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Posted by on Giu 22, 2018 in Uncategorized |

XIII Convegno Nazionale di Geologia a Sarzana (11-13 giugno 2018)

La geologia ai più potrebbe sembrare una scienza astrusa, rigorosamente riservata agli addetti ai lavori. In effetti la geologia è una scienza per comprendere la quale è necessario studiare e avere un passione molto forte per la materia, e di certo non accessibile a tutti. Questo però non vuol dire che non riguardi tutti, specie noi italiani che viviamo in un territorio molto fragile sottoposto a numerose criticità. Molto spesso ce ne dimentichiamo, salvo poi avere dei bruschi risvegli di fronte a catastrofi naturali che, si dice spesso, potevano essere evitate o quanto meno limitate nei danni. Basti pensare al devastante terremoto che ha annientato molti piccoli comuni del centro Italia nel 2016; e basti pensare alle molte alluvioni, frane e smottamenti che da sempre devastano il territorio ligure e nello specifico quello di Sarzana. Non stupisce quindi che anche quest’anno sia stata prescelta la città di Sarzana per ospitare il XIII Convegno Nazionale di Geologia, che si è svolto in tre giornate, dall’11 al 13 giugno 2018. La sede del convegno, più nello specifico, è stata la Fortezza Firmafede, dove esperti di tutta la penisola si sono incontrati in una serie di appuntamenti svolti a sviscerare le maggiori criticità del momento, e a mettere a punto nuovi strumenti di prevenzione. In questo è fondamentale l’apporto dei vincitori delle borse di studio messe in palio dal Premio Evaristo “Ivo” Ricchetti: si tratta infatti di giovani che hanno idee innovative e all’avanguardia e che potrebbero davvero cambiare le sorti, almeno idrogeologiche, del Paese. Le tre giornate di convegno sono state suddivise in due sessioni plenarie e ben otto sessioni parallele, con la presenza di diversi attori che a diverso titolo operano nel campo della prevenzione del rischio idrogeologico. Infatti sono intervenuti non solo luminari della scienza geologica, come il dottor Fausto Guzzetti dell’Istituto per la Ricerca per la Protezione Idrogeologica di Perugia, o il professor Giovanni Pietro Beretta del Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università degli Studi di Milano, ma anche rappresentati istituzionali e del mondo dell’imprenditoria che hanno tenuto dei workshop. Infatti l’idea di fondo delle due associazioni che si sono adoperate per organizzare l’evento, ovvero la sezione “GIT- Geoscienze e Tecnologie Informatiche” e la sezione e “SI” di Idrogeologia della Società Geologica Italiana, è che diverse competenze debbano collaborare per far sì che le conoscenze geologiche possano dare un vero aiuto e miglioramento alla vita dei cittadini italiani. Questa prospettiva è stata ribadita dall’evento conclusivo del convegno, un incontro pubblico aperto a tutti dal titolo “La Scienza incontra la Popolazione – Comunicazione e Percezione dei Rischi”. Tale appuntamento è stato organizzato dall’INGV, dal CNR-IRPI di Perugia e dal CNR-IDPA di Milano, grazie al supporto dell’Amministrazione Comunale e dei Volontari della Protezione Civile. Nello specifico, quindi, si è parlato del territorio di Sarzana e di quelle che sono le sue criticità, molto spesso ignorate dalla popolazione. Si è anche parlato del modo in cui è possibile prevenire alcuni eventi, o quantomeno difendersi da essi, grazie all’esperienza sul campo maturata dalla Protezione Civile. I cittadini intervenuti hanno potuto porre tutti i loro quesiti, cui hanno dato risposta i relatori che hanno illustrato quali sono le aree a rischio nel sarzanese sia dal punto di vista sismico che idrogeologico. In questo modo il Convegno si è aperto alla cittadinanza, coinvolgendo non solo gli addetti ai lavori ma tutti colori che il territorio lo vivono quotidianamente.