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Posted by on Nov 12, 2017 in Uncategorized |

Torna la seconda edizione di “Sarzana dantesca”

Quando si pensa al Sommo Poeta Dante Alighieri, e alla sua opera massima, la “Divina Commedia”, la location tipica a cui si pensa è ovviamente la città di Firenze, quella che allo scrittore diede i natali e da cui però egli fu esiliato, costretto a vagabondare per la maggior parte della sua vita e infine a morire in terra straniera, lontano dalla Toscana. Sono tanti i luoghi che Dante ha attraversato, e di alcuni di essi ha lasciato traccia nel suo scritto: questo, ad esempio, è accaduto a Sarzana e alla regione della Lunigiana, dove Dante venne come delegato di Franceschino Malaspina. Dante fece da paciere tra questi e il Vescovo di Luni, e di certo il territorio deve essergli rimasto impresso, tanto che ne parla nel Canto VIII del Purgatorio. Questo è il motivo per cui l’amministrazione comunale condotta dal sindaco Alessio Cavarra, grazie all’input dato da Carlo Raggi, presidente dell’associazione culturale “I Giardini di Ilio”, ha voluto promuovere una manifestazione che ricorda il legame che l’Alighieri aveva con la lunigiana e che si chiama “Sarzana dantesca”. Nel 2017 la manifestazione è giunta alla sua seconda edizione e si è svolta in tre giornate, il 6, 7 e 8 di ottobre, con un ricco programma di eventi di ogni genere e qualche “gustosa” sorpresa. Il sindaco Cavarra ha ricordato come sia proprio la peculiarità del territorio sarzanese ad aver fatto in modo che non solo Dante, ma anche altri illustri personaggi della letteratura italiana, come ad esempio Guido Cavalcanti, decidessero di venire qui anziché nei più prestigiosi centri di Roma e Firenze. Sarzana è infatti sempre stata una sorta di “città di confine”, libera e indipendente, e accogliente nei confronti di chiunque. “Sarzana dantesca” si è aperta venerdì 6 ottobre con una mostra allestita nella Sala Consiliare del Comune. Sono stati esposti molti reperti di grande interesse, a partire dalle pergamene originali di una delle primissime edizioni della “Commedia”, risalenti alla prima metà del Trecento. Inoltre è stato esposto anche il documento che prova la presenza di Giosuè Carducci a Sarzana, allo scopo proprio di esaminare tali pergamene. Si sono poi susseguiti incontri e conferenze: “Orma di Dante non si cancella” ha approfondito il rapporto tra Dante Alighieri e il territorio, mentre il ciclo “Riscoprire Dante – luoghi, tradizioni, analisi, letture” è stato pensato per i docenti in un ciclo di aggiornamento per i dipendenti del MIUR. A latere degli eventi più specificatamente culturali, che si sono svolti in alcune delle location più suggestive di Sarzana, ci sono stati anche appuntamenti maggiormente legati all’enogastronomia, che da sempre nel nostro Paese va di pari passo con la cultura “alta”. I ristoranti del posto hanno pensato dei menu a tema con piatti e ricette risalenti ad epoca medievale, e la Pasticceria Sbarbato ha ideato un dolce che è stato battezzato per l’occasione il “Pane di Dante”. Si tratta a tutti gli effetti di una pagnotta dolce e speziata, contenente uvetta e frutta secca, ispirata anche in questo caso alle ricette tipiche medievali di cui ci è giunta testimonianza. Ad accompagnare l’assaggio del pane di Dante si sono poi svolte degustazioni del Chianti DOCG “Ormanni”, che si lega al Sommo Poeta poiché la famiglia degli Ormanni viene citata nel Paradiso. Sull’etichetta della bottiglia sono infatti riportati i versi che riguardano la famiglia, oltre che l’inconfondibile profilo aquilino di Dante. “Sarzana dantesca” si è dunque riconfermata come una kermesse non solo per addetti ai lavori, ma capace di intrattenere e deliziare anche il grande pubblico.