenze della contemporaneità e alla ricerca di una sostenibilità che le proietti verso il futuro e che non le faccia avvizzire sul proprio passato, come troppo spesso accade. Per l’amministrazione comunale di Sarzana questo è da tempo un obiettivo primario, e ambizioso: scrivere un nuovo PUC (Piano Urbanistico Comunale) che renda Sarzana una città vivibile e appetibile 360 giorni l’anno, capace di attirare turisti al di là dei grandi eventi, e capace di far vivere bene i suoi cittadini. Ora sembra che questo progetto a lungo accarezzato stia per concretizzarsi, nei tempi opportuni, ovviamente, ma ha finalmente trovato i nomi giusti affinché possa dipanarsi senza intoppi fino ad una redazione definitiva. L’amministrazione comunale ha infatti individuato due grandi nomi che si sono resi disponibili ad approcciare questa materia difficile ma affascinante: si tratta di Tito Boeri, architetto, e di Massimo Giuliani, urbanista. Si tratta di due veri “big” del settore che hanno già dato prova delle loro grandi qualità. Boeri è ricordato soprattutto per il suo “bosco verticale”, progetto inaugurato a Milano e che dovrebbe essere replicato anche in Albania, a Tirana. Giuliani ha già realizzato numerosi interventi di riqualificazione in svariate città del nord Italia. Questi due professionisti non solo hanno accettato l’incarico dato dal sindaco Cavarra, ma hanno anche assicurato che lo porteranno a termine in 200 giorni (contro i tre anni previsi inizialmente) e con un notevole ribasso rispetto al prezzo inizialmente stabilito (76.000 euro anziché 118.000 euro previsti). Alcune delle linee guida che verranno seguite sono già ben chiare; per il resto la redazione del PUC si pone come un work in progress nel quale si intende coinvolgere anche gran parte della popolazione sarzanese. Il primo obiettivo che è ben chiaro è il recupero delle aree che al momento risultano marginali o non adeguatamente sfruttate, e si prevede una generale riqualificazione degli spazi, anche in termini di aree ad oggi considerate edificabili. I punti programmatici che sono stati annunciati sono cinque, e riguardano diversi aspetti della vivibilità della città. Il primo aspetto che si terrà in considerazione è quello relativo alla “rigenerazione urbana”, che era quello di cui si parlava: si cercherà cioè di riqualificare, dando loro nuova vita, edifici e spazi che oggi risultano “zone morte” di Sarzana. Non di secondaria importanza è la tematica “territorio e ambiente”, poiché il PUC riguarda tutto il territorio comunale di Sarzana. Si intende creare un nuovo equilibrio tra costruito e natura, in modo tale che l’urbanizzazione non soffochi del tutto gli ambienti naturali, dando anche nuovo spazio all’agricoltura. Ovviamente, uno dei nodi principali che il PUC dovrà affrontare è quello del “turismo”, che è una delle risorse principali della città ma che deve essere organizzato in modo tale da arricchire e non depauperare, o peggio, devastare il territorio. Si cercherà di implementare “l’attrattività urbana”, con progetti che stimolino la crescita dell’industria 4.0 e la ripopolazione del centro storico. Infine, un punto di principale importanza, per quanto elencato da ultimo, è quello della “mobilità” che dovrà privilegiare il trasporto pubblico in modo da rendere più vivibile la città con una viabilità che garantisca la sicurezza dei cittadini. Boeri e Giuliani hanno anche spiegato che nella redazione del PUC intendono coinvolgere anche i comuni vicini a Sarzana, poiché è necessario che tutto il territorio si sviluppi in modo armonico e coeso.

L’olio di Sarzana a Sol&Agrifood di Slow Food

Posted by on Apr 23, 2018 in Uncategorized |

Negli ultimi anni l’attenzione verso quello che si mette in tavola è cresciuta esponenzialmente man mano che si è capito come salute e cibo vadano di pari passo. Ormai è palese che la maggior parte delle patologie più diffuse nella società occidentale si lega ad un’alimentazione sbagliata, carente, troppo ricca di grassi e priva invece di altri nutrienti di cui il corpo umano ha bisogno. I cibi che vengono prodotti dalla grande industria, purtroppo, rispondono a logiche che spesso hanno poco o nulla a che fare con il benessere del consumatore. Al primo posto ci sono sempre interessi di tipo economico, poi vengono le normative che spesso sono a scapito della qualità, pur dicendo di tutelarla. Il commercio di massa dei generi alimentari ha portato piano piano a scomparire le tante piccole realtà locali che, specie in Italia, hanno sempre garantito la conservazione della biodiversità e la creazione di un’offerta differenziata, capace di andare incontro alle esigenze della clientela. Come dicevamo, però, negli ultimi anni si è andati via via riscoprendo l’importanza di recuperare alcuni valori, nel settore alimentare, che sono andati perduti. Questo perché non tutti i produttori si sono arresi alla logica dei grandi mercati ma hanno continuato, con coraggio e innumerevoli difficoltà, a portare avanti un discorso che si basa sulla qualità delle materie prime, su una produzione di nicchia ma di altissimo valore nutrizionale e anche, diciamolo, di gusto. È in questo ambito che nasce lo Slow Food, un’associazione che si è posta a tutela di tutti questi piccoli produttori al fine di valorizzarne le produzioni “di nicchia” creando una grande bacino di utenza di quei consumatori che sono attenti alla salute e al benessere, che non si lasciano incantare dalle sirene del marketing rutilante della grande distribuzione ma preferiscono aiutare e stimolare i produttori locali. Nel mese di aprile 2018, nell’ambito della grande fiera del Vinitaly che ogni anno a Verona attira centinaia di migliaia di visitatori da tutto il mondo, martedì 17 si è svolto anche un altro evento promosso dallo Slow Food, più defilato ma non meno importante. Il protagonista di Sol&Agrifood, questo il nome della manifestazione, è stato infatti quest’anno l’olio extravergine di oliva. L’olio di oliva italiano sta vivendo una profonda crisi non perché la qualità del prodotto sia diminuita, ma perché è diventato paradossalmente più conveniente importare prodotti dall’estero che però hanno caratteristiche decisamente inferiori a quelli nostrani. Nell’ambito di Sol&Agrifood è stato presentato il progetto di Slow Food di creare un presidio per l’olio extra vergine di oliva. Nel corso degli ultimi anni si è girata l’Italia al fine di selezionare le aziende agricole più rispettose della filiera tradizionale, quelle che cercano di preservare e tutelare cultivar antiche che rischiano di scomparire. Lo scopo del presidio è anche quello di affinare il palato del consumatore, di insegnargli a riconoscere un prodotto di vera qualità per non correre il rischio di rimanere vittima di sofisticazioni alimentari. In tutta la penisola Slow Food ha selezionato circa 600 aziende che possono definirsi davvero “virtuose” nella produzione dell’olio. Tra queste ce ne sono 19 della regione Liguria e una di Sarzana, ovvero “Il Monticello” dei fratelli Neri. Questa è l’unica etichetta della provincia de La Spezia presente fra i 19 extravergini liguri che sono stati selezionati dalla Chiocciola di Slow Food e che ora fa parte della guida on line che si può trovare sul sito dell’associazione. Il desiderio è che venga creato un evento aperto a tutti, simile al Vinitaly, che però abbia come protagonista l’olio extravergine di oliva.

Sarzana contro tutte le mafie

Posted by on Apr 23, 2018 in Uncategorized |

Lo scorso 21 marzo 2018 si è svolta la Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, voluta da Libera, Avviso Pubblico e Rai – Responsabilità sociale; la giornata si è svolta sotto l’alto patronato del Presidente della Repubblica. Questo appuntamento si è ripetuto per la sua ventitreesima edizione, ma il messaggio che lancia è sempre di strettissima attualità: ed è la necessità di combattere con l’impegno personale la criminalità organizzata che è infiltrata in molteplici ambiti della vita sociale italiana. Anche la città di Sarzana quest’anno ha partecipato in modo attivo, in quanto è stata scelta quale luogo di riferimento per la Regione Liguria, mentre la “capitale” della giornata, a livello nazionale, è stata Foggia. Se quando si pensa alla “mafia” vengono subito in mente le regioni del sud Italia, non si deve dimenticare invece che la criminalità organizzata, purtroppo, è diffusa su tutto il territorio nazionale. Nella provincia di Sarzana la DIA (Direzione Investigativa Antimafia) ha accertato la presenza della ‘ndrangheta, infiltrata ad ogni livello della vita delle istituzioni. Inoltre, anche Sarzana ha avuto il suo martire per via della mafia: si tratta di Dario Capolicchio, al quale è intestata la sezione locale di Libera. Capolicchio era un giovane sarzanese che, il 27 marzo 1993, si trovò coinvolto nella strage di via dei Georgofili a Firenze, rimanendo ucciso, e che ovviamente è stato ricordato nel corso della giornata del 21 marzo, insieme a tutti gli altri che hanno perso la vita per via delle varie organizzazioni criminali italiane. A Sarzana la giornata si è svolta secondo il seguente programma: al mattino si è svolto il corteo in memoria delle vittime delle mafie, a partire da piazza Don Dino Ricchetti e fino a pizza Matteotti, dove è stato letto l’elenco dei nomi. A seguire, nel pomeriggio, si sono svolti seminari e convegni di approfondimento. Alle ore 15:00 Stefano Busi, di Libera Liguria, ha animato la tavola rotonda con i ragazzi delle scuole superiori dal titolo “Non solo mafie: reti criminali e corruttive in Liguria” presso la Casa della Salute. A seguire, presso I Fondachi, si è tenuto l’incontro “Liguria, terra nella Terra: riflessioni e pensieri sulla tutela dell’ambiente” e “Nomi e numeri dei beni confiscati”, convegno a cui è seguita la visita guidata al “Quarto Piano” e a “Ghigliolo Terre Libere”, beni confiscati alla mafia e poi riutilizzati a scopi sociali. Non sono mancati laboratori per le scuole medie ed elementari, ed anche momenti di intrattenimento come la proiezione del film “Noi e la Giulia”. A chiudere la giornata è stato Dario Vergassola, che ha offerto il suo caustico punto di vista sulle mafie e sul modo migliore per debellarle dal nostro territorio. Il referente regionale di Libera, Stefano Busi, ha spiegato come la scelta di Sarzana per ospitare queste iniziative sia stata fortemente voluta quest’anno, in cui ricorre il venticinquesimo della morte di Capolicchio, ma in cui la città può celebrare altri importanti traguardi. Il recupero dei beni confiscati alla mafia, le tantissime iniziative che vengono organizzate continuamente da Libera Liguria (284 ore di attività in 54 classi scolastiche e 46 scuole coinvolte, 18 incontri pubblici, 17 momenti di formazione, 7 spettacoli teatrali, 6 cene) hanno consentito all’associazione di crescere e di radicarsi sempre più sul territorio, dimostrando che le mafie si possono combattere con l’impegno personale e con la sensibilizzazione del pubblico più giovane.

Un nuovo evento culturale a Sarzana: la mostra dedicata a Galileo Galilei

Posted by on Mar 26, 2018 in Uncategorized |

La Fortezza Firmafede torna a confermare la sua vocazione culturale diventando sede di eventi che rivestono un notevole peso nell’ambito della formazione dei ragazzi delle scuole, ma anche dell’approfondimento delle conoscenze di ognuno di noi. Dopo la grande mostra dedicata ad Andy Warhol che ha riscosso un grande, e non del tutto inatteso, successo, a partire dal 24 marzo una nuova esposizione viene ospitata nelle sale dell’avita fortezza. Si tratta di un percorso di visita molto diverso dal precedente ma non meno interessante, che questa volta ha ad oggetto non la figura di un artista famoso ma di uno scienziato tra i più noti in Italia e nel mondo: Galileo Galilei (1564-1642). A Galileo dobbiamo moltissime delle più importanti innovazioni che la scienza contemporanea oggi ha dato per assodate, ma che ai suoi tempi rappresentarono una vera e propria rivoluzione che gli costarono un processo per eresia. La mostra che si terrà a Sarzana fino al 6 maggio 2018 è stata intitolata molto semplicemente “Galileo e la rivoluzione scientifica” ed ha come scopo quello di “riabilitare” la figura dello scienziato. Nell’immaginario collettivo Galileo fu un ribelle che si oppose alle nozioni impartite dalla Chiesa e che contrappose laicità e scienza alla fede. In realtà le cose non stanno esattamente in questo modo, in quanto Galileo era pur sempre un uomo dei suoi tempi e in realtà egli si muoveva sempre nell’alveo della fede cattolica, promuovendo anzi l’idea che scienza e fede non fossero affatto dicotomiche ma potessero procedere affiancate. Per questo la mostra appare come un momento di grande attualità, la cui inaugurazione tra l’altro avviene a pochi giorni dalla scomparsa di un altro grande scienziato dei nostri tempi, Stephen Hawking, a cui spesso la figura di Galileo è stata associata proprio per questo muoversi sempre in bilico tra fede e ragione. Scendendo più nel dettaglio del modo in cui la mostra è stata articolata, si deve premettere che essa si muove nel solco della precedente, che si è tenuta pure nella Fortezza Firmafede, dedicata a Leonardo da Vinci. Ci saranno quattro sezioni tematiche: la prima è una sorta di “introduzione” che racconta dei predecessori di Galileo, di coloro che hanno fornito i loro insegnamenti allo scienziato ed hanno posto le premesse per le sua rivoluzionarie ricerche. La seconda è invece imperniata sull’evento che maggiormente ha segnato la vita dello studioso, ovvero il processo a cui fu sottoposto e nel corso del quale rifiutò più volte di abiurare alle sue teorie, dovendo però alla fine cedere alle pressioni a cui era sottoposto. La terza sezione ci racconta come le idee di Galileo hanno cambiato il mondo scientifico, le innovazioni che lui ha introdotto, le idee “scandalose” al suo tempo che oggi sono ormai dati di fatto consolidati. L’ultima sezione, quella forse più interessante e di certo più curiosa, è quella che ospita dei modelli che ricostruiscono le macchine ideate e usate da Galileo per dimostrare le sue teorie. Ovviamente la mostra è dedicata in primis ai bambini e ai ragazzi in età scolastica. Infatti a loro saranno dedicate delle visite guidate e dei laboratori didattici che li aiuteranno ad approfondire i contenuti della mostra. L’evento è però molto interessante per tutti e consentirà anche di poter effettuare una visita completa della Fortezza. La Cooperativa Earth si è occupata del lato organizzativo e dell’allestimento, oltre che dell’ideazione della mostra, con il patrocinio del Comune di Sarzana e del MIBACT – Polo Museale della Liguria.

La Fiera delle Nocciole 2018 rinviata causa maltempo

Posted by on Mar 26, 2018 in Uncategorized |

C’è un appuntamento che ogni anno si ripete immancabilmente a Sarzana. Tra le tante manifestazioni che costellano l’anno della città ligure questo si può definire senza timore di smentita uno dei più tradizionali e, in un certo qual modo, storica. Si tratta della Fiera delle Nocciole. Le nocciole, insieme alle castagne, un tempo venivano conservate, una volta terminato il tempo della vendemmia, al fine di poter avere uno snack gustoso durante le lunghe sere invernali, da poter sgranocchiare magari davanti al fuoco del caminetto. Questi semplici frutti della terra riuscivano ad arricchire persino le più povere delle case. In molti paesi italiani c’è un’antica tradizione legata alla Domenica delle Palme: in quest’occasione venivano realizzate delle lunghe collane fatte di nocciole. Più la collana era lunga, più dimostrava l’abilità di chi l’aveva confezionata. Solo al termine della giornata era possibile disfare la collana per mangiarne i “grani”. Questo era considerato un buon auspicio per l’ormai prossimo arrivo della Primavera. In un certo senso è questo il retaggio che sta dietro la Fiera delle Nocciole di Sarzana, tanto più che si narra che il luogo dove oggi sorge il centro urbano un tempo in realtà fosse un vasto noccioleto. Da anni è dunque tradizione che due domeniche prima di Pasqua si svolga questa grande festa, dove le protagoniste non sono più le collane ma bancarelle colme di generi di ogni tipo, ovviamente a partire da quelli tipici del territorio, legati all’enogastronomia locale, fino gli articoli di hobbistica e artigianato. Per il 2018 però la data dell’appuntamento dovrà cambiare: le date previste erano tra il 10 e il 12 marzo, ma in questo fine settimana è stato previsto maltempo. Così, per non rovinare una fiera tanto attesa, l’amministrazione comunale ha deciso di spostare il tutto al week end immediatamente successivo alla Santa Pasqua. La Fiera delle Nocciole quest’anno così avrà luogo tra il 7 e il 9 di aprile. Questo spostamento è stato giustificato per due motivi: il primo è che in caso di maltempo non ci potrebbe essere il consueto gran flusso di visitatori che ogni anno anima le vie di Sarzana in occasione della fiera, visto che di solito intervengono non solo gli abitanti ma tutti i residenti in Val di Magra. Il secondo è che l’allerta meteo è stato emanato anche dalla Protezione Civile: vi è quindi il rischio di gravi disagi, soprattutto alla viabilità. Il motivo per cui la data sia stata spostata di ben un mese, invece di rinviare la manifestazione semplicemente al fine settimana successivo, è stato che per il mese di marzo erano già state previste moltissime altre iniziative. Non si vuole in alcun modo invece sminuire questa lunga e gloriosa tradizione: anche quest’anno, per il terzo anno di fila, la Fiera delle Nocciole avrà una durata di ben 72 ore con la presenza di 300 espositori che provengono da ogni parte della penisola e perfino da oltre i confini nazionali. L’unica differenza rispetto alle passate edizioni sarà la disposizione fisica delle bancarelle, visto che ci sono alcuni lavori in corso che hanno imposto alcune variazioni logistiche. Per il resto però tutto resterà invariato: il cambiamento di data non ha spostato infatti minimamente la minuziosa organizzazione che era già pronta ad entrare in opera per il 10 marzo, e che quindi non dovrà fare altro che rimandare i suoi sforzi per rendere anche l’edizione 2018 della Fiera delle Nocciole assolutamente indimenticabile.