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Posted by on Nov 12, 2017 in Uncategorized |

Quarta edizione di “La terra e le sue donne”

Al giorno d’oggi si parla sempre più spesso di “ritorno alla terra”. Nei decenni passati le campagne si sono spopolate un po’ ovunque in Italia, perché i giovani abbandonavano il duro lavoro dei campi per andare a cercare fortuna in città. Attualmente invece, complice la crisi economica e la disoccupazione alle stelle, oltre che il sovraffollamento delle città, si assiste invece ad un processo inverso. Sempre più giovani decidono di tornare a dedicarsi all’agricoltura, facendolo però ovviamente con la nuova consapevolezza che possiedono e con l’ausilio delle attrezzature tecnologiche. Se questo fenomeno è ormai conclamato, c’è però un aspetto che non viene considerato, e riguarda l’altra metà del cielo, le donne. Non sono infatti solo gli uomini a tornare a dedicarsi all’agricoltura, ma sono anche e soprattutto le donne, le quali con la terra hanno un vincolo speciale e profondo. Alle donne imprenditrici della terra è stata dedicata anche quest’anno, a Sarzana, la manifestazione “La terra e le sue donne”, giunta alla sua quarta edizione senza aver perduto nemmeno un po’ del suo smalto. “La terra e le sue donne” è da sempre organizzato da “Donne in campo” di Cia (Confederazione italiana agricoltori) Liguria ed è una via di mezzo tra una sagra, una festa e una mostra mercato dei prodotti che le donne della campagna riescono ogni anno a produrre e commercializzare. Quest’anno erano presenti ben 40 soggetti tra aziende agricole, hobbiste e tante addette ai laboratori che hanno animato le due giornate di festa, che si è svolta tra 30 settembre e il 1 ottobre. Tutto ciò che è stato esposto sui banchi del coloratissimo mercato che ha popolato la Fortezza Firmafede, scelta come splendida location dell’evento, è rigorosamente frutto del lavoro delle donne della terra. C’erano quindi tanti prodotti enogastronomici, dal miele all’olio, dai frutti alle verdure, fino a i saponi e agli articoli di artigianato come, ad esempio, i lavori all’uncinetto. Ma il programma della manifestazione ha voluto davvero pensare a tutti. Ad esempio, c’è stato uno spazio completamente dedicato ai bambini e animato dall’Associazione “Raglio Forte” di Fosdinovo. L’associazione ha messo a disposizione un asinello che i più piccoli hanno potuto cavalcare, affrontando anche un percorso ad ostacoli creato ad hoc che si poteva superare solo usando tanta, tanta pazienza con il placido animale. Alla fine ogni bimbo ha ricevuto la sua patente di cavaliere di asino! Si sono poi svolti numerosi laboratori, tutti a sfondo agricolo, come “Zucca in fiore” o “Gioco a fare l’orto”. Per i più grandi nella giornata di sabato è stato pensato un convegno tenuto da Lia Galli, che si avvale del titolo di “agrichef”. In “L’Arte del fare: coltura, cultura e culinaria” la Galli ha presentato il suo ultimo libro e ha tenuto uno showcooking con annessa degustazione. Il pomeriggio di domenica invece si è parlato di un’antica tecnica con Francesca Boreanaz, proprietaria dell’Agriturismo “Il filo di Paglia”, la quale ha tenuto l’interessante convegno “Fermentati thailandesi , autoproduzione e usi per una vita più ecologica”. Non sono mancati anche piccoli angoli artistici, con una mostra di fotografie che hanno ritratto le donne sul loro “luogo di lavoro”, la terra, e una mostra di ricami. Si è pensato anche ad allestire un angolo food dove, ovviamente, sono stati usati solo e rigorosamente i prodotti della aziende locali. Anche quest’anno Sarzana ha fatto onore a questa parte buona, pulita e produttiva della sua popolazione: quella che coltiva la terra e lo fa con amore.