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Posted by on Ago 6, 2018 in Uncategorized |

Sarzana e il restauro acrobatico

L’Italia è un paese notoriamente ricco di bellezze architettoniche e monumentali, che purtroppo però stanno per la maggior parte cadendo in rovina. Ogni edificio, ancor più gli edifici di pregio, ha bisogno di una manutenzione costante e accurata per poter rimanere in buona salute nel tempo. E questo comporta dei costi che le amministrazioni pubbliche spesso non sono in grado di sostenere. Salvare il patrimonio nazionale è però un obiettivo prioritario perché, come molti hanno affermato, esso è il nostro “petrolio”. A Sarzana l’amministrazione comunale che è stata sconfitta alle ultime elezioni, nella persona dell’assessore alle attività produttive, Nicola Caprioni, ha cercato una nuova strada per il finanziamento dei restauri necessari ad alcune delle opere prominenti della città, con un esperimento che però sembra aver portato buoni frutti e che non si esclude possa essere replicato. Si tratta di una nuova forma di mecenatismo propugnato da viaggiatori che vogliono non solo ammirare le attrazioni di una città, ma anche partecipare attivamente alla loro conservazione o al loro recupero. Questo significa non solo poterne fruire in libertà e sicurezza, ma anche poter seguire i lavori di restauro che si è contribuito a finanziare. Vediamo come questa innovativa formula è stata messa in pratica a Sarzana. C’era un edificio che aveva urgente bisogno di restauri. Si tratta del chiostro di San Francesco, le cui quattro lunette interne, affrescate da Stefano Lemmi, avevano bisogno di essere tutelate dalle intemperie e di essere riportate ai loro originari colori. Tale lavoro avrà presto inizio grazie ad una formula ideata dall’associazione ItaliaTurismoArte, che ha escogitato un modo per sfruttare l’Art Bonus promosso da governo. Si creano degli speciali pacchetti turistici destinati a persone che finanzieranno il restauro di un’opera. L’intero processo viene concertato di comune accordo tra l’associazione, che individua il bene da tutelare, l’amministrazione comunale e i tour operator che confezionano il tutto. Parte degli importi erogati per finanziare i lavori di manutenzione e restauro possono poi essere detratti dalle tasse, e nello specifico dall’Irpef. Tutto questo è stato fatto per il Chiostro di San Francesco, con la collaborazione della Confartigianato di La Spezia che ha attivato dei corsi di formazione per il cosiddetto “restauro acrobatico”. Infatti tutto questo è possibile in quanto i restauri del chiostro verranno eseguiti con questa peculiare modalità. Non più onerosi ponteggi, che non solo coprono la visuale a chi vorrebbe osservare comunque le opere d’arte mentre vengono restaurate, ma hanno anche un costo elevato: ci saranno solo restauratori sospesi nell’aria. Grazie ad un sistema, assolutamente sicuro, di pulegge e imbracature, il professionista potrà lavorare a grandi altezze in tutta tranquillità. Una dimostrazione di questa nuova tecnica di restauro è stata data da Giampiccolo Guiscardo, docente di sicurezza che terrà personalmente i corsi della Confartigianato. Per mostrare come tutta la procedura sia assolutamente scevra da rischi si è arrampicato sulle pareti esterne della Fortezza Firmafede. A breve dunque gli affreschi di San Francesco torneranno al loro antico splendore, e già ci sono altri progetti in cantiere, perché sono tante le opere bisognose di interventi straordinari. Si pensa già a Palazzo Roderio e al monumento in Piazza Garibaldi. L’altro vantaggio che questo tipo di turismo offre è la presenza in città per almeno un paio di giorni di un gruppo di persone appassionate di arte e cultura, pronte ad esplorare il territorio e a fare da passaparola ad altri viaggiatori che partano a loro volta alla scoperta di Sarzana e delle bellezze della Liguria.